venerdì, aprile 23, 2010

SPAZIO/ Happy Birthday mister Hubble! Grazie a te abbiamo visto le stelle...














venerdì, febbraio 26, 2010

Al via Golosaria tra i castelli del Monferrato edizione 2010 !

Riparte la rassegna di cultura e di gusto del Club di Papillon
Dove Va in scena il mondo dei contadini e degli artigiani che presentano i loro prodotti.
Una rassegna a tutto Gusto, dove la "G" maiuscola è davvero d'obbligo

Ecco il programma completo raccontato dalla voce di Paolo Massobrio, tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.golosaria.it



Provincia di Alessandria
6/7 Marzo 2010

MERCOLEDÌ 3 MARZO

ore 20,30 • ALESSANDRIA
Teatro Comunale – Sala Ferrero
Aspettando Golosaria... con Marengo
Anteprime di: Golosaria tra i Castelli del Monferrato e sviluppo del progetto di Marengo.
Segue la pièce teatrale "Escargot e Brachetto", commedia semiseria sulla moda della cucina ai giorni nostri. Imperdibile, esilerante.

GIOVEDÌ 4 MARZO
ore 18 • TORTONA
Teatro Comunale (via Ammiraglio Mirabello, 3)
Aspettando Golosaria... con Margherita Paleologo
Cinquecento anni fa nasceva nel castello di Pontestura Margherita, ultima dei Paleologi, la famiglia che resse per generazioni il marchesato del Monferrato. Si chiudeva con lei l'epopea di una dinastia che giocò ruoli importanti nello scacchiere europeo. La incontreremo a Tortona attraverso i racconti di Roberto Maestri, presidente dell'Associazione Marchesi del Monferrato. Ombretta Zaglio del Teatro del Rimbalzo ne rappresenterà i sentimenti e i pensieri in una breve performance ispirata alla sua vita, scritta da Carla Reschia. Ingresso libero
Massimo Berutti, sindaco di Tortona, presenta con Paolo Massobrio le eccellenze della città e dintorni. Assaggi finali


VENERDÌ 5 MARZO
dalle ore 19 alle 24 • ALESSANDRIA
Aspettando Golosaria... con l'aperitivo “alla Marengo”
Alessandria vive un festival tra i tanti locali di tendenza che serviranno “l'aperitivo alla Marengo”, ovvero cocktail originali e stuzzichini realizzati coi prodotti del territorio, al banco. Si brinda con vini Doc e Docg alessandrini e il brut piemontese Alta Langa, tra musica e assaggi che rievocano atmosfere da ritorno al futuro


SABATO 6 MARZO
ore 11,00 • CASALE MONFERRATO
Castello di Casale
Inaugurazione ufficiale della rassegna con i migliori produttori di cose buone de Il Golosario. Seguirà la sfilata di Principessa Valentina in omaggio ad Anne d'Alençon e Margherita Paleologo e la celebrazione del protocollo d'intesa tra Mantova e il Monferrato
ore 11,30 Presentazione di Un vino per la solidarietà: Donato Lanati per il Banco Alimentare
ore 14,30 Un brindisi per l'Enoteca del Monferrato, che apre ufficialmente le sue porte nel castello
ore 19,30 Chiusura del Castello di Casale

- Per tutta la giornata di sabato parate e rievocazioni per le vie del centro di Casale Monferrato e possibilità di visite guidate alle segrete nei sotterranei del castello (ore 12 - 15 - 15.40 - 16.30 - 17.15)

MA NON DIMENTICATE CHE...
a Cavagnolo, Alfiano Natta, Villamiroglio, Serralunga di Crea


DOMENICA 7 MARZO

ore 10,00 • CASALE MONFERRATO
Castello di Casale
Apertura ufficiale della rassegna con gli espositori di cose buone de Il Golosario e animazione danzante del gruppo storico della città "Arkhè Exhibition"

ore 10,00 • VIGNALE MONFERRATO
Borgo
Il mercato a chilometro zero della Campagna Amica: più di 50 produttori con i prodotti freschi delle loro cascine invitano a fare una spesa indimenticabile.
Anteprima dello spazio Grignolino&Champagne con degustazioni esclusive; prima pietra di un progetto stabile per Vignale
Dalle ore 12, in piazza del Popolo, stand gastronomico della Pro Loco di Vignale


ore 10,00 • TERRUGGIA
Parco Villa Poggio
Inaugurazione de “Il Giardino di Golosaria”
Diversi vivaisti creativi prenderanno dimora dentro al parco per proporre all'inizio della primavera il piacere di coltivare. Con l'Ecomuseo della Pietra da Cantoni e la Società Orticola Casalese.E inoltre...
Media partner la rivista Gardenia

ore 12,30 • CERESETO
Monferrato Resort
Presentazione di Aria d'opera e profumi del Monferrato, anteprima in tre atti della stagione teatrale monferrina del 2010.
E inoltre...

ore 13 • SOLONGHELLO
Locanda degli Artisti
Il Pic nic a Km. 0. E inoltre...

ore 15 • MURISENGO
Canonica di Corteranzo
"Se tu ci sei ci sono anch'io", storia di un'adozione in collaborazione con Associazione Tre T. E inoltre...

ore 19 • CASALE MONFERRATO
Castello di Casale
Si spengono le luci in tutte le location e ci si ritrova a Casale Monferrato per l'arrivederci a RISO & ROSE (anticipazione del programma a cura di Mon.D.O.)

MA NON DIMENTICATE CHE...

Le DE.CO. (denominazioni comunali) di Golosaria e tanto altro...

