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mercoledì, gennaio 25, 2012

"Un amico come me" - serata tributo ad ALESSANDRO BONO

Carissimi amici, riprendo a scrivere sul blog solo per segnalarvi un avvenimento davvero importante:

Titolo: "Un amico come me" SERATA TRIBUTO AD ALESSANDRO BONO
Luogo: Milano
Location : Legend 54 (viale enrico fermi 98 - milano - tel 347 7660218)
Quando: 27 gennaio 2012

Ecco il link al'articolo di introduzione alla serata tributo dedicata al cantautore Alessandro Bono
http://www.ilsussidiario.net/News/Musica-e-concerti/2012/1/24/ALESSANDRO-BONO-Un-amico-come-me-la-serata-tributo-con-Mingardi-e-Lavezzi/235179/

lunedì, ottobre 17, 2011

prova di post

Ciao postate qui i vostri commenti

sabato, aprile 16, 2011

Il messaggio (racconto di Daniele Bottoni Comotti)

Accade che un amicizia permanga nel tempo anche se uno dei due amici torna alla Casa del padre.
Ecco allora che anche dopo qualche anno questa amicizia continua a dare frutti e a volte scaturisce in un racconto...
Dedicato ad Antonio Lodi ed alla sua famiglia.

Il Messaggio (di Daniele Bottoni Comotti)

Nel sogno, stavo risalendo un sentiero bordato di rododendri in fiore ed ammiravo un paesaggio incantevole, quando mi parve di essermi impigliato in qualcosa, che mi sfiorava e mi tratteneva per un braccio.

“Daniele, alzati, dobbiamo partire subito questo posto non è più sicuro...-

Aprii gli occhi e guardai l'espressione del volto di Antonio. Faceva di tutto per essere rassicurante ma i suoi occhi tradivano la sua preoccupazione.

Non me lo feci ripetere due volte e, nonostante mi sentissi a pezzi, mi alzai in fretta, infilai gli scarponi e radunai le mie cose nello zaino.

Lui era già pronto, ... aveva perfino preparato il caffé, con l'immancabile caffettiera che da sempre trovava posto nel suo zaino.

Evidentemente era già sveglio da molto ed anzi mi sfiorò il dubbio che non avesse proprio dormito.

Sapeva bene che l'ascesa del giorno prima aveva messo a dura prova il mio fisico, lo sapevamo entrambi... ma sapevamo anche che, se ci fossimo fermati a riposare più a lungo, ci saremmo giocati il vantaggio, cosi faticosamente conquistato, sui nostri inseguitori.

Uscimmo dal bivacco che era ancora buio, la luce delle torce illuminava i nostri passi sul sentiero; come al solito lui stava davanti mentre io arrancavo stando attento a non perdere il passo.

Fui costretto a dar fondo a tutte le mie energie per proseguire nonostante i dolori; alla fine mi convinsi che l'unico modo per non soccombere alla fatica sarebbe stato quello di evitare di pensarci, badando solo alle asperità del percorso notturno.

Cercai di immaginare che questa era una delle tante nostre escursioni, una di quelle decise “al volo” il sabato sera (tardi) in birreria... quella dopo la quale ci saremmo trovati sotto casa di Antonio, la mattina del giorno seguente, terribilmente assonnati ma pronti a partire. Cercai anche di immaginare che non eravamo soli ma che con noi c'erano i soliti inseparabili amici, il Mario ed il Rano; mi sforzai anche di non sentire i “tuoni”, ancora lontani ma presenti, della guerriglia.

La cosa evidentemente cominciava a funzionare, col passare delle ore sentivo che i muscoli si stavano lentamente riscaldando e che i miei passi si facevano più sciolti.

Antonio se ne accorse e senza dire niente cominciò ad allungare.

Come facesse lui a sopportare cosi bene la fatica, per me, dopo tanti anni, era un mistero.

Stavamo salendo su un costone di roccia che portava dritto sulla cresta; non potei fare a meno di stupirmi ancora del suo passo, sempre identico sia che si fosse in piano o che ci si inerpicasse per i boschi lungo quel vecchio sentiero che probabilmente una volta era molto frequentato.

