giovedì, aprile 24, 2008

Luoghi Della Fede:Il Getsemani (Casale Corte Cerro)

Ciao a Tutti, Riporto questo post cosi come è pubblicato sul sito dell' Ecomuseo del lago D'orta e Mottarone
il Getsemani, Sorge in un`ampia radura sulle pendici del Cerano, monte che sovrasta il paese di Casale Corte Cerro, un santuario per ricordare l`agonia sofferta da Gesù prima della sua condanna e crocifissione, affiancato da una casa per corsi di esercizi spirituali e per la formazione dei giovani alla vita pubblica.

Il complesso, costruito negli anni `50 per l`intenzione e l`impegno di Luigi Gedda, su progetto dell`architetto Ildo Avetta e con la grande collaborazione dei Casalesi e della Società Operaia del Getsemani, è arricchito con creazioni d`arte di varia specializzazione e soggetto, ma conseguiti allo scopo di illuminare con la fede e l`arte di oggi quella notte di angoscia, affinché fosse visibile che la chiesa del ventesimo secolo è presente con il meglio di sé accanto a Gesù, per confortare il dolore, la solitudine e afferrare l`esempio.
Accessibile da una Via Crucis lastricata in conci di granito e posta in un ambiente verde suggestivo e silenzioso, un tempo percorribile con molta perizia solo dalle `500, e da una caratteristica funicolare che ha trasportato migliaia di fedeli, il Getsemani ha avuto il suo massiccio sviluppo fino agli anni `70, quando il pittore Théodore Strawinsky, figlio del musicista, dipinse sulla parete esterna dell`abside della chiesa una grande pittura murale (172 mq) rappresentante la storia della Salvezza, dall`Annunciazione alla Pentecoste.
La manica retta, dove si trovano attualmente la sala di soggiorno, la biblioteca, la sala da pranzo e le cucine, rivela un disegno ancora anni `30, con l`utilizzo di paramenti in granito, il tetto monofalda e la perlinatura dell`ultimo piano, a richiamare un`idea di architettura montana tipica degli anni subito precedenti la seconda guerra mondiale e in auge fino ai primi anni `60.
Nella prospiciente manica curva si trovano le camere da letto e i servizi igienici collettivi.
Questa manica si sviluppa ad anfiteatro verso la valle, con un disegno a gradoni che permette di avere per ogni camera un piccolo terrazzo assolutamente invisibile dal resto dell`edificio.
Qui è più chiara l`impronta moderna della costruzione, con l`utilizzo dei divisori in vetrocemento tra terrazzo e terrazzo e la copertura piana coronata da una pensilina in calcestruzzo armato, dal disegno futurista.
All`incrocio delle due maniche si innesta il corpo della chiesa-cripta, un piccolo gioiello in cui la struttura architettonica racchiude una vera ricchezza di materiali e manufatti.
Difficoltà di accesso e di adeguamento alle moderne esigenze del vivere collettivo hanno portato, intorno agli anni 2000, alla completa chiusura della struttura.
Attualmente è allo studio una strada di accesso al Getsemani, onde poter compiere la necessaria e inderogabile manutenzione e - con modalità da studiare - la sua trasformazione in nuovo e vitale organismo.
L`Opera Pia Francesca Colleoni de Maestri di Castano Primo, attuale proprietaria ha già provveduto alla completa sistemazione della casa alla base della Via Crucis e del piazzale antistante, oltre alla completa manutenzione del parco ricco di molte essenze caducifoglie e resinose. Obbiettivo immediato e percorribile è il ripristino della Via Crucis che insieme è anche il percorso di accesso al parco; la sistemazione e fruibilità degli spazi esterni alla struttura, quali il giardino all`italiana, i percorsi alla Cappelletta di Lourdes, all`anfiteatro e alla grande statua dell`Angelo, il ripristino della Memoria dello Spirito Santo,curiosa e avveniristica cappella decorata dal Leoncillo, il riallestimento del percorso tra alcuni reperti archeologici e della salita alla croce metallica, opera dello scultore Francesco Messina originariamente destinata quale complemento alla grande statua di S. Caterina posta nei pressi di Castel Sant`Angelo in Roma, tutti elementi di grande interesse. Contemporaneamente, si sta valutando l`apertura programmata della chiesa e della cripta e la possibilità di accedere allo splendido terrazzo, all`insegna di un uso silenzioso e meditativo delle bellezze panoramiche e naturalistiche.
La chiesa e la sottostante cripta, intatte, perfettamente e gelosamente conservate contengono mirabili esemplari di arte moderna, fruibili in un organico sistema liturgico: la statua marmorea del Cristo Agonizzante, in granito bianco e nero, il cui viso viene scolpito nel marmo bianco, e ai cui piedi un rivestimento di marmo rosso dei Pirenei richiama alla mente il dramma dell`imminente crocifissione, il luminoso mosaico parietale dove l`Assunta è circondata da figure vescovili, tutte riconoscibili tra quelli del tempo, i pavimenti ceramici raffiguranti uno stilizzato e rigoglioso Giardino dell`Eden opera di Coltellini, già autore della Via Crucis e le vetrate parietali, policrome e debitrici dell`esperienza cubista di tema Mariano nella Chiesa, e legate al tradimento di Giuda nella cripta, il tabernacolo e le lampade inserite in anfore romane.
Esternamente, la grandiosa pittura murale di Strawinsky accoglie il visitatore con il suo ritmo composto e silenzioso.

martedì, aprile 15, 2008

Escursione: Alpe Quaggione

LOCALITA’: Alpe Quaggione (1200 m.)

DISLIVELLO: 1200 mt.
TEMPO DI SALITA: 3.30 ore
DIFFICOLTA’ : Escursionistico
ACCESSO: Seguire la S.P. 229 del Lago d`Orta fino ad Omegna, quindi la S.P. della Val Strona fino a Canova del Vescovo; deviazione a destra per Germagno, quindi rotabile completamente asfaltata fino all`Alpe Quaggione.

L’ITINERARIO:
L`itinerario proposto parte dall`Alpe Quaggione (1200 m.).
Oltrepassato il parcheggio del ristorante si prosegue per altri 500 metri fino all`area recintata e attrezzata per picnic, dove è indispensabile approvvigionarsi d`acqua, essendo tutto il percorso privo di torrenti o sorgenti. Si continua sulla strada a destra, che con alcuni ripidi tornanti arriva alle pendici del Monte Zuccaro (1338 m.).
Si prende a destra il sentiero che taglia a mezza costa in mezzo alle felci,e si entra nel bosco di faggi;si passa sulla crestina boscosa dalla quale la vista si apre sugli alpeggi della Valle Strona a sinistra, e sul sottostante paese di Casale Corte Cerro. Appena fuori dalle ultime piante si prosegue diritti sul sentiero che sale dapprima al Monte Cerano (1702 mt.) e poi, dopo aver perso leggermente quota, al Poggio Croce (1765 mt.). Queste cime, già di per se eccezionalmente panoramiche potrebbero costituire una breve escursione a sé stante per gli escursionisti meno allenati. (Fino al Monte Cerano un`ora; fino al Poggio Croce 1.20 ore). Giunti al Poggio Croce bisogna scendere di circa 170 mt. di dislivello fino alla Bocchetta di Bagnone (1584 m.) e da qui, portarsi sulla cresta che conduce alla Bocchetta (1904 m.), dove si incontra la mulattiera proveniente da Ornavasso e dal Rifugio CAI dell`Alpe Cortevecchio.
L`itinerario, ora comune, si svolge su una bella mulattiera ancora parzialmente lastricata, che con molti tornanti raggiunge la cresta fra il Massone e l`Eyehorn (2131 mt. croce - nella foto) e in breve la croce con campanella posta sulla vetta del Massone.