GOLOSARIA nei Castelli

EVENTI CONTEMPORANEI
MOTO GUZZI - tour a tappe per i motociclisti con moto d'epoca
FIAT 500 Club Italia Garlenda - Sfilata itinerante con esposizione di auto e moto d'epoca
CORRIERA DEL FREISA - Da Torino a Casale Monferrato in corriera domenica 7 marzo. Partenza da piazza Carlo Felice alle ore 8; dopo il pranzo libero, proseguimento per Terruggia, poi merenda sinoira alle 17,30 alla Trattoria del Freisa di Moncucco Torinese e rientro a Torino per le ore 21


Provincia di Asti
13/14 Marzo 2010

MARTEDÌ 9 MARZO
ore 16,30 • ASTI
Aspettando Golosaria... verso l'Expo 2015
Presentazione della IV edizione di Golosaria Monferrato nella sede della Provincia di Asti, con l'intervento di Andrea Radic, responsabile marketing e comunicazione di Expo 2015.
Degustazioni sul tema: un vino per 20 paesi, sposato a 20 eccellenze del territorio

SABATO 13 MARZO
PORTACOMARO
ore 10 • Inaugurazione della prima location di Golosaria
Anteprima del Concorso del Grignolino d'Asti e presentazione di una nuova struttura alberghiera che sorgerà dentro al castello. Inaugurazione della Casa degli Artisti con l'esposizione delle opere artistiche del Piemonte più sconosciuto: dalle meridiane all'arte che guarda un ordine. Per i due giorni "Il Grignolino sposa i salumi d'eccellenza di Papillon", con banchi d'assaggio. E inoltre...
Animazione a cura di Principessa Valentina e della banda musicale di Portacomaro.
Menu a tema alla Bottega del Grignolino

CASTAGNOLE MONFERRATO
ore 11,00 La Mercantile
Inaugurazione del relais de La Mercantile con le aziende del Consorzio del vino Ruchè. La Coldiretti e i suoi produttori apronoIl Mercato agricolo a km 0
ore 16,00 Quando la banda passò: gran concerto della Banda di Rocchetta Tanaro
ore 18,00 Teatro comunale
Concerto dei musicisti del Teatro Regio di Torino sul tema “Le Arie incontrano il vino…”. Seguirà, nel foyer, degustazione di prodotti tipici abbinati al Ruchè (ingresso: euro 10)
Animazione a cura dei figuranti Principessa Valentina

MONTEMAGNO
Tenuta Montemagno
ore 12,00Inaugurazione alla Tenuta Montemagno con i magnifici produttori de Il Golosario provenienti da tutta Italia
ore 15,30Il giardino nel piatto, incontro sul piacere di coltivare l'orto e consumarne i prodotti in collaborazione con la rivista Gardenia. Iscriviti all'evento (posti limitati)
L'area lounge vivrà con le proposte dello chef Giuseppe Palermino de La Braja di Montemagno.
Animazione a cura dei figuranti Principessa Valentina


• MA NON DIMENTICATE CHE...
a Castell'Alfero, Cioccaro di Penango, Cortanze, Grana, Montemagno, Montiglio Monferrato, Verrua Savoia


DOMENICA 14 MARZO
PORTACOMARO
ore 10,00 • Bottega del Grignolino con gli assaggi del Grignolino che sposa i migliori salami della provincia di Asti scelti da Papillon ed esposizione nella Casa degli Artisti

CASTAGNOLE MONFERRATO
ore 10,00 La Mercantile
Apertura del relais de La Mercantile con le aziende del Consorzio del vino Ruchè e della Coldiretti coi prodotti agricoli a km 0 di Campagna Amica

MONTEMAGNO
ore 10,00 Tenuta Montemagno
Rassegna dei magnifici produttori de Il Golosario provenienti da tutta Italia
ore 15,00 e ore 16,00 Piazza San Martino
Esibizione degli sbandieratori della A.S.T.A., gruppo ufficiale del Palio di Asti
Esposizione e vendita a cura dei vivaisti che salutano la primavera
L'area lounge vivrà con i piatti dello chef Giuseppe Palermino de La Braja di Montemagno

MONTIGLIO
ore 10,30 Castello di Montiglio
Convegno nazionale sul tema "Il turismo in Italia? Nelle dimore storiche"
dalle ore 10,30 • visite alla Pieve Romanica di San Lorenzo, al Castello di Montiglio (visite guidate alla Cappella di S. Andrea e all’ala medioevale - ingresso € 5), mostra presso l’Archivio Comunale “Documenti e curiosità sulla vita a Montiglio dal XIV al XVIII secolo” e, presso il centro fieristico MontExpo, mostra fotografica “Le meridiane di Mario Tebenghi”
dalle ore 12,00 • MontExpo (via Monviso)
Prosegue “GolosExpo”, itinerario enogastronomico fra i piatti della cucina monferrina. Esposizione e vendita di prodotti locali

GRANA
dalle ore 10,00”Golos auto”, passerella di auto storiche (min. 30 anni) in collaborazione con CARS - Asti
dalle ore 12,00"Golos ando", a tavola con "zuppa di ceci e costine" (antica ricetta del Salera di Asti) e "trippa dell'ortolano" a cura della Pro Loco di Grana presso il salone Pro Loco (via delle Scuole)
ore 13,00“Oubià", presentazione del prodotto e del progetto per l’attribuzione della De.Co.
dalle ore 15,00"Golos occhi”, visita guidata della Chiesa Parrocchiale e dal piazzale, gustando il panorama del Monferrato e oltre

PIEA
Castello di Piea
dalle ore 10,30 • Il castello di Piea, specchio di narcisi. Una straordinaria anteprima, in occasione di Golosaria 2010, al castello di Piea: dalle ore 10,30 alle 13 e dalle 15 alle 19 sarà possibile visitare il parco del castello che ospita, per il primo anno di fioritura, 13.000 piante di narcisi

CIOCCARO DI PENANGO
ore 14,00 – 16,00 Azienda Cavallero
“Musiche celtiche in cantina”: il duo “Ugo e Mary” si esibirà in brani interpretati con cornamusa, arpa e tamburino
ore 15,30 Tenuta “La Fiammenga
“L'arte del ricevere in Monferrato”, viaggio tra bon ton e consigli di galateo con Barbara Ronchi della Rocca. Iscriviti qui entro il 10 marzo (posti limitati)

ROATTO
ore 15,30Az. Vitivinicola “La Montagnetta”
“Quelli che il Freisa… protagonisti in cantina”, presentazione del nuovo format di “Quelli che il Freisa…”, manifestazione dell'associazione spontanea di produttori di Freisa del Piemonte. Partecipano Paolo Massobrio e Marco Gatti
E inoltre...