Le ombre della notte erano ormai completamente svanite ed avevano lasciato il posto ad una giornata sgombra di nuvole, cosa tanto bella a vedersi quanto preoccupante dal punto di vista della fatica; il sole, infatti, entro poche ore ci avrebbe fatto sentire il suo caloroso abbraccio e purtroppo fino a quel momento non avevamo ancora incrociato nemmeno un torrente.

Ad un tratto un lieve ronzio all’orizzonte catturò la nostra attenzione… non riuscivamo a distinguerlo nettamente ma di certo non si trattava di un suono caratteristico delle montagne su cui ci trovavamo!

Bastarono ancora pochi secondi per capirne l’origine: si trattava di un elicottero … un mezzo dei nostri inseguitori.

Ci fu tra noi uno sguardo carico di terrore e subito dopo, l’immediata risposta dei nostri sensi ci costrinse all’unisono a cercare il modo di nasconderci allo sguardo del nemico: la cresta non offriva molti rifugi, a meno di mettersi a terra e di utilizzare i teli mimetici che ci avevano offerto i ragazzi della resistenza la sera prima della partenza.

Fu questo che facemmo, il più in fretta possibile.

Il trucco parve funzionare, l’elicottero passò sopra di noi all’altezza di una cinquantina di metri; fu un’impresa tenere fermi i teli che, mossi dal vento delle pale, cominciarono a muoversi convulsamente… ma per fortuna il movimento non venne notato.

L’elicottero passò oltre, ma rimanemmo immobili a terra.

“Difficile” disse Antonio “che ci sia una sola pattuglia, di solito si muovono in coppia”…

Non passò infatti che un breve istante e di nuovo il ronzio dapprima lieve divenne possente ed ecco un altro elicottero, questa volta più grande, di quelli adibiti al trasporto delle truppe, passò sopra di noi.

Questo volava più basso dell’altro: un lembo del mio telo, in balia del forte vento prodotto dalle pale, si squarciò letteralmente, lasciando scoperto lo zaino.

Sperai di non essere stato individuato, ma l’elicottero si preparò immediatamente ad una virata e, coscienti di essere stati individuati e di essere in pericolo, cercammo intorno, con lo sguardo, una via di fuga.

L’unica possibile rappresentava un vero e proprio suicidio ma, non avendo altra scelta, ci decidemmo a scendere per il canalone: una decina di metri di salto e poi il ghiaione… che, speravamo, ci avrebbe in qualche modo rallentato la discesa…

Già, “In qualche modo” era senza dubbio l’espressione giusta e ci volle qualche istante prima di deciderci a saltare: ci furono di indubbio aiuto i primi colpi di fucile, le pallottole che sentimmo fischiare molto vicino… per fortuna solo molto vicino…

L’elicottero aveva già quasi compiuto la virata e i soldati posizionati agli sportelli stavano prendendo nuovamente la mira… non c’era più scampo: dovevamo saltare!

Il salto nel vuoto fu di sicuro emozionante non altrettanto fu l’atterraggio… Avevamo sperato che la ghiaia avrebbe ammorbidito la caduta e ci avrebbe fatti scivolare a valle, ma non andò esattamente cosi. Appena toccammo terra fummo sbalzati in avanti e cominciammo a rotolare disordinatamente verso il basso, ferendoci più volte; gli zaini divennero inquel momento un serio impedimento ai movimenti e non riuscimmo ad arrestare la nostra folle corsa se non una ventina di metri più sotto; a quel punto eravamo entrambi feriti al volto, alle braccia e alle gambe, per non parlare delle grosse contusioni alla schiena e alle costole, tuttavia ci sembro’ di non aver riportato fratture e questo ci apparve subito come un vantaggio.

La nostra azione al limite della pazzia aveva disorientato i militari sull’elicottero, che ci avevano momentaneamente persi di vista. Avevamo dunque solo qualche secondo, da utilizzare per sparire in fretta dal canalone; fui io ad individuare delle grosse rocce al margine della gola, le raggiungemmo in fretta, tentando di far rotolare meno ghiaia possibile perché non ci individuassero; nel frattempo anche il secondo elicottero era tornato indietro e ci stava braccando.