Fonte: Ecomuseo del lago D'orta e Mottarone

venerdì, marzo 28, 2008

Astronomia: Orientarsi nel cielo

Il primo problema che si incontra osservando il cielo senza far uso di strumenti ottici, è quello di orientarsi stabilendo innanzitutto la posizione dei punti cardinali: in pratica è sufficiente trovare uno solo dei quattro fondamentali (Nord, Est, Sud, Ovest) perché gli altri, come si sa, si susseguono distanziati di 90° lungo l’orizzonte.
La cosa più semplice da fare per centrare l’obiettivo è quella di individuare la Stella Polare un astro abbastanza luminoso (ma non il più luminoso di tutti come qualcuno crede: nella graduatoria della luminosità esso occupa appena il 49° posto) che si trova isolato in una zona del cielo eccezionalmente priva di altre stelle luminose. Questa stella va ricercata in direzione Nord ossia dalla parte del cielo opposta a quella in cui si trova il Sole a mezzogiorno, ad una altezza in gradi pari alla latitudine del luogo da cui si fa l’osservazione: alle nostre latitudini essa si rinviene pertanto circa a metà strada fra la linea dell’orizzonte e lo zenit (il punto della volta celeste che si trova esattamente sopra la nostra testa).
Vicino alla Stella Polare vi è un raggruppamento di stelle molto luminose e facili da individuare (soprattutto in primavera quando si trovano alte sull’orizzonte) per la loro particolare disposizione che riproduce una specie di pentolino. Si tratta di sette stelle in cui i Greci antichi avevano individuato un’orsa (in greco arctos, da cui il nome di “artico” attribuito all’emisfero di Nord) e i latini un carro le cui stelle con il loro lento ruotare intorno alla Polare ricordavano sette buoi da lavoro, ossia septem triones (da cui il termine “settentrione”): si tratta appunto della costellazione dell’Orsa Maggiore o Gran Carro.
Questa costellazione è un ottimo punto di partenza per rintracciare molte altre stelle grazie a pochi e semplici allineamenti. Ad esempio, unendo con una linea immaginaria le due stelle del bordo del pentolino più lontano dal manico e prolungando di quattro volte e mezza la distanza che intercorre fra questi due astri (detti “puntatori” o “guardie”) si raggiunge proprio la Stella Polare la quale è l’ultima del timone di una costellazione simile al Gran Carro ma di dimensioni più ridotte e formata anch’essa da sette stelle però molto meno luminose di quelle della costellazione maggiore, tanto che la sua identificazione non appare agevole (Orsa Minore). Quasi opposto all’Orsa Maggiore rispetto alla Polare si trova un raggruppamento di cinque stelle dalla caratteristica forma a “W” o “M” (un po’ distorta): è Cassiopea una costellazione molto evidente ma che non offre punti di riferimento per altre stelle.
Partendo sempre dal Gran Carro è facile invece individuare altre costellazioni e stelle molto luminose. Prolungando ad esempio il bordo superiore del pentolino e proseguendo nella direzione opposta a quella del manico si incontra Capella (la “capretta”) la stella più luminosa della costellazione dell’Auriga; dirigendosi invece dalla parte opposta a quella in cui si trova la Stella Polare si arriva a Regolo (dal latino regulus = reuccio) nella costellazione del Leone. Seguendo poi la diagonale del nostro recipiente, sempre nella direzione opposta a quella del manico, si arriva a due stelle molto brillanti, Castore e Polluce che formano la costellazione dei Gemelli. Ancora, una linea curva che prolunghi le tre stelle del manico porta ad Arturo, la stella più brillante della costellazione di Boote (o Bifolco) e quindi, proseguendo nella stessa direzione verso il basso, proprio vicino all’orizzonte, si raggiunge Spica nella Vergine.
Infine, alte nel cielo estivo, appaiono tre stelle molto luminose che formano un grande triangolo: sono Vega (in piena estate proprio sopra la nostra testa) nella Costellazione della Lira, Deneb in quella del Cigno con la sua caratteristica forma a croce e Altair nell’Aquila: esse formano il cosiddetto “triangolo estivo” che balza subito all’occhio se nella bella stagione si guarda in alto e verso Sud.
L’altra Costellazione che serve per individuare stelle e costellazioni, però solo nel cielo invernale, è Orione. A differenza del Gran Carro che è visibile per tutto l’anno in quanto fa parte di quel gruppo di stelle che non tramontano mai ma si limitano a girare intorno alla Polare (unica stella veramente fissa di tutto il “firmamento”) Orione in estate scende sotto l’orizzonte per cui è visibile solo per sei mesi all’anno, da ottobre a marzo. Nota a tutti è la descrizione che di questa costellazione fa il Parini ne “La Caduta”, la più famosa delle sue odi: “Quando Orïon dal cielo declinando imperversa, e pioggia e nevi e gelo sopra la terra ottenebrata versa, …”
Orione è una costellazione molto grande, dalla forma complessiva a “clessidra”, impossibile da non vedere rivolgendo, nelle notti invernali, lo sguardo a metà del cielo verso Sud. Le due stelle più luminose del raggruppamento sono Betelgeuse in alto a sinistra di colore rosso-arancio e Rigel in basso a destra di colore bianco-azzurro. A metà distanza fra questidue astri di prima grandezza si notano tre stelle ugualmente luminose e allineate in posizione un po’ inclinata: sono gli astri che costituiscono la cosiddetta “cintura” di Orione note anche secondo la tradizione popolare come i “Tre Magi” o il “Bastone di Giacobbe”. Prolungando la linea che unisce le tre stelle della cintura si giunge verso il basso a Sirio, la stella più luminosa del cielo sita nella costellazione del Cane Maggiore e verso l’alto ad Aldebaran, l’occhio sanguigno del Toro. Un po’ più in alto di Aldebaran si incontra l’ammasso aperto più noto: quello delle Pleiadi (da plein = navigare o da pleios = molte). Si tratta di un piccolo raggruppamento di stelle che rappresenta un buon test per la vista: normalmente se ne distinguono sei o sette, ma c’è chi ne ha contate 14. Prolungando quindi il lato superiore della Costellazione si intercetta alla sinistra Procione nel Cane Minore e alla destra Menkar nella Costellazione della Balena. Sulla diagonale Rigel Betelgeuse si rincontrano guardando a sinistra i Gemelli, mentre sulla verticale, quindi un po’ più a destra di Castore e Polluce, Capella nell’Auriga.

Fonte: http://www.cosediscienza.it/astro/13.%20COSTELLAZIONI.htm



domenica, marzo 23, 2008

Ricetta: tapulòn (Tapelucco)

La leggenda:
"È andata così: al tempo dei tempi, tredici omaccioni che tornavano dall'isola di San Giulio sul Lago d'Orta, dove si erano recati a venerare le spoglie del Santo Protettore dell'Alto Novarese, giunti là dove ora è Borgomanero, avvertirono d'un tratto stimoli mai provati di un appetito che potremmo meglio chia­mare fame. Era stata a ridestarli l'aria fresca e sottile che vi rifluisce dal Monte Rosa e che, da tempo immemorabile, vi fa prosperare quella che usa chiamarsi industria alimentare.
Senonchè i "nostri", presi dal sacro fervore del pio pellegrinaggio, avevano dimenticato di rinnovare le provviste,Asino e le bisacce cadevano desolatamente vuote sul dorso dell'asinello che li aveva seguiti nel lungo cammino. E poichè questo rosicchiava in quel momento con evidente soddisfazione un cardo offer­tosi alla sua onesta fame, fu suggerito da qualcuno che con uguale soddisfazione lo stesso asinello avrebbe potuto essere rosicchiato dagli affamati padroni, i quali, senza attendere oltre, si diedero a farne braciole. Pare tuttavia che queste rivelassero insospettata durezza, talché fu d'uopo ridurle in minuti frammenti e tenerne la pentola lungamente al fuoco.
Sortì una vivanda che i "tredici", giudicarono eccellente, e che li dispose siffattamente all'ottimismo da indurli a non riprendere il viaggio e a stabilirsi in un luogo che loro sembrò rivelato da San Giulio in persona. Il villaggio che ne nacque, è, col passare dei secoli divenuto città, e i suoi abitanti hanno da gran tempo dimenticato gli usi dei lontanissimi fondatori: non già però la vivanda che è forse all'origine della loro fortuna. E, sostituita con tenera carne di manzo finemente tritata quella bonaria dell'asino della storia, la gettano su un soffritto d'olio e burro profumato da rosmarino, lauro ed aglio; quindi la cuociono a fuoco lento, e quando tutto il sugo è assorbito, la mantengono umida e morbida irrorandola di buon vino nero. Dopo un'ora o poco più tutto è pronto, e può essere servito, meglio se con polenta ben cotta, e se sposato al generoso vino delle colline che si stendono da Maggiora sino a Gattinara e a Ghemme.
Il TapuloneQuanto al nome di simile "bontà", è rimasto sempre lo stesso, e nella non facile lingua locale si pronuncia così: "taplón". Invano si è tentato di tradurlo in "tapulone" o, peggio, in "tapellon" dai fanatici del volgare... Ad essi però va riconosciuto il commendevole intento di diffondere la saporita vivanda che è tuttora privilegio di un solo paese: Borgomanero, appunto.

[Testo di Achille Marazza - da LA MARTINELLA DI MILANO, marzo - aprile 1957 riportato sui "Quaderni Borgomaneresi" - "Borgomanero a tavola"]

Questa ricetta del tapulòn è contemporanea alla fondazione di Borgomanero: risalendo agli ultimi decenni del XII secolo è quindi una delle più antiche di tutto il territorio compreso tra Novara e la riviera del Cusio.