CHIUSURA DELLA MANIFESTAZIONE
ore 18,00Grazzano Badoglio
Sulle tracce di Aleramo, il fondatore. Visita al chiostro dell'antica abbazia aleramica, presso la parrocchia. Concerto tenuto dall’organista Larysa Levenets Roato - Inaugurazione dei lavori eseguiti nell’antico chiostro. Al termine del concerto grande festa finale alla Tenuta Santa Caterina con la Torta di Aleramo

sabato, febbraio 06, 2010

IPAD/ Il blogger: Ecco tutti i segreti che Steve Jobs non vi ha detto


lunedì 1 febbraio 2010

Fonte: Il Sussidiario.net (http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=64493)


(Giampiero Serra - mondomela.net)

iPad ha scosso gli animi della rete, delle televisioni e dei siti specializzati di tutto il mondo, tutti ne parlano, pochi lo concepiscono, e scatta la polemica. Non è la prima volta che Apple viene aspramente criticata per un prodotto: basti pensare ad iPhone, stroncato sin da subito per la mancanza del supporto agli MMS e Adobe Flash, e per il prezzo non proprio concorrenziale -all'epoca - rispetto ad altri smartphone presenti sul mercato.


Steve Ballmer (CEO di Microsoft) definì iPhone “un flop”, già in partenza, dichiarando: «Apple non ne venderà uno, la gente può fare la stessa identica cosa -e meglio- con un dispositivo meno costoso». La verità è un'altra. iPhone OS è ora nelle mani di 60 milioni di utenti, App Store ha toccato i 3 miliardi di download ed ha un market share tra il 97,5% e il 99.4% a livello globale, a questo punto la domanda sorge del tutto spontanea: “e se iPad fosse destinato a seguire le orme e il successo di iPhone?”.


Durante l'Apple Event, svoltosi lo scorso mercoledì, Steve ha presentato il prodotto come una “rivoluzione, un device magico”, e ha mostrato - alcune - delle caratteristiche del dispositivo, quelle fondamentali: ma non tutte. Una di queste è la cartella universale: di fatto un vero e proprio “File System intelligente”, assente su iPhone, ma individuato sul nuovo iPhone OS 3.2 di iPad.

La cartella universale consente l'accesso ai file salvati da tutte le applicazioni presenti sul dispositivo sia in lettura che in scrittura, ad esempio: se abbiamo creato un documento di testo con iWork, potremmo salvarlo ed editarlo con qualsiasi altro software, anche di terze parti.

All'apertura di un programma (ad esempio Pages, l'equivalente di World per iPad), il software riconoscerà automaticamente i file compatibili salvati nel file system e li renderà disponibili e selezionabili tramite una piccola schermata, dando modo di procedere all'editing del documento. Se si ha un Mac o un PC, iPad rileverà automaticamente la loro presenza e darà il via ad una connessione diretta: sarà possibile sincronizzare i files tra i dispositivi in modalità wireless, senza dover accedere ad iTunes.


La cartella universale è solo una delle novità presenti sul firmware di iPad ed assenti su iPhone, eccone un'altra: Safari potrà eseguire il download dei file, sarà possibile salvarli nel “File System” del tablet e spedirli via mail. A mio avviso, l'unione di queste due feature valgono da sole una vera e propria rivalutazione del prodotto.

Ma ci sono altri aspetti legati ad iPhone OS 3.2 di cui si vocifera proprio in queste ore: gli sviluppatori (già in possesso della nuova SDK) riportano che il Sistema Operativo di iPad sarebbe già abilitato alla video-conferenza, al riconoscimento della scrittura manuale e all'invio degli SMS.


In realtà per questi aspetti vige ancora molta perplessità: iPad non ha una videocamera frontale, pertanto non sarà possibile poter effettuare delle vere e proprie videochiamate, a meno che Steve Jobs non decida di fare “una sorpresa dell'ultimo minuto”, poco prima dell'effettiva commercializzazione del prodotto. Le altre due opzioni appaiono invece più plausibili (ricordiamo che esiste una versione di iPad con connettività Wi-Fi + 3G e che il riconoscimento della scrittura è già disponibile su iPhone per il Cinese tradizionale e semplificato).

La versione 3.2 di iPhone OS è attualmente ad uso esclusivo di iPad (iPhone e iPod touch montano la versione 3.1.2 del software), che si tratti di versione “segna posto” realizzata appositamente per gli sviluppatori? Nessuno lo sa, ma una cosa è certa: si parla già del prossimo iPhone OS 4.0, si vocifera che possa vedere la “luce” inizialmente su iPad per la fine di Marzo e a Giugno per iPhone e iPod touch. Forse è ancora troppo presto per decretare la sconfitta o il successo del tablet firmato Apple.

martedì, gennaio 26, 2010

RECENSIONE LIVE/ Dalla e De Gregori di nuovo insieme, se una canzone non basta

Ciao a Tutti!!
Vi ripropongo questo bellissimo articolo dell'amico Paolo

Potete leggere l'originale sul Sussidiario oppure direttamente sul blog dell'autore Paolo Vites "gamblin--ramblin"dove trovate ance i video della serata ... !!