Le grandi rocce erano molto frastagliate e scendevano parallelamente lungo il canalone fino al limitare del bosco.

Cominciammo quindi a scendere, faticosamente dato le ferite, riuscendo a non essere avvistati da cosamente dato le ferite, ma riuscimmo a non essere individuati da re del bosco. di far sgretoli militari.

Il bosco ci apparve come un miraggio; eravamo in pessime condizioni, le ferite erano molte e sanguinavano copiosamente, Antonio in particolare ne aveva una molto profonda sul polpaccio che lo costringeva a zoppicare vistosamente.

“I militari non ci lasceranno molto tempo, a quest’ora avranno già bloccato ogni via di uscita e ci staranno già braccando nel bosco, dobbiamo stare molto attenti.”

Proseguimmo ancora un’oretta tra gli alberi, nascondendoci ad ogni rumore sospetto…

Sentivamo in lontananza scorrere un torrente e stavamo tentando di raggiungerlo, era rischioso, lo sapevamo, ma non avevamo altra scelta.

Infine il torrente ci apparve; un salto d’acqua di cinque o sei metri aveva formato uno slargo: quella pozza d’acqua cristallina annullò in noi ogni prudenza: ci avviammo di corsa verso quel miraggio.

Ci gettammo carponi sulla riva, tuffando il volto, assetati oltre ogni dire; l’acqua fresca parve darmi nuova vita, mi sembrò di essermi risvegliato da un lungo torpore durante il quale i miei sensi si erano intorpiditi.

Quel momento di distrazione risultò fatale…

Ci rialzammo, voltandoci verso l’inconfondibile suono dei fucili che venivano caricati, al nostro sguardo apparvero i militari che ci stavano accerchiando.

Il comandante ci intimò di alzare le mani mentre due suoi soldati si apprestavano a svuotare i nostri zaini, che avevamo abbandonato a pochi passi da noi prima di metterci a correre verso la pozza d’acqua.

Sperai con tutto me stesso che non riuscissero a trovare il messaggio nascosto nel doppio fondo del mio zaino ma uno dei due militari squarciò la tasca segreta con un coltello, lo estrasse e lo consegnò al Comandante: quegli si accertò che il documento fosse autentico, dopodiché bisbigliò qualcosa al soldato che glielo aveva consegnato e poi se ne andò.

Non fu difficile intuire che ai soldati era stato dato l’ordine di provvedere alla nostra esecuzione…Il rumore di altri fucili che si caricavano era il segno che sanciva la fine e il fallimento della nostra missione.

Portavamo nel cuore in quel momento tutto il peso ed il dolore di chi aveva sperato in noi, di chi ci aveva affidato l’importante compito, di chi aveva sognato, come noi, di un nuovo un mondo libero…

Ci preparammo ad una fine dignitosa, guardando in faccia i nostri esecutori

Ma qualcosa di imprevisto accadde.

Invece di sparare, i nostri esecutori stramazzarono a terra, uno dopo l’altro, colpiti da raffiche partite dal bosco.

Antonio ed io ci guardammo, confusi, uscimmo del tutto dall’acqua ed andammo verso il più vicino dei soldati; non ci consolo’ l’idea che avremmo potuto essere noi, là distesi a terra esamini, crudelmente coscienti in quel momento, ancora, dell’orrore della guerra.

“Venite, abbiamo poco tempo” – Sussurrò una voce ad una trentina di passi da noi – “Gli altri soldati stanno arrivando”.

Camminammo verso la voce e dal folto degli alberi usci un gruppetto di giovani, il più anziano dei quali che non aveva certo più di venticinque anni; erano poveramente vestiti e malarmati e si precipitarono a sorreggerci e guidarci verso il folto riparo degli alberi.

“Ci avevano avvisati del vostro arrivo, vi aspettavamo da qualche giorno … sono Giulio, il capo della resistenza in questa zona”.