Ingredienti per 4 persone:
500 g di polpa d'asino sgrassata, aglio, cipolla, 20 g di lardo, due bicchieri di vino rosso delle Colline Novaresi, erbe aromatiche, (alloro, rosmarino, salvia, timo), una noce di burro, 100 g di verza affettata finemente, olio di oliva, sale, pepe, chiodi di garofano

Preparazione:
Macinare la carne con un tritacarne a mano - quelli elettrici la scaldano - farla rosolare con un po' d'olio di oliva e di burro insieme a un battuto composto di aglio, cipolla e un pezzetto di lardo. Durante la cottura mescolare al Tapelucco il vino rosso locale, aggiungere eventualmente - durante il periodo freddo - un po' di verza affettata finemente. Sarà pronto in mezz'ora di cottura a fuoco lento, poiché oggi si utilizza la carne di animali giovani allevati a questo scopo. Prima di toglierlo dal fuoco richiede ancora un trito di erbe aromatiche - alloro, rosmarino, timo... - sale, pepe e una noce di burro. Servire con della polenta macinata molto grossa, oppure con le patate, lessate e saltate con la cipolla. Accompagnato dallo stesso vino utilizzato per la cottura e buon appetito

sabato, marzo 22, 2008

DOLCI: Torta del pane di Pedemonte

(antica ricetta dell`800 ritrovata dall`Associazione Archeologica Culturale F. Pattaroni Gravellona Toce)

Ingredienti per una biella da 6/8 porzioni:
1 lt latte intero;
250 gr di pane comune;
5 uova;
2 quadrotti di cioccolato fondente;
100 gr di uva sultanina;
150 gr di amaretti;
1 limone a buccia spessa (servirà la sola buccia grattugiata);
1 bustina di zucchero vanigliato;
1 bustina di vanillina;
250 gr di zucchero;
1 mandorla sminuzzata finemente;
½ bicchiere di maraschino;
sale (q.b. per le uova);
burro (solo per ungere l`interno della biella)

La sera, mettere a bagno il pane nel latte e lasciarlo tutta la notte.

Al mattino seguente, aggiungere lentamente gli altri ingredienti ed amalgamarli bene, aiutandosi, eventualmente, con un frullatore per uova (una volta si usavano esclusivamente le mani).

Ungere l`interno della biella con il burro e versarvi quindi l`impasto ottenuto. Aggiungere un ricciolo di burro al centro della torta.

Mettere in forno caldo - meglio se a legna – per circa 3 ore; se in forno elettrico o a gas preriscaldato, per un`ora e mezza a 180°.

Per controllare il giusto punto di cottura, immergere la lama di un coltello nel mezzo della biella; se fuoriesce asciutta, la torta è perfettamente cotta.


La ricetta è tratta dal volume Assaggi edito nel 2002 dall`Ecomuseo del lago d`Orta e Mottarone Per richiedere il volume tel. 0323.89622 oppure ecomuseo@lagodorta.net

Per qualsiasi informazione vi inoltro il sito dell' Ecomuseo del lago d`Orta e Mottarone dove è pubbliata la ricetta http://www.cusius.org

lunedì, marzo 17, 2008

Rdrock Project

In questo post Voglio Presentarvi una stupenda iniziativa della nascente etichetta Rdrock di Ivano Conti
L'evento si chiama Rdrock Project e si terrà a a Milano presso il club Legend 54 (http://www.legend54.com) il 21 Aprile 2008 alle h 21.30.
Rdrock Project rappresenta un evento acustico assolutamente fuori dagli schemi, Non si tratta infatti semplicemente di una manifestazione rock, dove viene esalta la bravura tecnica (che pure nei protagonisti è di livello elevato) e nemmeno si tratta di un "festival" sulla scia dei vari Sanremo o Xfactor, dove viene premiata più la capacità di apparire che non la qualità della musica proposta.
Rdrock Project si propone di dare voce a quegli artisti che hanno qualcosa da dire e quello che hanno da dire è per loro più importante di qualsiasi bravura, estetismo o apparenza!
Per avere un idea di quello che si ascolterà durante l'Rdrock Project, vi rimando alla pagina web dell'evento http://www.rdrock.it dove potrete trovare maggiori dettagli sull'evento.
Ecco l'elenco degli artisti che suoneranno in acustico:
Facial
Giovanni De Cillis
Falling in Love with Fujiko
Francesco D'Acri
Walter Muto
Ivano Conti.
Per maggiori informazioni sugli artisti potete visualizzare i seguent links:

http://www.crossing.it
http://www.waltermuto.it
http://www.myspace.com/giankaofficialfanclub
http://www.coilspring.altervista.org

Fai un click sulla foto per visualizzare la locandina dell'evento

giovedì, marzo 13, 2008

Mountain Bike: Giro del Lago D'orta

Percorso: Omegna - Borca - Agrano - Pratulungo - Carcegna - Sacro Monte - Orta - Corconio - Bolzano Novarese - Lido di Gozzano - Lagna - Pella - Ronco - Cesara - Nonio - Brolo - Bagnella - Omegna
Dettagli:
Dislivello: mt 758
Lunghezza: km 45
Tempo: h 4.30
Difficoltà: Media

Descrizione: Si parte da Omegna, dirigendosi verso la frazione di Borca, dove si imbocca il sentiero che solca il bosco. Giunti alle prime case di Crabbia, deviare a sinistra e raggiungere in salita Agrano. Tenere la destra sulla strada che attraversa il paese e prendere a destra dopo circa 200 mt la strada che porta a Pratolungo. Alla Chiesa cercare sulla destra la piccola strada asfaltata che diviene poi mulattiera e che porta a Pettenasco (fare attenzione in quanto il sentiero è spesso coperto di foglie che lo rendono più impegnativo). Terminata la discesa, si svolta a sinistra e poi subito a destra seguendo le indicazioni "Carcegna" fino in paese, scendere fino alla stazione FS di "Orta - Miasino"e svoltare a sinistra sulla stradina che porta a Corconio (frecce gialle "passeggiata della prisciola"). Uscire da Corconio tenendosi alti e passando a sinistra della chiesetta, si esce sulla strada asfaltata e 300 mt dopo il ponte della ferrovia su vede a sinistra una strada bianca che si segue fino a Bolzano Novarese
Da Bolzano, svoltando a destra si torna sulla S.S. 229, e si svolta in direzione "Orta" e dopo 100 mt. si svolta s sinistra per la piccola strada che porta al Lido di Gozzano.
Appena prima del piazzale, svoltare a sinistra per il Viale dei Canneti e costeggiare il lago su sentiero fino all' abitato di Lagna e da qui su asfalto fino a Pella ed a Ronco Inferiore.
Sulla pizza di Ronco si imbocca a sinistra una mulattiera ripidissima che conduce in 1 km a Colma di Cesara e da qui in discesa e Cesara, dove si svolta a destra in direzione Omegna.
Dopo 300 mt prendere a sinistra e cercare la stradina sterrata che porta a Nonio, in mezzo ai pini. Usciamo dal sentiero nella piazza principale del paese e proseguiamo per il Lagahetti di Nonio su asfalto.
Dai laghetti seguire gli indicatori che conducono a Brolo su un piccolo sentiero, attraversata la statale, si seguono le stesse indicazioni che portano a Bagnella, frazione di Omegna, e quindi, costeggiando il lago, tornare al punto di partenza.

Fonte: Attorno al Lago d' Orta... in bicicletta - Ed. Libreria Bettini

mercoledì, marzo 12, 2008

Escursione: Omegna - Mottarone via alpe Mastrolino

Saliamo da Omegna in Via Nobili, dopo il piccolo ponte, lasciamo la macchina; il sentiero dopo pochi metri di asfalto, entra a sinistra nel bosco (segnale bianco rosso).
Entrati nel bosco si prende il sentiero a sinistra, brevemente, sopra le rocce, si raggiunge la “vasca” con la bella cascata del Rio S.Rocco, meglio noto come “Rial Camin”, si prosegue salendo nel bosco di castagno e si raggiunge l’Alpe Mastrolino(548m).-Lasciamo sulla sinistra la costruzione, il sentiero che rientra nel bosco alla destra del piccolo campo da pallone assomiglia all’alveo di un torrente.
-Salendo, sulla sinistra incontriamo un tratto pianeggiante detto “muia schisc”ad indicare una piccola zona paludosa; poi al roccione girando leggermente verso destra entriamo nella splendida valle del Rio Bertogna dal quale possiamo ammirare l’affascinante solco che si stacca dalla sommità, fra incastri di rocce rossastre.
-Superato il roccione, saliamo nel “Pian di Fò”, una volta ricca faggeta, ora boscaglia mista di roveri, betulle e sorbo.
-Il sentiero prosegue sulla pendente trasversale per raggiungere il primo torrione di roccia detto “la cruca”(la chioccia) e dalla sella passiamo sotto il costone roccioso; qui il tratto è abbastanza esposto, poi ci portiamo al secondo bastione roccioso che saliamo con l’aiuto della catena fissata alla roccia.
-Dopo qualche pendente e qualche betulla eccoci alla sorgente che sgorga proprio sotto la colonna granitica dell’Omo(1230m).Sulla sommità ruota il segnavento, i cui riflessi si osservano dal nostro lungolago o da sotto il municipio.
-Usciamo sulla destra e ci troviamo sulla dorsale nei pressi dello ski-lift da dove saliamo alla vetta, collegandoci al sentiero n°1.