martedì 26 gennaio 2010

Trent’anni fa si chiedevano “ma dove vanno i marinai”, divertente metafora per un'esistenza in cerca di significato. Oggi, nella nuova bellissima canzone presentata durante il concerto esclusivo nella piccola discoteca Vox di Nonantola, Modena, Non basta saper cantare, affermano che «una canzone non basta e non basta saper cantare». Perché la vita è più grande, ci supera da ogni lato: «Ci vuole orecchio e pazienza per questa piccola voce, muscoli e competenza, anche per portare la croce (...). Ci vuole tempo e pazienza per imparare il dolore, lacrime e competenza per impastare l’amore».
Loro sono Lucio Dalla e Francesco De Gregori, tornati a cantare, anche se non basta, dopo trent’anni dallo storico tour di Banana Republic: se allora si limitavano a un paio di pezzi insieme, poi ognuno con la sua band a fare le proprie composizioni, oggi hanno unito metà della band di uno e metà dell’altro, e cantano insieme tutta la sera, alternandosi una strofa per uno in ogni canzone. Come due vecchi amici, che ritrovandosi su un palco, testimoniano l’amore e la passione incondizionata per la canzone, quella cosa piccola e misteriosa che ci mette in comunicazione con il cuore, il nostro e quello di ogni altro. E che canzoni.
Dopo aver iniziato, da soli, De Gregori all’armonica e Dalla al clarinetto con una ripresa del classico Over The Rainbow (come dire, “stiamo per condurvi in un territorio pieno di magia, quello della musica”), ascoltando, una dopo l’altra, Come fanno i marinai, I matti, Canzone, Anna e Marco, Santa Lucia, L’anno che verrà, Come è profondo il mare, Buonanotte fiorellino, Viva l’Italia, Piazza Grande, uno non può far altro che pensare: dopo di loro nessuno. Che grande vuoto nella canzone italiana degli ultimi trent’anni, meno male che loro ci sono ancora.
A rendere testimonianza alla canzone, con la “C” maiuscola. Che sia un evento, una affermazione del valore della Canzone, lo testimonia la presenza, qui nell’area ospiti dove ci siamo trovati, di Ligabue, Biagio Antonacci, Luca Carboni. Presenti per rendere omaggio. E di decine di altri giornalisti, fotografi, radio, telecamere. È ovviamente un evento, come se la canzone italiana non avesse aspettato altro. C’è anche Bobo Craxi che si aggira con un grande sorriso canticchiando i versi di ogni brano.
È solo l’inizio, una prova aperta al pubblico, come dicono loro scherzando «Non è una reunion, questa, è una rifondazione!», di qualcosa di veramente grosso che avrà la definitiva consacrazione nei dieci concerti (cinque a Milano, al Teatro Arcimboldi, dal 5 al 9 maggio, e altri cinque a Roma, dal 19 al 23 maggio, al Gran Teatro).
Loro vivono tutto in modo disincantato, con ironia («Trent’anni fa volevamo cambiare il mondo, adesso non vogliamo proprio cambiare nessuno»). Ma soprattutto divertendosi, e molto, quando sul palco Dalla omaggia Santa Lucia di De Gregori, o quest’ultimo saltella lasciandosi andare alla piacevolezza della musica quando partono le prime note di L’anno che verrà.
Poi Francesco improvvisa lunghe parti di armonica a bocca in quasi ogni canzone, mentre Lucio prende in mano il sassofono e si intrufola dove può. Che divertimento. Per loro sul palco e per chi assiste. Concerto finito: «Non abbiamo ancora provato abbastanza canzoni» dice Dalla. Ma ricordandosi che qui siamo poco lontani da Ferrara, la patria dei busker, i suonatori di strada, e che anche lui da giovane era uno di questi, rimasti soli sul palco, regalano 4 marzo 1943 a due voci e una chitarra e un pianoforte. Chissà perché nessuno sa più scrivere canzoni come queste. Forse perché oggi chi canta pensa di essere più grande di una canzone. Invece no, non basta neppure saper cantare. Ci vuole qualcosa di più, di più grande, per muovere il cuore.
L'altra sera Dalla e De Gregori lo hanno testimoniato. «La vita ti mette davanti a certe cose per le quali neanche l’arte serve a consolare» aveva detto poco prima De Gregori. La vita è più grande.

sabato, gennaio 23, 2010

Bruce Springsteen - PARADISE



“Dove il fiume diventa nero
prendo i libri di scuola dal tuo zainetto,
il plastica, la miccia e il tuo bacio,
il soffio dell’eternità sulle tue labbra.

In un supermercato affollato
vago con lo sguardo di faccia in faccia,
trattengo il respiro e chiudo gli occhi
e aspetto il paradiso

Le colline della Virginia sono diventate mar...roni
un altro giorno, un altro sole che tramonta
Ti visito in un altro sogno

Raggiungo e sento i tuoi capelli
il tuo profumo indugia nell’aria
ti sfioro la guancia con le dita
assaggio il vuoto sulle tue labbra
e aspetto il paradiso

Ti cerco dall’altra parte
dove il fiume diventa pulito e ampio
l’acqua sale fino al mio cuore
Affondo nel fiume freddo e pulito
andando alla deriva giù scompaio
ti vedo dall’altra parte
cerco la pace nei tuoi occhi
ma sono vuoti come il paradiso
sono vuoti come il paradiso

Esco dalle onde
sento il sole sul mio viso”.

giovedì, gennaio 21, 2010

the Voice - Celtic Woman



io sento la tua voce nel vento
e sento che chiami il mio nome

"ascolta,figlio mio" mi dici
"sono la voce della tua storia
non aver paura,vieni e seguimi
rispondi alla mia chiamata,e ti renderò libero"

io sono la voce nel vento e la pioggia che scorre
sono la voce dei tuoi affanni e dolori
io sono la voce che sempre ti sta chiamando
io sono la voce, io resterò

io sono la voce nei luoghi quando l'estate se ne va
la danza delle foglie quando il venti d'autunno soffiano
non dormo mai a causa del freddo del lungo inverno
sono la forza che a primavera rinascerà

io sono la voce del passato che ci sarà sempre
nutrito con il mio dolore e sangue nei miei luoghi
sono la voce del futuro, portami la tua pace
portami la tua pace, e le mie ferite, loro spariranno

io sono la voce nel vento e la pioggia che scorre
io sono la voce dei tuoi affanni e dolori
io sono la voce che sempre ti chiama
io sono la voce

io sono la voce del passato che sempre sarà
io sono la voce dei tuoi affanni e dolori
io sono la voce del futuro
io sono la voce, io sono la voce
io sono la voce, io sono la voce

martedì, gennaio 19, 2010

Stelutis Alpinis

Stelutis alpinis è uno fra i più celebri brani corali della tradizione italiana, composto da Arturo Zardini quando era profugo a Firenze durante la prima guerra mondiale
è scitto in Friulano ed è stato ripreso anche da Francesco De Gregori che ne ha inserito una sua versione nell'album "Prendere e lasciare".