“Il messaggio ci è stato sequestrato” - dissi - “la nostra missione è fallita…”

Giulio rise di gusto…

“Vi teniamo d’occhio da quando vi siete buttati nel canalone ed abbiamo assistito al vostro arresto; il messaggio è al sicuro” e mentre parlava mi sventolò davanti agli occhi il documento, consegnandomelo nuovamente.

“Ora vi portiamo al nostro rifugio, dove vi cureremo e domani vi condurremo all’incontro.”

Raggiungemmo la strada, dove ci attendevano due camion adibiti al trasporto del fieno; uno di loro spostò le balle di fieno ed aprì una botola sul cassone.

“Non sarà certo comodo, ma il viaggio non è lungo” disse, aiutandomi a sdraiarmi in una specie di stretta bara.

Ad Antonio toccò la stessa sorte sul secondo camion.

Il viaggio probabilmente non fu lungo ma a me sembrò interminabile; ad ogni scossone, sulla strada sterrata, sentivo delle fitte lancinanti alle costole e le ferite avevano ricominciato a sanguinare; inoltre il fieno sul cassone rendeva l’aria incandescente. Probabilmente persi i sensi per qualche istante e, quando mi svegliai, il camion era fermo: sentii una voce che intimava a tutti di scendere e di mettersi in fila per la perquisizione.

I militari, come previsto, controllavano tutte le strade. Restai immobile, tentando di non respirare, quando sentii chiaramente uno di essi che saliva per ispezionare il carico.

Il doppio fondo per fortuna non venne scoperto.

Dopo circa un’ora di strada ci fermammo nuovamente: eravamo giunti a destinazione.

Ci condussero all’interno di un palazzo malconcio, scoprimmo più tardi che eravamo nell’antica città, caduta sotto i bombardamenti cinque anni prima.

Qui la resistenza aveva instaurato una delle sue più grandi basi operative sotto la guida di Giulio.

Qui potemmo farci una doccia, dopodiché un medico disinfettò e ricucì le nostre ferite ed infine ci venne servito il primo pasto decente da due mesi a quella parte.

La notte, nonostante gli antidolorifici che il medico ci aveva somministrato, la profonda stanchezza ed il poterci distendere in un letto comodo, Antonio ed io non riuscimmo a chiudere occhio, tanta era l’aspettativa per l’incontro dell’indomani.

Non sapevamo esattamente cosa contenesse il messaggio che portavamo con noi e per il quale avevamo corso tanti rischi, eravamo però consapevoli che da esso poteva dipendere la caduta di quell’impero che negli ultimi sei anni aveva invaso e dominato la nostra nazione compiendo ogni sorta di crimine, in nome di un uomo che si atteggiava e si riteneva una divinità.

Dopo una interminabile notte arrivò finalmente un’alba carica di speranza. Quando giunsero per svegliarci ci trovarono pronti e questo fece sorridere tutti, allentando la tensione.

Ci condussero a piedi per una serie di stretti vicoli fino ad un altro palazzo che una volta doveva essere stato maestoso; ci introdussero per un ingresso secondario, dove attendemmo finché, con una breve e silenziosa azione, erano riusciti a sorprendere, immobilizzare ed imbavagliare le guardie; a quel punto ci guidarono attraverso altri corridoi e porte, fino ad una grande sala dove, ad un tavolo di trattative, erano seduti tutti i capi di governo.

Il dittatore aveva acquisito negli anni un grande potere e grandi ricchezze, tali da poter avere una forte influenza su tutte le nazioni europee.

Tanti erano stati i tentativi di delegittimarlo per i numerosi crimini commessi ma egli era molto abile a far sparire qualsiasi prova della sua colpevolezza.

Il nostro gruppetto di temerari della resistenza fece irruzione nella sala del summit, cogliendo di sorpresa le guardie presenti, costringendole a deporre le armi. I nostri compagni erano davvero in gamba e tennero sotto tiro anche il dittatore.

Alla richiesta di spiegazioni da parte dei capi di stato presenti, annichiliti dallo stupore, consegnai il messaggio per cui avevamo rischiato la vita:

“In questo dispaccio ci sono le prove che serviranno ad incriminare il dittatore”.