Percorso ben segnalato, consigliato ad escursioni esperti.

DISLIVELLO:1150 M
Tempi di percorso:
OMEGNA-ALPE MASTROLINO(40min)-
L’OLMO(2.45 ORE)-
VETTA MOTTARONE(3/3.30 ORE)

Come raggiungere Omegna da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
uscita Gravellona Toce proseguire con la SS229 fino a Omegna
Distanza da Milano: 97 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.

Fonte: Proloco di Omegna (http://www.proloco.omegna.vb.it)

martedì, marzo 11, 2008

Escursione: Boleto - Alpe Camparbino

Dallo slargo della Pianella nell'abitato di Boleto, si sale verso il tabaccaio, si piega a sinistra lasciando sulla destra una vecchia Cappella in disordine, poi le ultime case, per ripida salita si raggiunge la circonvallazione, si procede sempre e si affronta un'altra salita non meno ripida della precedente sino a raggiungere una zona piuttosto pianeggiante dove è insediato l'Alpe Camparbino, un tempo abitato, testimonianza di una civiltà ora abbandonata. All'aperto da ammirare la bella vasca in granito scalpellata a mano, un tempo abbeveratoio delle mucch. Sulla casa dipinto raffigurante la Madonna con S. Donato, S. Antonio, S.Defendente e Santa Cecilia.
Ritorno in paese rapido per la stessa strada, quasi tutta in discesa.

Click sull'immagine per ingrandire la mappa del percorso:

Passeggiata
Periodo Consigliato:
Primavera - autunno
Tempo Percorso: min 20

Come raggiungere Boleto da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
Uscita Arona (direzione Borgomanero) Seguire per Gozzano e proseguire sulla Per Pogno/Pella
Entrare a Alzo e proseguire per Boleto
Distanza da Milano: 93 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.

Fonte: Volume "Uomini e corse - le Escursioni" (Volume II°)
Volume diffuso in occasione della XXVIII edizione del Giro ciclistico dei tre laghi.

Golosaria: Faro del Monferrato

Soddisfazione per l’edizione tra le province di Asti e Alessandria. Sono stati tre giorni di incontri, assaggi, rievocazioni storiche, convegni e musica. Golosaria nel Monferrato ha centrato ancora una volta l’obbiettivo portando in questa terra tra le province di Alessandria e Asti migliaia di persone. Massobrio: “Da oggi comunicheremo in modo permanente”. E il Tg2 prepara una puntata di Eat Parade sul Monferrato
“Ci chiedono dei numeri – dice Paolo Massobrio – ma diventa difficile sintetizzarli rispetto allo scorso anno dove le location di afflusso erano soltanto 2. Posso solo dire che Vignale ha segnato il medesimo successo di pubblico dello scorso anno ed ha raddoppiato le degustazioni, nonostante l’assenza del sole e Cioccaro di Penango ha avuto un flusso continuo di gente, segno che le migliaia di persone che nei giorni precedenti s’erano accreditate al sito sono partite per raggiungere il Monferrato. Ma hanno registrato buona affluenza – prosegue - anche a Camino Monferrato con i giochi per i bambini, nei castelli di Moncucco Torinese e di Cortanze dove i sindaci della Val Rilate hanno incontrato Paolo Massobrio. Quindi il castello di Redabue ad Abbazia di Masio e quello reale di Oviglio, anch'essi visitati da tante gente soprattutto domenica, e poi a Serralunga di Crea per l’incontro su Cesare Pavese come a Sezzadio per l’incontro della prima giornata sull’epopea del monachesimo benedettino.”
“A questo poi si aggiunga – prosegue lo staff di Golosaria – il pubblico che ha partecipato ai cinque appuntamenti della “bottega rinascimentale”, creando un momento di festa antico”. Alle 19.00 di domenica si è chiusa Golosaria a Grazzano Badoglio, con un gesto simbolico sulla tomba di Aleramo. C’era il sindaco, il presidente della comunità collinare e c’erano Paolo Massobrio e Marco Gatti, i due giornalisti anima del Club di Papillon, che hanno entrambi origini monferrine.
Dice Marco Gatti: “Io sono monferrino, di Rosignano Monferrato e credo che mai il Monferrato sia stato messo al centro di un fenomeno di comunicazione come questo. E’ stato incredibile vedere come nonostante la minaccia della pioggia, arrivassero a frotte, persino i proprietari delle Moto Guzzi radunatisi a Penango oppure gente che è giunta dalla Lombardia (tanti da Pavia, Brescia, Varese e Milano), dall’Emilia Romagna, dal Veneto e persino dalla Calabria.”
Per Paolo Massobrio (che è in procinto di condurre una trasmissione televisiva tutta sua) Golosaria è stata una festa, un divertimento puro; lui ha seguito tutte le tappe della “bottega rinascimentale” nonchè i momenti salienti della manifestazione, che sarà raccontata da Eat Parade sul TG2, la cui troupe, per due giorni, è stata nel Monferrato a filmare le curiosità di questa terra.
Quali novità Massobrio? “Bè intanto il fatto che Golosaria Monferrato, con i suoi luoghi, i suoi prodotti, i suoi personaggi, diventerà un sito permanente dentro al sito www.clubpapillon.it e farà vivere il territorio tutto l’anno. Noi abbiamo una community di oltre 50 mila persone che seguono il nostro sito, i nostri libri, le guide, il blog (è appena andato on line barbabietola http://barbabietola.clubpapillon.it) e le nostre attività: da oggi potranno organizzarsi un week end nel Monferrato in qualsiasi momento.

“Golosaria – prosegue ancora Paolo Massobrio – è un’operazione di marketing territoriale complessa, che non si esaurisce con i tre giorni dell’evento, ma vive prima e dopo (è la novità di quest’anno). E’ una manifestazione che ha nella comunicazione il suo punto centrale – ribadisce Paolo Massobrio - Il fatto poi, che io e Marco Gatti abbiamo origini monferrine, dice del motivo del nostro impegno per questo territorio, che s’è presentato per la prima volta unito, dando spazio ad una progettualità che avrà come sviluppo la ristrutturazione di Palazzo Callori a Vignale Monferrato, ma anche l’apertura di Enofila ad Asti e una serie di investimenti che il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria Gianfranco Pittattore ha annunciato sabato a Vignale. Del resto anche il principale luogo di promozione di Alessandria è un luogo che dà il nome ad una società presieduta dal presidente della Provincia Paolo Filippi: si chiama Palazzo Monferrato”.
E proprio Palazzo Monferrato è stato, con le Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e di Asti, tra i partner dell’iniziativa. Il terreno è spianato, il Monferrato ha solo da raccogliere.

Fonte: http://www.agenfax.it

Introduzione all'osservazione del Cielo

Da sempre il cielo suscita l'interesse da parte dell'uomo; tutti i momenti ci imbattiamo in quelli che sono comunemente chiamati fenomeni astronomici: l'alternanza del giorno e della notte e quella delle stagioni, la diversa altezza del Sole sull'orizzonte, il colore azzurro del cielo diurno o quello rosso incandescente del Sole al tramonto, le diverse fasi lunari.
Da questo interesse esistenziale, dal tentativo di dare una spiegazione al mistero che si dipana di fronte ai suoi occhi l'uomo ha cominciato ad osservare e a dare un nome alle stelle. Da qui nasce l'astronomia che, nel panorama moderno si è sviluppata sotto due aspetti, paralleli e complementari: da una parte vi è il mondo della ricerca, che ha a disposizione mezzi sqfisticatissimi, telescopi di dimensioni e di prestazioni sempre maggiori, a terra e nello spazio, satelliti per captare radiazioni a tutte le lunghezze d'onda, tecniche di analisi dei dati sempre più efficienti e veloci; dall'altra vi è il mondo di coloro per i quali l'osservazione del ciclo è una passione e un piacere, e sono affascinati dalle forme e dalle storie delle costellazioni. Questo post e quelli che seguiranno vuole essere il punto di partenza per avvicinarsi all'osservazione del cielo ad occhio nudo o medinte un piccolo telescopio.
Invito chiunque volesse intervenire con approfondimenti o domande a postare su questo blog
Il cielo è sempre sopra le nostre teste. Non resta che lasciare libero sfogo all 'astronomo che è dentro ciascuno di noi.