Ve lo propongo nelle due versioni che conosco
quella "Corale" e quella di De Gregori (grazie al suggerimento dell'amico Paolo Vites che ringrazio





Se verrai tra l’aspre cime
dove fui sepolto un dì
troverai le stelle alpine:
il mio sangue le nutrì.
Una croce piccoletta
per ricordo mi scolpir:
sotto i fiori, sotto l’erbetta
trova pace il mio dormir.
Cogli tu una stella alòina
che ti parli del mio amor
alle labbra l’avvicina,
tienla sempre sul tuo cuor.
Quando a casa, sola e in pianto,
con fervor preghi per me,
l’alma mia ti aleggia cccanto
come il fior sarò con te.

Buon Ascolto

lunedì, gennaio 18, 2010

GOOGLE PHONE/ Nel 2010 il vero G-Phone che sfiderà l’i-Phone

GOOGLE PHONE - Se ne parla dalla fine del 2007, ma a quanto pare il vero Google Phone arriverà soltanto nel 2010. Mettete dunque da parte tutti i cellulari che finora avevano ricevuto l’appellativo di G-Phone, basati cioè sul sistema operativo Android, quasi a volerli contrapporli con l’i-Phone.

Secondo TechCrunch, infatti, la casa di Mountain view sta pensando a un cellulare tutto suo, o meglio con il proprio marchio, perché verrebbe prodotto da un importante costruttore mondiale. Si tratterebbe di un concept che Google potrebbe mettere a punto sulla falsa riga di quanto ha fatto Microsoft con Zune: progetto interno, produzione esterna, brand proprio.

A quanto pare non sarà però Htc, che già commercializza dispositivi dotati di Android, per cui la scelta potrebbe cadere su Samsung o Lg. Ma dato che la prima produce già componenti per l’i-Phone, è molto probabile che il Google Phone verrà assemblato dalla seconda, forse in Corea.

E a quanto pare Google Phone arriverà molto presto, nei primi mesi del 2010, e forse la campagna promozionale per il nuovo prodotto partirà già a gennaio.

Non si sa nulla invece su design, funzioni, dotazioni hardware e quant'altro. Interessante, semmai, è il fatto che Google potrebbe portare avanti la produzione di un device proprio ignorando in larga misura la concorrenza interna che va ad apportare ai partner già impegnatisi su Android.

Fonte: http://www.ilsussidiario.net

sabato, gennaio 16, 2010

BitNami - quando il CMS diventa semplice

L'acronimo CMS, (content management system), letteralmente "sistema di gestione dei contenuti", è uno strumento software installato su un server web studiato per facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando l'amministratore da conoscenze tecniche di programmazione.

Esistono CMS specializzati, cioè appositamente progettati per un tipo preciso di contenuti (un'enciclopedia on-line, un blog, un forum, ecc.) e CMS generici, che tendono ad essere più flessibili per consentire la pubblicazione di diversi tipi di contenuti.

Tecnicamente un CMS è un'applicazione lato server, divisa in due parti: la sezione di amministrazione (back end), che serve ad organizzare e supervisionare la produzione dei contenuti, e la sezione applicativa (front end), che l'utente web usa per fruire dei contenuti e delle applicazioni del sito.

I CMS possono essere programmati in vari linguaggi tra cui più comunemente in ASP, PHP, .NET; il tipo di linguaggio adoperato è indifferente a livello di funzionalità. Alcuni linguaggi rendono il CMS multipiattaforma, mentre altri lo rendono usufruibile solo su piattaforme proprietarie.

Notoriamente però l'installazione di un cms richiede competenze tecniche specifiche in quanto spesso vanno installati separatamente diverse piattaforme (il server web, il linguaggio, il database) e non sempre sono di facile configurazione

E' proprio in questo contesto (nell'ambito del software OpenSource) che BitNami svela il meglio di se.

BitNami infatti offre una serie di stack “chiavi in mano” relativi ai più diffusi Cms gratuiti. Ogni stack comprende tutto il necessario preconfigurato, "riducendo" l'installazione di alcuni tra i piu blasonati software ad una comune installazione, disponibile per tra l'altro per un ampio mumero di sistemi operativi Windows, Linux, MacOs, Solaris.

Così possiamo facilmente mettere in piedi senza troppe complicazioni cms del calibro di

  • Alfresco
  • Drupal
  • Enano CMS
  • eZ Publish
  • Joomla
  • KnowledgeTree
  • ocPortal
  • Radiant CMS

CRM (Conenent Resource Management)

SugarCRM

Bug traking, forum management... e qui l'elenco si fa davvero lungo...

Insomma è il caso di dire che l'open Source sta migrando pian piano verso uno standard di usabilità che non è piu ad uso esclusivo degli sviluppatori ma di un pubblico sempre più vasto che ha a disposizione progetti affidabili senza dover affrontare pazzeschi costi di acquisto del software che aziende anche medio piccole sono costrette a sostenere per la gestione delle risorse.

per chi volesse cimentarsi il sito del progetto BitNami è il seguente

http://bitnami.org

i possono insegnare tante cose,
ma le cose più importanti,
le cose che importano di più,
non si possono insegnare,
si possono solo incontrare.”

Oscar Wilde

venerdì, gennaio 15, 2010

A volte ritornano...