Il messaggio venne letto da tutti, ad uno ad uno. Con ogni evidenza, conteneva le prove dei numerosi genocidi commessi direttamente dal dittatore perché, dopo un breve consulto, su ordine congiunto di tutti i Capi di Stato, egli venne delegittimato ed arrestato dalle sue stesse guardie.

Seduta stante vennero indette nuove elezioni per il ripristino della democrazia.

Antonio mi guardò a lungo, mi sorrise e disse:

“Appena ci ristabiliamo, andiamo a fare un giro sulle Dolomiti…ci stai?

“Certo!” – risposi – “ A patto che ci siano anche i nostri amici.”

Lui rise, guardando dalla finestra la gente che cominciava a scendere in strada, a passarsi la notizia e a dare ampie dimostrazioni di gioia. Era la fine di un incubo. Qualcuno portava, alta, l’amata bandiera che il dittatore aveva fatto bandire.

Con i nostri compagni ed amici, scendemmo in strada dove uomini, donne e bambini, si stavano radunando per dare inizio ai festeggiamenti.

Racconto partecipante al concorso "Parole attorno al fuoco" ed. 2011 treviso

Un Grazie enorme a Isa


venerdì, marzo 04, 2011

GOLOSARIA TRA I CASTELLI DEL MONFERRATO 2011

VENERDÌ 4 MARZO

ore 09,30 • Bosco Marengo • Complesso di Santa Croce
Aspettando Golosaria... con il Festival Internazionale sul Turismo
Presentazione del progetto europeo “Listen to the voice of Villages”

ore 18 • Alessandria • Palazzo Monferrato
Inaugurazione della seconda edizione dell'Aperitivo alla Marengo; presentazione delPiemonte Doc Cortese Marengo. Partecipa Donato Lanati. In collaborazione con CCIAA Alessandria

dalle ore 19 alle ore 23 • Alessandria
Aperitivo alla Marengo
L'aperitivo “alla Marengo” coinvolge oltre 20 locali della movida alessandrina nei quali sarà possibile assaggiare le specialità del territorio in abbinamento al Piemonte Doc Cortese Marengo e ai cocktails ideati per l'occasione, al banco

SABATO 5 MARZO

ore 11,00 • Casale Monferrato • Castello
Apertura ufficiale della rassegna con i magnifici produttori di cose buone de Il Golosario 2011 e i vini dell'Enoteca Regionale del Monferrato. Per tutta la giornata, visite alla Mostra "Piemontesi" (inaugurazione ore 18) nella cappella del castello, ai luoghi imperdibili della città e alle segrete dei sotterranei del castello. Animazione a cura di Principessa Valentina

… Golosaria si animerà anche nella cantine, nei ristoranti, nei locali e nei seguenti paesi che hanno aderito all'iniziativa: Gabiano, Oviglio, Pontestura, Serralunga di Crea, Vignale Monferrato, Villamiroglio

ore 19,30 • Casale Monferrato • Castello
Chiusura della manifestazione

DOMENICA 6 MARZO

ore 10 • Casale Monferrato • Castello
Prosegue la rassegna con i magnifici produttori di cose buone de Il Golosario 2011 e i vini dell'Enoteca Regionale del Monferrato

ore 11 • Camino • Castello
Il magnifico castello dei Paleologi ospita botteghe dei mestieri e stand enogastronomici della provincia di Alessandria. Il divertimento è garantito con l'animazione e i giochi dei 50 figuranti di Principessa Valentina. Per tutta la giornata, festa in onore della De.Co. della Torta 'd Ciapet, torta di mele, con degustazione e vendita

ore 11,00 • Vignale Monferrato
Primo raduno nazionale di apecar enogastronomici; lezione pratica sulla produzione di salame, dimostrazione di taglio e degustazione. Esposizione di vini di produttori locali presso la sala Aula Cavour e di prodotti artigianali in piazza; mostra fotograficaVignale, un paese da Unesco presso la Biblioteca Comunale. I ristoranti del luogo aderiscono alla rassegna con menu dedicati alla “Bagna Caoda”, piatto De.Co. del paese