lunedì, marzo 10, 2008

Escursione: Salita al Sacro Monte d'Orta

ITINERARIO PER IL SACRO MONTE
Salire per la larga via Corinna Caire Albertoletti. Superato il bugnato a raggera di via Bersani, ed altro voltone, si noti: sulla destra (n. 32), una deliziosa facciatella barocca-rococò; più innanzi (n. 34), la casa Margaroni, fondata sulla fine del '300 o nel primo '400, con resti di affreschi cinquecenteschi. Di fronte, al di sopra di un voltone, la restaurata casa Giani (secolo XV), con loggiato terminale e, subito dopo, il bel palazzo Fortis Penotti, vasto edificio neoclassico a tre e a due piani di finestre timpanate, collegato a un palazzotto rustico di probabile fondazione quattrocentesca. Di fronte, il più solenne palazzo d'Orta, residenza dei Gemelli. Costruito nel tardo '500, forse su preesistenti strutture, si compone di un corpo centrale e di due ali di diversa ampiezza ed altezza (quest'ultima segue infatti la pendenza del terreno), aggiunte in epoca più tarda. Posteriore all'edificio originario dovrebbe essere anche il portale d'onore spostato sulla destra del corpo centrale, con lo stemma sulla chiave di volta e classico architrave. Sulle facciate e sul fianco di via Gemelli, tracce di antichi affreschi, monocromi e non, in parte restaurati, raffiguranti allegorie di continenti, di nazioni e di città (fra cui, Orla) e personaggi muliebri e virili; nella modanatura concava della cornice agettante, elegantemente incurvata, scene mitologiche, putti e motivi ornamentali. Una robusta costruzione in pietra e un gustoso gioco di gradinate completano l'esterno dell'edificio. Nell'interno (non visibile) s'apre un cortile cinto da prospetti finestrati, con balconata superiore retta da strutture di rinforzo; della originaria affrescatura rimangono tracce nelle cornici marcapiano, nelle finte colonne, nei basamenti delle finestre e attorno all'arco che immette nel delizioso giardino a terrazza, collegati da scale in pietra. Gli appartamenti comprendono, tra l'altro, una grande sala con quadri e pitture a fresco. Al termine delia via s'innalza la Parrocchiale, edificata nel 1485 dall'architetto Nicolao Monti e dedicata in origine alla Madonna della Consolazione, cui gli Ortesi attribuirono la liberazione da un'epidemia di peste. Dalla Parrocchiale si sale la via Gemelli finché, con panorama sempre più esteso, si raggiunge il Sacro Monte.

VISITA AL SACRO MONTE
il Sacro Monte conta 21 cappelle edificate tra la fine del sedicesimo e la fine del diciottesimo secolo con affreschi e sculture in terra cotta sulla vita di San Francesco.
Nel 1590, con la costruzione del convento dei frati cappuccini voluta dall'abate novarese Amico Canobio, iniziò a prendere forma l'idea votata dalla comunità di Orta nel 1583 di far diventare il monte di S.Nicolao un Sacro Monte. Questo monte ospitava già l'antica chiesa dove si venerava la statua della Madonna della Pietà.
Il padre cappuccino Cleto da Castelletto Ticino fu l'autore del disegno originario del monte. In quel periodo la Chiesa, in piena Controriforma, stava riflettendo sul fatto che la maggioranza dei fedeli non sapeva leggere e le immagini erano un mezzo per la divulgazione delle Sacre Scritture.
Il vescovo di Novara Carlo Bascapè (1593-1615), coinvolto in questa riflessione, indicò le scene da illustrare nelle cappelle dedicate alla vita e alle opere di San Francesco.
Nei primi anni le architetture sono fortemente influenzate dai modelli del Sacro Monte di Varallo, ma verso la metà del Seicento si fa riferimento al Sacro Monte di Varese e il percorso sacro viene riproposto in chiave barocca.
Architetture, statue e affreschi furono realizzati con tecniche e materiali tipici della tradizione e dell'economia locale.
All'interno del Sacro Monte la vegetazione è parte integrante dell'itinerario religioso. Essa è curata in modo da far risaltare sia le architetture che lo spettacolare paesaggio del lago sottostante. La zona circostante al Sacro Monte è invece costituita da una zona boscosa dove però si possono scorgere le tracce degli originari terrazzamenti per le coltivazioni.
L'itinerario di visita delle 20 cappelle ha inizio con un arco d'ingresso, raggiungibile da un sentiero pedonale che parte dalla piazza di Orta.
Se le opere pittoriche e plastiche costituiscono un vero patrimonio d'arte e furono realizzate da valenti artisti dell'epoca (i Fiamminghini, Cristoforo Prestinari, Dionigi Bussola e il Morazzone), altrettanto interessanti sono gli aspetti naturali.
Il promontorio su cui sorge il Sacro Monte d'Orta è costituito da rocce che sono state modellate dai ghiacciai quaternari. La flora è caratterizzata da specie sempreverdi e da alcune essenze tipicamente montane quali il mirtillo nero. Fra le specie arboree meritano un cenno particolare il pino silvestre, il tasso, il faggio, l'agrifoglio, oltre ad un bel viale di carpini secolari affacciato sul lago

Tempo di percorso: 1 ora massimo
Orario di visita fino al 30 Settembre da lunedì a venerdì h. 9.30 - 18.00 sabato e domenica h. 9.30 - 18.30

Click sull'immagine per ingrandire la mappa del percorso

Come raggiungere Orta San Giulio da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
Uscita Arona (direzione Borgomanero) Seguire per Gozzano e proseguire sulla statale arrivando ad Orta San Giulio.
Distanza da Milano: 90 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.


Fonti:
- Volume "Uomini e corse - le Escursioni" (Volume I°)
Volume diffuso in occasione della XXVI edizione del Giro ciclistico dei tre laghi.
- Lago d'orta On lime (http://www.lagodorta.com/sacromonte.htm)

domenica, marzo 09, 2008

Escursione: Omegna - Cireggio -Madonna del Fontegno - Quarna Sopra - Quarna Sotto - Madonna del Saliente - Omegna

Da Omagna a Cireggio (ore 0,15). Si prende la carrozzabile per le Quarne che si abbandona dopo il i tornante ancora in paese, subito dopo le ultime case a destra. La mulattiera che conserva ancora tratti di selciato sale rapida a serpentina per lungo tratto, indi piega sulla sinistra e raggiunge il modesto pianoro su cui sorge il Santuario della Madonna del Fontegno (ore 0,30). Sul piazzale fontana fresca. Di qui per larga strada a selciato si sale a sepentina in bosco di castagno fino a guadagnare la cresta (ore 0,20). Dalla parte alta del tragitto magnifica vista su Omegna, il lago e il Mottarone.
La strada scende un centinaio di metri fino ad innestarsi con la via asfaltata che sale a Quarna Sopra (ore 0,10). Si attraversa il paese e si scende a Quarna Sotto: dalla piazza scendere a destra seguendo le indicazioni fino all'Oratorio della Madonna del Saliente (ore 0,15).Tornare indietro di 70 metri fino al ponte, abbandonare la carrozzabile prendendo a destra: dopo 20 metri a destra si supera ponticello e prendere sentiero che sale a sinistra tra le case inserendosi su via Varallo, a destra in discesa passando per la frazione Berteggio fino all'Or, dove si raggiunge la carrozzabile (ore 0,15) che si segue fino a Omegna (ore 0,55).

Visita al Santuario del Fontegno o della Madonna della Neve, cappella riedificata alla fine del seicento ed ampliata poi a chiesa. Effige della Madonna della Neve. Per la vicina sorgente il Santuario è detto comunemente del Fontegno.
Visita all'Oratorio della Madonna della Cintura o del Saliente, cappella ingrandita a chiesa tra il seicento e il settecento, affrescata da Giovanni Avendo nel 1808.
Al Saliente parco giochi per bambini.

Periodo consigliato: Tutto l'hanno
Dislivello: m. 570
Tempo di percorso: ore 2,40

Click sull'immagine per ingrandire la mappa del percorso:

Come raggiungere Omegna da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
uscita Gravellona Toce proseguire con la SS229 fino a Omegna
Distanza da Milano: 97 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.