Vi è mai capitato di essere "In tutt'altre faccende affacendati?"
eh già, ho dovuto scomodare il buon Alessandro Manzoni per poter meglio spiegare la mia prolungata assenza dal blog...
Ma come tutte le facende del mondo anche nella vita comune vi sono delle priorità da cui a volte non è possibile prescindere... e neppure scappare...
Poi c'è da mettere in conto anche quella che in altri campi decisamente più artistici della redazione di un blog, prenderebbe il nome di "Ispirazione" ... che poi tradotta in soldoni è ... mettersi a dire qualcosa in quanto si ha qualcosa da dire....
Insomma.. come ben spiegava il diavolo tentatore nelle "Lettere di Berlicche" di CS Lewis occorre tener bene in mente la "legge dell'ondulazione" cioè l'aspetto per cui la vita è fatta come un onda con periodi in cui sei "su" alternati ad altrettanti periodi "giù"...

Bene, fatta questa premessa quello che mi va di dire è che nulla è importante come un inizio
"L'importante è cominciare"
e quindi si ricomincia la nave sta per salpare ancora una volta...

imbarcatevi e... e buona lettura a tutti !

sabato, luglio 11, 2009

Ecco il satellite che raggiungerà l’ultimo confine osservabile dello spazio-tempo e immortalerà il primo vagito del cosmo: di Marco Bersanelli


Ogni cosa è luminosa. E la luce che viene emanata dai corpi, terrestri o celesti che siano, porta informazioni sulla loro composizione e struttura. Ma anche sulla loro evoluzione. Infatti, la luce impiega del tempo a raggiungere l’occhio o il telescopio dell’osservatore e quando arriva a destinazione regala un’istantanea del passato. Per esempio, la luce del Sole viaggia 8 minuti prima di approdare sulla Terra, perciò noi vediamo il Sole in ritardo di 8 minuti, facendo così un piccolo salto indietro nel tempo. Per le galassie più distanti il ritardo si misura in miliardi di anni. Dunque, osservando a grandi distanze possiamo risalire nel tempo e nello spazio andando a ritroso, in un viaggio vertiginoso. Avvicinandoci addirittura a quell’istante che ha marcato l’origine dell’universo. E poi della vita. Fino al momento in cui tutto è iniziato. Non si tratta di fantascienza, bensì di cosmologia. Di una storia dal finale conosciuto, ma dall’inizio ancora da scrivere e che a Tempi viene raccontata come fosse poesia da un numero uno nel campo della fisica del nostro paese. Marco Bersanelli, docente di astrofisica all’Università degli studi di Milano e collaboratore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, è in procinto di partire alla volta di Kourou, nella Guyana Francese, dove assisterà al lancio della missione spaziale Planck Surveyor. Obiettivo: indagare l’origine dell’universo. Un sogno vecchio quanto la storia dell’uomo. E un’ambizione che dura da 17 anni, da quando «lavoravo in California con George Smoot, Nobel per la fisica nel 2006», ricorda Bersanelli, lo sguardo oltre la finestra del suo ufficio al Dipartimento di Fisica di Milano. «Era il 1992 quando il satellite Cobe per la prima volta ci ha raccontato qualcosa di inedito sull’origine dell’universo».


Andiamo con ordine. Cosa è Planck e che cosa ci farà vedere?
Planck è la prima missione dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, dedicata allo studio del fondo cosmico di microonde, la prima luce dell’universo. Planck è un telescopio spaziale che osserverà il fondo dell’universo, l’ultimo confine osservabile dello spazio-tempo. Grazie a ricettori di nuovissima generazione capaci di cogliere segnali debolissimi a lunghezze d’onda di qualche millimetro, Planck fotograferà gli embrioni delle galassie, prima che queste prendessero forma, e ci darà un’immagine ad alta risoluzione di come era l’universo 14 miliardi di anni fa. Per la precisione 380 mila anni dopo il Big Bang, che in cosmologia è un niente. Come fosse il primo vagito del cosmo.


Come è possibile tutto questo?
L’universo inizialmente è molto denso e caldo, tanto che la luce primordiale è intrappolata. Ma lo spazio si espande e si raffredda. Dopo 380 mila anni, quando la temperatura scende sotto i 3.000 gradi, protoni ed elettroni si uniscono a formare per la prima volta gli atomi e in quel momento quasi d’improvviso l’universo diventa trasparente. Insomma la luce, che prima era imprigionata, come quando c’è la nebbia, si libera dalla materia e inizia il suo viaggio fino a noi. Planck, catturando questa “luce fossile” e le informazioni che essa trasporta, studierà l’universo appena nato con una precisione senza precedenti.


Perché è così importante studiare questo fondo cosmico?
Perché misurando le sue caratteristiche possiamo conoscere non solo la composizione e la struttura dell’universo delle origini, ma anche la sua storia, la sua evoluzione. Indagare cosa è successo in quel mare incandescente e primordiale, dove tutto prendeva pian piano forma, ci permette di dedurre i parametri in cui inquadrare la storia cosmica, conoscerne gli ingredienti, studiarne la geometria e l’espansione. E potremo anche verificare le teorie, fino ad oggi poco più che speculazioni teoriche, che cercano di descrivere che cosa accadde nelle primissime frazioni di secondo dopo l’inizio.


Un progetto ambizioso, tutto europeo, in cui l’Italia riveste un ruolo da protagonista.
L’équipe italiana, in particolare i gruppi di Bologna e Milano, hanno guidato lo sviluppo di uno dei due “occhi” di Planck. Ossia di uno dei due strumenti focali, quello che “vede” le lunghezza d’onda più grandi, e che insieme permettono di produrre l’immagine del fondo cosmico. Inoltre, i due centri di raccolta dati saranno a Trieste e a Parigi, essendo la Francia l’altro paese leader della missione.


C’è un collegamento con l’acceleratore Lhc del Cern di Ginevra, che secondo i giornali avrebbe dovuto portare alla fine del mondo?
Ah! La storia del buco nero (sorride, ndr). Certo, perché mentre Planck ci mostra una “diretta” del passato remoto, l’acceleratore Lhc riproduce in laboratorio, in un punto microscopico, le condizioni di quel passato di 14 miliardi di anni fa.