La giornata di domenica si anima in tante altre location della provincia di Alessandria con degustazioni, mostre e altri eventi suggestivi:

NEI CASTELLI di Alfiano Natta, Frassinello Monferrato, Gabiano, Giarole, Oviglio, Rosignano Monferrato, Serralunga di Crea

NEI PAESI di Cerrina Monferrato, Felizzano, Fubine, Lu Monferrato, Mirabello Monferrato, Ponzano Monferrato, Quattordio, Serralunga di Crea, Sala Monferrato, Solonghello, Terruggia

ore 19,00 • Casale Monferrato • Castello
Chiusura di Golosaria tra i castelli del Monferrato

Per l'occasione, presso le cantine dei castelli di Alfiano Natta, Camino, Forneglio, Gabiano, Oviglio, Uviglie, Vignale Monferrato e di Tenuta La Tenaglia di Serralunga di Crea, sarà possibile effettuare degustazioni di vino (presentando il coupon allegato a La Stampa le degustazioni saranno in omaggio)

EVENTI CONTEMPORANEI

tour di Fiat 500 in diverse sedi dell’evento

venerdì, novembre 05, 2010

GOLOSARIA A MILANO (dal 6 all'8 novembre 2010)

Tre giorni a Milano per far conoscere il massimo della qualità espressa dal piccolo artigianato alimentare, italiano e lombardo, con l'obiettivo di favorire i rapporti tra il mondo della produzione e della ristorazione, e di informare i consumatori, sempre più desiderosi di cogliere il lavoro da cui nasce un'eccellenza alimentare. 

Tutto questo è Golosaria 2010, in programma a Milano dal 6 all'8 novembre 2010. La rassegna, giunta alla sua V edizione, intende rappresentare il gusto contemporaneo per mezzo di dibattiti, talk show, degustazioni guidate. Non mancheranno momenti di riconoscimento alla produzione agroalimentare, alla ristorazione e ai migliori 100 vini d'Italia.

Patrocinata dalla Regione Lombardia, l'edizione 2010 aprirà un focus sulla qualità del prodotto tipico lombardo e sui servizi di ricettività regionali, per capirne l'importanza e le prospettive - anche come strumento di marketing - in vista dell'appuntamento milanese con l' Expo 2015. Tra i temi spicca anche l'educazione alimentare, nel contesto di momenti dedicati all'analisi della famiglia e alla sua centralità nella società italiana.

Nel corso della rassegna saranno presentate anche tre nuove iniziative editoriali: la IX edizione della Guida Critica Golosa Lombardia, la XIII edizione del Golosario e la IV edizione di Adesso - 365 giorni per vivere con gusto. La rassegna si terrà all' Hotel Convention Media Center Melià (via Masaccio 19).

Info: www.golosaria.it

Programma

giovedì 4 novembre 2010

- " Aspettando... Golosaria "
Un giro per i quartieri di Milano a scoprire mestieri ed eccellenze col Golosario
In collaborazione con Comune di Milano - Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale e Identità

sabato 6 novembre 2010

- ore 14,30 Inaugurazione di Golosaria
Apertura della rassegna coi prodotti dei 100 Artigiani del Gusto
selezionati da Il Golosario 2011
- Apertura Spazio Lounge Lombardia con dieci piatti tipici

- ore 15 Laboratorio. Prove di interpretazione della cucina milanese
sul tema " La Michetta del giorno dopo " ovvero l'arte di recuperare e di cucinare
In collaborazione con Cooperativa Sociale In-Presa e lo chef Gilberto Farina
de La Piana di Carate Brianza.