Fonte: Volume "Uomini e corse - le Escursioni" (Volume II°)
Volume diffuso in occasione della XXVII edizione del Giro ciclistico dei tre laghi.
Autori: Giorgio Cecchetti, Don Luigi Dresti e con Illustrazioni di Isabella Maulini (Esemplari della fauna della zona del Lago D'orta). Prefazione di Luigi Rondolini

sabato, marzo 08, 2008

Monte Zuoli

Il Monte Zuoli è un promontorio di circa 400 m di altezza che sorge a circa 3 km dall'abitato di Omegna e dalla cui sommità si gode un suggestivo panorama su tutto il Lago d'Orta.
Qui si trova un affioramento roccioso rivolto verso il lago sul quale si possono facilmente riconoscere alcune incisioni risalenti all'età preistorica, in particolare una ventina di coppelle* di dimensioni alquanto rilevanti, tanto da essere riconosciute come le macrocoppelle per eccellenza dell'intero territorio provinciale.
Un centinaio di metri sotto la roccia con le coppelle vi è inoltre un'altra roccia, questa volta inclinata come uno scivolo: studi in materia sostengono l'usanza preistorica delle donne di andare a scivolare o sfregarsi su particolari tipi di rocce, e questo masso dalla forma anomala poteva essere utilizzato per riti propiziatori della fecondità.
*COPPELLE. Vi sono numerose e differenti interpretazioni in merito all'incisione delle coppelle. Anzitutto vi è una lettura sacrale che riconosce in queste più o meno profonde incisioni il luogo dove veniva versato il sangue della vittima sacrificale (animale o uomo?), oppure dove venivano deposti incensi, unguenti o cere, magari impiegate anche come lucerne durante cerimonie notturne. Un'altra ipotesi, invece, considera i massi delle coppelle come un utile mezzo di segnalazione e comunicazione a distanza tra le varie alture. Un'altra ancora la interpreta come simbolo religioso legato al culto dei morti, magari come forma di pietas allo scopo di raccogliere acqua e cibo per i defunti. E via di seguito con innumerevoli diverse assegnazioni di significato: raffigurazioni di costellazioni, segni di proprietà, simboli numerici, primordiali rappresentazioni topografiche, effigi del sesso femminile o rozze fonti battesimali
Oggi Monte zuoli è l'area ospitante dei "Giardini della torta in cielo”, una superficie di 90mila metri quadri dedicata a Gianni Rodari, e attrezzata per attività ludiche ed educative.

Fonte: http://www.illagomaggiore.com/poi/monte_zuoli_it

Escursione: Santuario della Madonna del sasso

ITINERARIO PER IL SANTUARIO:
Dall'abitato di Boleto percorrere la via Santuario, lasciando sulla destra la via Nosone, la più antica del paese con casa sempre fiorita, e raggiungere per ripida discesa, dopo aver superato un fontanile con acqua purissima e il vecchio lavatoio, il quadrivio della circonvallazione sud del paese, proseguire tra belle ville e il Boletus nel bel viale alberato -Parco della Rimembranza - lasciare sulla sinistra il Cimitero, superare il Ponte sul Rio Valla e con scorci magnifici e suggestivi sul Lago raggiungere il Piazzale, recentemente abbellito con parapetto e copertine in granito, da dove l'occhio spazia su tutto il Lago d'Orla con visioni indimenticabili. Il ritorno in paese può essere meno faticoso prendendo all'incrocio la circonvallazione che si snoda pianeggiante sino alla provinciale, di lì, sempre a sinistra, si raggiunge il paese.

Periodo consigliato: primavera-autunno.
Tempo di percorso: minuti 10-15.

IL SANTUARIO:
La leggenda narra che, intorno all’anno 1500, una bella taverniera di Pella aveva sposato un soldataccio di nome Aycardo. Di ritorno da una missione militare, da una diceria maligna sentì dire che la moglie lo avrebbe tradito con un soldato di stirpe inglese. Aycardo perse la testa: si caricò la donna sulle spalle, la portò sullo scoglio del Sasso e la buttò giù. La poveretta era riuscita ad aggrapparsi ad un cespuglio, ma quando vide il marito affacciarsi al dirupo (questa volta con l’intenzione di salvarla) si lasciò cadere nel vuoto. Sul luogo del misfatto la gente pietosa avrebbe innalzato una croce di legno, poi una cappelletta, ed infine l’attuale santuario. Fin qui la leggenda: la storia scritta invece ricorda di un calzolaio di Boleto, emigrante, che, arricchitosi, finanziò la costruzione della chiesa, del campanile e della casa eremitale. Era l’anno di grazia 1730.
Il Santuario sorge a 638 metri di altitudine nel comune omonimo di Madonna del Sasso; e si affaccia su uno sperone roccioso di granito il quale è stato impiegato come pietra da taglio da tempi immemorabili.
Davanti alla chiesa si sviluppa un ampio piazzaletto detto "il balcone del Cusio“ per una superficie di circa 735 mq.
Da esso si ammira un panorama sconfinato, dai monti più vicini, ai contorni sfuggenti delle Alpi, in basso si susseguono i ridenti paesi della vallata e in fondo verso sud, quando il cielo è molto limpido, si scorgono Novara, Vercelli e Milano.
Una volta il piazzale del Santuario era “il prato della tela” dove le donne, nelle giornate calde e soleggiate, andavano a candeggiare la tela fatta in casa. Anticamente, alle falde del monte Avigno, sorgeva una cappella dedicata alla Madonna Addolorata, a poca distanza da Boleto.
Le molte grazie attiravano i fedeli del Cusio.
Una prima chiesa sostituì la cappella; sull'altare maggiore c'era un quadro delta Vergine in contemplazione di Gesù, opera del Caravaggio.
Nella sacrestia si conservava, in una nicchia una statuetta della Madonna del Rosario, di autore ignoto, ritenuta miracolosa.
Nel 1706 Pietro Paolo Minola, in seguito ad una grazia ricevuta dalla Madonna, decise di far costruire, un nuovo Santuario.
Verso il 1725 vennero iniziati i lavori ai quali contribuì anche la popolazione di Boleto (patria del Minola). Nel 1748 vennero ultimati i lavori della chiesa, mentre nel 1760 furono terminati il campanile e la casa per i preti, che sorse a fianco della chiesa.
La consacrazione del Santuario avvenne nel 1771 con una solenne cerimonia celebrata dal Vescovo di Novara di allora.
Nel 1773 il Minola donò il corpo di San Donato al Santuario.
L’interno del Santuario e a croce greca con due altari laterali e graziosi coretti alla congiunzione dei bracci della croce.
E’ di epoca barocca e venne interamente affrescato da Lorenzo Peracino da Cellio. Sopra l’altare maggiore è incastonato un dipinto raffigurante la Pietà di Fermo Stella da Caravaggio, del 1547.
Sull’altare a sinistra c’è l'urna con le ossa ed il sangue di San Donato.
Gli abitanti della zona gli innalzarono preghiere nel timore della folgore e della grandine.
San Donato, un martire rinvenuto nelle catacombe di San Callisto di Roma, è raffigurato con folta barba, elmo, spada e mantello nell’atto di fermare una folgore che si stava scatenando sul paese.

Come raggiungere Boleto da Milano: Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
Uscita Arona (direzione Borgomanero) Seguire per Gozzano e proseguire sulla Per Pogno/Pella
Entrare a Alzo e proseguire per Boleto
Distanza da Milano: 93 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.

Fonti
:
- Volume "Uomini e corse - le Escursioni" (Volume IV°)
Volume diffuso in occasione della XXVI edizione del Giro ciclistico dei tre laghi.

martedì, marzo 04, 2008

Stargate SG1 - la fantascienza ai giorni nostri

Non sono mai stato in un appassionato di serie tv, ma una di queste mi ha stregato.
Scatenante della saga è stato il film “Stargate” del 1994, scritto da Dean Devlin e Roland Emmerich e diretto da quest'ultimo con l'intenzione iniziale di realizzare una trilogia.
Il progetto venne poi abbandonato e i diritti vennero acquistati dalla MGM che mandò in onda una serie televisiva che di fatto sviluppò la storia abbozzata nel film.
Titolo della serie è Stargate SG-1, da cui nel 2004 parte lo spin-off “Stargate Atlantis”
Il telefilm si differenzia da altre serie televisive fantascientifiche di successo come Star Trek o Babylon 5, essendo ambientato non in un futuro imprecisato, bensì ai giorni nostri, nello stesso periodo in cui viene mandato in onda.
Inoltre i personaggi si muovono in un mondo fantastico popolato da numerose razze aliene che, grazie alla loro avanzata tecnologia, si sono suddivise il controllo dei vari settori dello spazio.
L'episodio pilota è stato trasmesso negli Stati Uniti il 27 luglio 1997 sul canale Showtime, che ha ospitato la serie fino alla sua quinta stagione. Dalla sesta stagione la serie è trasmessa da Sci Fi Channel, che attualmente ne detiene l'esclusiva.
Serie fortunata? Certamente direi, visto che siamo alla decima stagione di Sg1 (già trasmessa in Italia) e in attesa della quinta, di Atlantis.
Per non parlare delle imminenti uscite di due film per il mercato dvd The Ark of Truth e Stargate: Continium, dal cui successo dipenderà il futuro della serie.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento rimando al sito hyper SG1 http://www.hypersg1.org/, nel frattempo, se avete voglia... dite la vostra su questa serie.