Cosa c’entra Planck con la cosiddetta materia oscura?
C’entra parecchio, perché la materia oscura è una delle grandi questioni aperte che riguardano la composizione dell’universo. Noi infatti, ad oggi, conosciamo solo il 4 per cento della materia e dell’energia che compongono l’universo. Rimane dunque un punto di domanda che pesa quanto il restante 96 per cento, con un 26 per cento composto proprio da questa materia oscura, che non vediamo, ma la cui presenza registriamo attraverso i suoi effetti gravitazionali. Più che oscura, dovremmo chiamarla invisibile o “cristallina” (se fosse veramente “oscura” la vedremmo benissimo!), tanto che crediamo si tratti di una forma di materia totalmente diversa da quelle che conosciamo. Il restante 70 per cento sarebbe composto, invece, di una forma di energia ancora più misteriosa, dark energy, responsabile dell’espansione accelerata dell’universo. Con Planck abbiamo l’ambizione di redigere un censimento estremamente dettagliato degli ingredienti dell’universo, anche di quelli più “esotici”.


Come è possibile conciliare il desiderio di raggiungere vette inesplorate con un umile realismo?
Effettivamente è un paradosso. Se dimensioni spazio-temporali così vaste da sfuggire alla nostra immaginazione sono un segno che invita all’umiltà, il fatto di poter comprendere anche solo una parte di tutto questo tenta l’orgoglio, l’ambizione di potere. Ma a ben vedere anche questa capacità di “leggere il libro della Natura”, come diceva Galileo, non è qualcosa che ci diamo noi. Nel rapporto dell’uomo con l’universo, secondo me, emerge la consapevolezza della nostra piccolezza e sproporzione, e anche del fatto che ciò che ci è dato conoscere è quasi un lusso, perché, come per l’arte o la poesia, noi potremmo sopravvivere anche senza. Eppure ci viene offerta una possibilità di conoscenza che non possiamo che accogliere come un regalo e una sorpresa allo stesso tempo. Con la commozione di essere partecipi di un dramma cosmico.


È questo che insegna ai suoi allievi?
Ai miei studenti cerco di insegnare l’astrofisica e attraverso questo spero che si accorgano della bellezza del mondo. E che sappiano porsi domande. È questo ciò che ho imparato dai miei maestri, primo fra tutti George Smoot, e tanti altri anche qui in Italia. Sono anche molto grato ai giovani ricercatori con cui collaboro da cui imparo moltissimo. Più si procede nella ricerca e più ci si rende conto di quanto la nostra conoscenza sia limitata e imperfetta. Si desidera quindi imparare sempre di più. Col passare del tempo cresce la coscienza della nostra ignoranza, ma cresce anche l’ammirazione per quel poco che si comprende.


In quest’anno di commemorazioni di due figure come Galileo e Darwin quanto è importante la divulgazione scientifica e come dovrebbe essere fatta secondo lei?
Si tratta di un tema cruciale e secondo me il termine divulgazione è ambiguo, quasi si trattasse di un “abbassarsi al volgo”, un pedaggio da pagare allo scopo di persuadere a tutti i costi i cittadini che pagano le tasse a sovvenzionarci, talvolta banalizzando i contenuti pur di risultare vendibili. Questa divulgazione strumentale a me non interessa. Il nocciolo della questione non riguarda infatti la divulgazione in sé, quanto piuttosto la mancanza dell’idea di popolo. Gli scienziati si concepiscono “soli”, non mandati da nessuno. Invece divulgare significa andare al cuore di ciò che muove l’interesse di chi ricerca, perché lì ci sarà qualcosa di interessante e comunicabile a tutti, qualcosa che ha un senso e una bellezza per tutti. Quindi comunicare l’importanza della ricerca va oltre le sue ricadute tecnologiche, pure importanti. Capire di cosa è fatto quel 96 per cento dell’universo credo che interessi tutti. O no?

di Elena Inversetti
Fonte : www.tempi.it
http://www.tempi.it/intervista/006549-marco-bersanelli

sabato, aprile 18, 2009

SCOPERTE/ Un virus per ricaricare cellulari


Le batterie al litio oggi usate in ogni dispositivo elettronico, dal Blackberry all'iPod o telefonino, resteranno vittime di un'infezione virale, ma niente paura sarà il virus stesso a dare corrente ai vostri “giocattolini”, infatti è stata creata una virus-batteria che potrebbe sostituire le normali batterie ricaricabili e adattarsi a congegni di dimensioni ridottissime.

È l'ultimo successo, reso noto sulla rivista Science, dei ricercatori del prestigioso istituto di Tecnologia del Massachusset (MIT) di Boston diretti da Angela Belcher. La batteria, il cui prototipo ha le dimensioni di una moneta e la capacità pari alle batterie al litio oggi sul mercato, è fatta dal virus M13, un virus che uccide batteri, clonato e geneticamente modificato. Le particelle di rivestimento del virus crescono su un substrato polimerico e formano i poli della batteria che è ecologica e low cost.


Fonte: Il sussidiario.net

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=15731


giovedì, gennaio 01, 2009

LA LEGGENDA DELLA GRIGNA



Nella provincia di Lecco, a cavallo tra il ramo orientale del Lago di Como e la Valsassina, svetta il massicico delle Grigne, composto da due vette, la Grigna (detta anche Grigna settentrionale o Grignone) e la Grignetta.
La vetta massima raggiunge i 2410 m, e appena sotto ospita il Rifugio Brioschi, uno dei rifugi storici delle Prealpi Lombarde, di proprietà del CAI di Milano.
La nascita di una delle più belle montagne della Lombardia, è narrata dai versi di una canzone popolare che risale al medioevo.
Ecco qui di seguito le parole di questa canzone.


LA LEGGENDA DELLA GRIGNA
Alla guerriera bella e senza amore
un cavaliere andò ad offrire il cuore;
cantava: "Avere te voglio o morire!".
Lei dalla torre lo vedea salire.

Disse alla sentinella
che stava sopra il ponte:
"tira una freccia in fronte
a quello che vien su".
Il cavaliere cadde fulminato.
Ma Dio punì l'orribile peccato
e la guerriera diventò la Grigna,
una montagna ripida e ferrigna.