- ore 16 " Quando la bellezza salva il mondo. Adesso "
Talk show inaugurale con Paolo Massobrio, autore del libro per la famiglia Adesso 365 giorni da vivere con gusto . Sono stati invitati Giuseppe Frang i, Emanuela Isoardi, Susanna Magistretti, Andrea Muccioli, Lucio Sotte. In collaborazione con Cattolica Assicurazioni

- ore 17,30 Inaugurazione dell'area " Coeur in man "
Otto opere sociali impegnate con le cose belle e buone

- ore 18 Laboratorio. La pizza di Tramonti De.Co.
si incontra nella Milano a denominazione comunale. Conduce Beppe Francese, curatore della guida Sfiziose Pizzerie d'Italia
In collaborazione con Molino Quaglia - Petra e Comune di Tramonti (SA)

- ore 19 E' l'ora dell'Aperitivo
Idee e assaggi di un "bere responsabile".
In collaborazione con Teo Musso di Baladin

- ore 21 " Ma è sempre così strano... incontrarsi a Milano "
Spettacolo condotto da Paolo Massobrio con Luca Doninelli, autore del libro Milano è una cozza; Fabio Greco, scrittore; Maurizio Lauzi, Lauro Ferrarini e Ugo Canonici (omaggio a Bruno Lauzi); Francesca Parvizyar; Ernst Knam, pasticciere in Milano. Performance artistiche e degustazione finale.
In collaborazione con Consorzio dell'Asti Docg

- ore 23 Chiusura di Golosaria

domenica 7 novembre 2010

- ore 10 Apertura della rassegna con i prodotti dei 100 Artigiani del Gusto

- ore 10,15 Il risveglio lombardo
Colazione memorabile in famiglia con le idee degli chef "coronati" della GuidaCriticaGolosa Lombardia intorno alla frutta di stagione. Partecipa Angela Moneta, dietologa. In collaborazione con Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia

- ore 10,30 Laboratorio. Le preziose creazioni i spirate all'Asti Docg a cura di Ernst Knam e Davide Buggini.

- ore 12 Premiazione della IX edizione dei " Top Hundred "
I 100 migliori vini d'Italia 2010 . In collaborazione con Aslan

- ore 13 Laboratorio. Inte rpretazioni delle De.Co della cucina milanese
Lo chef Fabio Baldassarre del ristorante Unico di Milano interpreta Cotoletta e Cassoeula.

- ore 16 Premiazione. Guardiamoli: I Protagonisti de il Golosario 2011
- Omaggio alla Signora della Cucina Italiana: Nadia Santini, Dal Pescatore di Canneto sull'Oglio; Civiltà Contadina: a Josko Gravner

- ore 18,30 Laboratorio. Pizza: un modo nuovo di cucinare il piatto più popolare d'Italia
In collaborazione con Molino Quaglia - Petra. Con Renato Bosco della pizzeria Pizzadaré + Saporé di San Martino Buon Albergo.

- 20,30 Chiusura di Golosaria

lunedì 8 novembre 2010

- ore 10 Apertura della rassegna con i prodotti dei 100 Artigiani del gusto

- ore 11 Laboratorio. I 4 sensi del caffè
Patecipano Ezio Santin, executive chef dell'Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano e Maurizio Santin, maestro pasticciere.
In collaborazione con Milani.

- ore 11 Il catering. E' vivo o è morto?
Provocazioni di Marco Gatti a cinque interpreti del catering moderno: Francesco Cerea, Da Vittorio; Massimo Ferrario, Gemeaz Cusin; Anna Ghisolfi; Enrico Merli, Mc Clure di F&De Group; Fabio Baldassarre, Convivium Banqueting
Premio Golosario 2011 a Anna Ghisolfi

- ore 14 Asta delle 10 migliori Fontine d'Alpeggio dell'estate 2010
in collaborazione con Regione Autonoma Valle d'Aosta

- ore 14,30 Presentazione con riconoscimento ai migliori locali e ai migliori artigiani della IX edizione della GuidaCriticaGolosa Lombardia
con Paolo Massobrio e Marco Gatti le novità, le eccellenze, i salti in avanti
della Guida al territorio più approfondita d'Italia

- or e 19 Chiusura della manifestazione

Per tutta la durata della rassegna banchi di assaggio nell'Area Lounge, con i piatti della tradizione lombarda, l'Enoteca di Papillon Papillon coi 100 migliori vini d'Italia di quest'anno e il Forum Spumanti d'Italia