lunedì, febbraio 25, 2008

Pacific Trash Vortex - Continente di spazzatura

Non sono un ambientalista convinto, ma questa notizia mi ha seriamente colpito!!
"Pare che oltre ai 5 continenti noti, proprio all’interno dell’Oceano Pacifico ci sia un vero e proprio “nuovo mondo” di spazzatura, plastica in primo luogo. Un’isola grande per qualcuno quanto due volte il Texas, per altri addirittura corrispondente alla stessa superfice degli Stati Uniti (ma c’è anche chi parla di 2 volte gli Stati Uniti. Gli americani lo chiamano “Pacific Trash Vortex”, vortice di pattume del pacifico, nome che dice già tutto. Chris Parry, California Coastal Commission di San Francisco, calcola approssimativamente in 3,5 milioni di tonnellate il peso totale dell’immondizia che galleggia per oltre 10 metri di altezza sopra e sotto il pelo dell’acqua.Incredibile direte voi. Invece da tempo ne parla anche Greenpeace sottolineando come almeno 10 miliardi di tonnelate di plastica l’anno finiscano nei mari del pianeta. Voi penserete: “Colpa delle piattaforme petrolifere o delle navi che scaricano tutto in mare”. Invece il 90% del totale del prodotto inquinato arriverebbe dalle coste e soprattutto da quelle del nord America.A complicare le cose interverrebbe la North Pacific Subtropical Gyre, una sorta di enorme corrente oceanica che è causata dalle correnti di alta pressione e che genera nelle acque una spirale che contribuisce ad attirare verso di sé la spazzatura prodotta dalle coste americane, giapponesi ed australiane.Greenpeace parla di una strage di animali causata dalle piccole particelle di plastica che si staccano dai vari prodotti e vengono ingoiate dagli animali portandoli lentamente alla morte.Al problema si stanno dedicando studiosi di molti paesi: è in corso una spedizione scientifica tedesca e rilevanti sono gli studi dell’Università delle Hawaii le quali sono anche direttamente interessate dalle “scie di plastica” della corrente che spesso giungono fino all’arcipelago formando barriere di detriti alte anche 3 metri. Si è anche scoperto che i continenti-pattumiera sarebbero 2: un “estern garbage patch” oltre le coste giaponesi, più piccolo, e un “western garbage patch”, appena sopra le Hawaii, il più grande e preoccupante anche perché più vicino a luoghi abitati anche dall’uomo."

Che Bello scoprire dove va il mondo!

Vedi (in inglese) su Wikipedia sull'argomento.

sabato, febbraio 23, 2008

Golosaria - Alla scoperta del gusto

Ciao a tutti, In questo post vi segnalo Il Club di Papillon, che è un’associazione nazionale che ha come finalità la riscoperta dell’originalità di una cultura popolare attraverso il gusto.
Fondato ad Alessandria nel 1992 dal critico enogastronomico Paolo Massobrio, il Club è oggi un movimento di consumatori con oltre 6.000 soci e 50 sedi dislocate nelle principali regioni italiane.
In autunno e in primavera Papillon organizza "Golosaria", rassegna di cultura e gusto dedicata all’eccellenza enogastronomica in Italia.
Quest'anno in particolare la rassegna, si svolgerà nella splendida cornice dei castelli del Monferrato dal 7 al 9 Marzo.
Per chi volesse fare un tuffo nel gusto ecco un opportunità davvero unica in cui si accendono i riflettori sui migliori produttori artigianali d’Italia, selezionati dal libro Il Golosario di Paolo Massobrio.
Oltre cento artigiani si danno appuntamento, ogni autunno, a Milano e a Torino per mettere in mostra le tante eccellenze gastronomiche di cui l’Italia è ricca. Paste, sughi, formaggi, salumi, dolci artigianali, birra, cioccolato accanto alla selezione di 100 migliori vini d'Italia, i Top Hundred. Cito dal diario dell' organizzatore della manifestazione e presidente del "Club di Papillon"...
"Siamo ai nastri di partenza, siamo a dipanare la più divertente tra le nostre manifestazioni dell’anno, memori ancora delle 40 mila persone che nel 2007 arrivarono nel Monferrato, tra Vignale e Camino. Quest’anno il progetto è ancora più ambizioso e porta la data di inizio del 7 marzo, da venerdì quindi, perché vorremmo far vivere alle persone che invitiamo un weekend dolcissimo nel Monferrato, svelando un altro pezzo, che va da Cioccaro di Penango a Cocconato d’Asti, inglobando l’Abbazia di Vezzolano e Colle don Bosco. Vignale Monferrato sarà il punto di partenza da cui si dipanerà l’itinerario e oltre 30 luoghi ospiteranno eventi e degustazioni nei giorni di sabato 8 e domenica 9 marzo.Ma ci sarà anche la “Bottega Rinascimentale” che toccherà Acqui Terme e Nizza Monferrato, Ovada e Novi Ligure e infine Moncalvo, che insieme a Casale, del Monferrato, furono capitali. Il resto del programma, che sta crescendo giorno dopo giorno, lo troverete sul sito che stiamo allestendo: a giorni ci sarà l’elenco delle prime opportunità e offrirà la possibilità di scaricare l’invito. Intanto segnatevi le date e programmate un viaggio. Ci vediamo a Golosaria!"
Vi segnalo il sito internet di Glolosaria , http://www.golosaria.it/ dove potrete trovare le indicazioni precise dei luoghi e la descrizione in dettaglio delle iniziative.
Questo si che è godersi la vita!!!

venerdì, febbraio 08, 2008

Distribuzioni Linux - Puppy Linux

PuppyLinux http://www.puppylinux.org/è una mini distribuzione. occupa circa 60 MB è l'ideale se avete necessità di donare nuova vita a computer con hardware "datato", il software in dotazione, data la domensione ridotta della distro è assolutamente notevole. Tra le altre cose è possibile utilizzarla come Live oppure installarla su HD o su chiavetta USB, ottima se volete i vostri dati e il vosro sistema operativo sempre con voi. A questo link trovate un ottima guida in italiano http://www.puppy-linux.info/

Distribuzioni linux - PC linux OS

PcLinuxOS http://www.pclinuxos.com/è una distribuzione Linux che emerge tra quelle che, in un modo o nell'altro, hanno come principale obiettivo quello di fornire all'utente un sistema desktop facile da usare e il quanto più possibile vicino agli standard di mercato (leggi Windows). La semplicità d'uso e, soprattutto un Control Center che definire grandioso è eufemistico, permettono di gestire ogni aspetto della distribuzione che può essere amministrato da un'interfaccia unica suddivisa in 7 categorie: Boot, Hardware, Mount Points, Networking, Security, System, Online Administration. La focalizzazione è verso l'utente desktop ma non mancano tool grafici per l'amministrazione di un server Samba, NFS o un proxy cache con Squid.

domenica, gennaio 27, 2008

Sentieri del lago d'orta

Ciao a tutti,
In questo blog mi piacerebbe raccogliere gli itenari, a piedi e in mountain bike nella zona del lago d'orta.
Man mano mi riprometto di aggiungere la descrizionie per quelli che di volta in volta percorrerò,
Per intanto vi segnalo il seguente link http://www.caivilladossola.it/catasto/
Si tratta del sito del catasto dei sentieri del Verbano Cusio Ossola dove è possibile trovare sia la descrizione dei percorsi che quella dei rifugi presenti sul territorio.

Siete invitati ad aggiungere gli itinerari già noti di cui siete a conoscenza

lunedì, gennaio 21, 2008

L'Armonica lo strumento del blues

In questo post mi va di parlarvi di quello che negli anni è diventato il mio strumento preferito.Come è successo a quasi tutte le persone con cui mi è capitato di suonare sono partito con il suonare la chitarra... è stato in un afoso pomeriggio d'estate in Bovisa (periferia di Milano) che passando davanti al mio negozio di musica preferito ho visto esposta una piccola armonica super scontata... sono entrato, l'ho comprata, ci ho messo sopra le labbra e li c'e stata la folgorazione...da allora è stata sempre con me, prima in tasca poi riposta in una valigetta assieme alle altre della mia collezione con timbri e tonalità diverse....
Ma che cos'è l'armonica? Un po di storia
L'Armonica è il primo e più universale strumento musicale dopo la voce dell'uomo anzi, è quello più usato proprio per imitare la voce umana stessa. Le sue piccole dimensioni e la sua versatilità hanno fatto dell' ”organo a bocca” uno strumento che si può suonare dappertutto e in ogni momento

Venne inventato probabilmente nel 1821 dal tedesco Christian Friedrich Buschmann costituito fondamentalmente da tre elementi: un corpo centrale, due placchette porta ance ed i gusci esterni.

Il suono viene prodotto dalla vibrazione generata dal passaggio dell'aria sulle ance, sottili lamelle di ottone fissate ad un'estremità. Le placchette poggiano su un corpo centrale costruito solitamente in legno o plastica, più raramente in metallo. Il tutto è racchiuso in un guscio metallico che funge anche da cassa di risonanza.
Molte furono le imitazioni del progetto iniziale di Buschmann e molte le modifiche ed i miglioramenti che vennero apportati.
Tra quelle più importanti vi fu l'accordatura, per la quale venne utilizzata una scala diatonica che da quel momento diventò lo standard.
La prima vera produzione di Armoniche ebbe inizio nel 1857 da Matthias Hohner, nel piccolo villaggio di Trosingen in Germania
Già nel 1865 si ha il primo riconoscimento ufficiale per la singolare produzione: Un premio in occasione della mostra internazionale di musica di quell' anno.
Seguono altri premi in Belgio, a Stoccarda, a Vienna, a Philadelphia e a Chicago, che forse anche per questo diventerà con gli anni la vera capitale del Blues….
Nei primi anni del novecento sono già trecento i vari tipi di armonica a bocca, Negli anni trenta la Hohner apre la prima scuola di musica e fonda la prima orchestra di armoniche a bocca.
Sono gli anni cinquanta e sessanta che segnano il vero e proprio "boom" dello strumento, soprattutto per il diffondersi di una nuova musica che attinge fortemente dalla tradizione nero-americana: il rock&roll.
Beatles e i Rolling Stones nelle loro primissime produzioni hanno usato
spesso l'armonica, "Love me do" Il primo 45 giri del quartetto di Liverpool del 1962 aveva un "riff" suonato proprio con questo strumento, mentre proprio i Rolling Stones incidono "I miss you" nel 1978 con l'armonicista americano Sugar Blue.
Ma la storia di questo incredibile strumento è tutta costellata di grandi personaggi, Bob Dylan, Neil Young, Stevie Wonder, Van Morrison ... ma l'elenco diverrebbe troppo lungo per farlo entrare nelle pagine di questo blog.
Vi sono diversi tipi di armoniche che variano innanzitutto per il tipo di accordatura utilizzata e per i materiali utilizzati nella costruzione.
Mi piace a questo punto rimandarvi all'ottima descrizione riportata sul sito di uno dei migliori armonicisti in Italia Fabio Treves, leader della Treves Blues Band che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere e del quale conservo gelosamente uno dei suoi strumenti che mi regalò quando seppe che anche io (da autodidatta) mi ero dedicato all'armonica.

Come se fosse sempre Natale (di Ivano Conti)

Di nuovo a parlare di musica,... e ancora una volta (guarda un po che coincidenza) nel far questo sono a parlarvi di un altro amico.
Lui è Ivano Conti, mitico webmaster del sito Rdrock.it ed il CD in questione si intitola "Come se fosse sempre Natale"
Ho cominciato ad ascoltarlo nei giorni scorsi in cui, avendo la macchina dal meccanico e dovendo viaggiare in treno ho avuto abbastanza tempo.
A mio avviso è un lavoro bello e coraggioso, soprattutto se si pensa che, a parte gli amici invitati a suonare, Ivo (cosi come lo chiamano gli amici) si è occupato dell'arrangiamento, del mixaggio e della registrazione.
Un grande merito a mio avviso, va proprio agli arrangiamenti che, anche nei pezzi più lunghi riescono a tenere alta l'attenzione e a fati battere il tempo involontariamente (non so a voi, ma sono pochi i pezzi che si ascoltano oggi alla radio che fanno questo effetto!!)
Ivo non fa sconti, non cede alla facile promessa di diventare vendibile o commerciale, ha fermato in questo CD parte del lavoro fatto in diversi anni di attività e dentro c'è tutto lui "carne e sangue" in prima persona.

Ne consegue che non è un CD facile da avvicinare... occorre la pazienza di non fermarsi al primo ascolto, di prendersi un po di tempo per mettersi in contatto con il cuore che batte in ognuno di questi pezzi , ma del resto, è proprio questa la differenza tra la musica "buona" e quella "cattiva"
Ivano Conti lo si può ascotare direttamente dal suo sito "www.rdrock.it"
Fatemi sapere le vostre impressioni ... oppure iscrivetevi al forum direttamente sul sito
Daniele

Quattrottave gruppo vocale

Ciao, Eccomi a parlare su qusto mio blog di uno degli argomenti che mi stanno più a cuore, la Musica (Quella con la "M" Maiuscola) La Musica mi piace tutta, purchè sia bella, vera e ben eseguita. Allora eccomi a segnalarvi con molto piacere la recente "pubblicazione" su iTunes di uno dei miei gruppi vocali preferiti (anzi direi il mio preferito per eccellenza! dato che con loro sono praticamente cresciuto!) Loro si chiamano "QUATTROTTAVE" e la loro particolarità è quella di cantare a cappella, cioè di "creare" musica con il solo utilizzo della voce.
Il repertorio è assai vasto, sono in grado di spaziare dalla musica popolare al gospel, dalla polifonia classica al pop e al jazz, con arrangiamenti originali e d’autore.
Hanno all'attivo già due CD e una miriade di concerti che effettuano nelle più svariate location, dai rinomati locali milanesi come Blue Note, C-side e Mama Cafè alle aule universitarie fino alle basiliche. Hanno secondo me in questi anni saputo ritagliarsi un posticino al sole in un panorama poco diffuso, soprattutto in italia. Non aggiungo null'altro, se non che vale davvero la pena di perdere un po di tempo e fermarsi ad ascoltare i loro pezzi Tra l'altro alcni brani sono ascoltabili direttamente dal loro sito "http://www.quattrottave.net/" o su My Space Insomma io li trovo veramente Tosti!! Se vi capita fateci un salto e datmi il vostro giudizio

venerdì, gennaio 18, 2008

Procedura per sbloccare l'acer e305

Ciao a tutti,
Mi scuso per il ritardo nelle risposte ma un intenso periodo lavoro /famiglia mi ha impedito di dedicarmi a questo blog
Vi illustro la procedura che io ho utilizzato per lo sblocco: (resta inteso, che, questa modifica non è una modifica ufficiale del prodotto Acer, ne una procedura di mia invenzione per cui non mi ritengo responsabile per eventuali problemi o malfunzionamenti derivati dall'applicazione di tale modifica):

1.installare software activesync dell'acer e collegare l'acer al pc
2.scaricare Desbloqueo_e3xx dalla rete
(http://files.filefront.com/Desbloqueo_e3xxrar/;6613123;/fileinfo.html)
3.far partire desbloqueo.bat(vi viene una schermata dos lasciatelo fare)
4.finito il .bat staccare acer dal pc
5.col pennino fare il soft reset il tastino di destra,tenere premuto
finche non ravvia
6.riattacare l'acer,cancellare myflashdisk(non fare caso agli errori)
-poi io ad esempio ho voluto sostituire al software del 305 quello
del 310 che è più completo
7.copiare l'original e310 in myflashdisk,sostituire tutte le cartelle

provate comunque a far riferimento al sito http://www.poigps.com/ una specie di bibbia sull'argomento!!!

in bocca al lupo!!!

lunedì, novembre 26, 2007

LINUX MEDIA CENTER FATTO IN CASA

Ciao a tutti,
Un media center è di fatto un computer adibito all'ascolto di musica, visione di film e immagini memorizzati in un disco rigido o in una rete, visione di DVD e spesso viene utiizzato per guardare e registrare trasmissioni televisive.
Il più famoso in circolazione è senza dubbio windows media center di casa microsoft, ... ma di spendere qualche (tante) migliaia di euro per pensare di comprare un simile oggettino proprio non mi andava...
Armato della pazienza che mi contraddistingue, mi sono messo a cercare in rete...
e guarda un po cosa ci ho trovato? tutto un mondo parallelo e soprattutto "open source"... (che all'atto pratico significa ..."senza dover spendere nulla") che propone soluzioni equivalenti se non migliori di quelle a pagamento.
In particolare voglio qui segnalare una distribuzione linux espressamente dedicata al media center GeexBox La distribuzione è una live (cioè eseguibie da un cd rom) ma può essere facilmente installata su Hard Disk.
Il tutto si avvia in pochi secondi, e ci si ritrova dinnanzi ad un menù completo in grado di supportare una lunga serie di formati video, e in grado di supportare anche il TV-out di parecchie schede video s3, nvidia ed ATI
Altro aspetto estrememente interessante sta nel fatto che la distribuzione è del tutto personalizzabile grazie all' "Iso generator", software scaricabile dal sito (http://geexbox.org) che permette di modificare e personalizzare praticamnte ogni parametro della distribuzione e perfino di preimpostare la connessione lan o wireless.
La cosa mi ha incuriosito a tal punto da convincermi a riutilizzare uno dei vecchi pc che ho in casa da dedicare allo scopo, magari autocostruendo un mini case dedicato.