Anche la sentinella,
che stava sopra il ponte,
fu trasformata in monte
e la Grignetta fu.
Noi pur t'amiamo d'un amor fedele,
montagna che sei bella e sei crudele.
E salendo ascoltiamo la campana,
d'una chiesetta che a pregare chiama.
Noi ti vogliamo bella
che diventasti un monte;
facciamo la croce in fronte:
non ci farai morir.


E'da poco passata la mezzanotte e oggi ricorre il quinto anniversario della salita alla casa del Padre di un caro amico, Antonio Lodi, che perse la vita proprio su questa montagna "ripida e ferrigna".
Voglio dedicare questa canzone proprio a lui che con infinita pazienza e tenerezza mi ha insegnato ad amare la vita e la montagna. 


" Siate pronti con le lampade accese, aspettando il Signore che viene"
Antonio Lodi 16/12/1960 - 18/01/2004

martedì, dicembre 30, 2008

Galileo, il cosmo e la pretesa cristiana



martedì 23 dicembre 2008
L’augurio che il papa ha indirizzato domenica in piazza San Pietro “a tutti coloro che parteciperanno a vario titolo alle iniziative per l’anno mondiale dell’astronomia, il 2009, indetto nel 4° centenario delle prime osservazioni al telescopio di Galileo Galilei”, ha innescato il tam tam delle agenzie di stampa e ispirato molti titoli sui giornali. Ma a d
ire il vero, da sempre il magistero della Chiesa è costellato di riferimenti al valore dell’astronomia, tanto che fra i predecessori di Benedetto XVI, come lui stesso ha ricordato, “vi sono stati cultori di questa scienza, come Silvestro II, che la insegnò, Gregorio XIII, a cui dobbiamo il nostro calendario, e san Pio X, che sapeva costruire orologi solari.” Ed è interessante il fatto che la Specola Vaticana, fondata nel 1578 da Gregorio XIII, è una delle più antiche istituzioni al mondo nel panorama degli osservatori astronomici.
Ma perché questa particolare attenzione della Chiesa per l’astronomia? Indubbiamente la tradizione giudaico-cristiana è ricca di testimonianze del legame profondo tra l’astronomia e la liturgia. La definizione delle feste più importanti richiedeva la conoscenza dei cicli lunari e solari. La Pasqua è legata all’equinozio e al plenilunio e, come ha ricordato ieri il papa, “la stessa collocazione della festa del Natale è legata al solstizio d’inverno, quando le giornate, nell’emisfero boreale, ricominciano ad allungarsi.” Le antiche cattedrali erano vere e proprie rappresentazioni cosmiche. Il loro orienta
mento indicava i punti cardinali, l’orologio solare dettava le ore del giorno. “Questo ci ricorda la funzione dell’astronomia nello scandire i tempi della preghiera”
,ha detto il papa. “Piazza San Pietro è anche una meridiana: il grande obelisco, infatti, getta la sua ombra lungo una linea che corre sul selciato... ed in questi giorni l’ombra è la più lunga dell’anno.” Colpisce quest’immagine della meridiana che da secoli segna le ore del giorno, unendo il movimento del cielo con il cammino 
dell’uomo sulla terra. Spesso poi, sulla facciata delle chiese, erano presenti i regoli per la misura delle distanze, che servivano da unità di misura percostruire le strade e le case in cui vivevano.Ma non è solo questo. Sia la tradizione ebraica che quella cristiana hanno saputo esaltare il valore evocativo e educativo dello sguardo al cielo. La contemplazione del firmamento aiuta l’uomo a considerare la propria natura, la propria sproporzione e il desiderio di infinito che lo costituisce, e può riaccendere in lui lo stupore per la creazione. Così Giovanni Paolo II nel 1979 rivolgendosi a un gruppo di cosmologi disse: “La vostra scienza è per l’uomo una via maestra alla meraviglia... La ragione scientifica, dopo un lungo cammino... ci induce a riproporre con rinnovata intensità alcune delle grandi domande dell’uomo di sempre: da dove veniamo? dove andiamo?; ci porta a misurarci ancora una volta sulle frontiere del mistero, quel mistero di cui Einstein ha detto che è “il sentimento fondamentale, che sta accanto alla culla della vera arte e della vera scienza” e, aggiungiamo noi, della vera metafisica e della vera religione.”
Esattamente mezzo secolo prima, Pio XI affermava: “La meraviglia non è che l'universo visibile materiale sia così grande, così immenso, come la scienza viene rivelando, travolgendo le intelligenze di studiosi in abissi pieni di mistero di cui nulla annuncia il fondo: la meraviglia è che tutto questo noi abbracciamo in un pensiero, noi esprimiamo in una parola: universo.” E la bellezza della creazione invita la ragione a riconoscere il mistero che la genera in ogni istante. Per questo l’osservazione dell’universo, fino allo svelarsi dell’ordine nascosto nelle leggi di natura attraverso la scienza moderna, è percepita dalla Chiesa come un’occasione privilegiata per rendere lode al Creatore. Come ha detto domenica il papa, “Se i cieli, secondo le belle parole del salmista, ‘narrano la gloria di Dio’, anche le leggi della natura, che nel corso dei secoli tanti uomini e donne di scienza ci hanno fatto capire sempre meglio, sono un grande stimolo a contemplare con gratitudine le opere del Signore.”
Il nesso tra il senso religioso dell’uomo e la contemplazione del cielo è naturalmente un tratto comune a diverse grandi tradizioni religiose. C’è però una particolarità nel cristianesimo. In esso, l’aspetto decisivo non è una legge morale o una dottrina religiosa, ma un fatto apparentemente ordinario: la nascita di un bimbo in un piccolo paese alla periferia dell’impero, e quel bimbo è il senso di tutto l’universo. La pretesa cristiana ha una portata cosmica: nella vastità dello spazio e del tempo, in un punto impercettibile “il mistero di Dio si fa uomo” per rispondere all’attesa di ogni uomo e di tutta la creazione. Come ha detto Benedetto XVI nel suo messaggio: “Questo mistero di salvezza, oltre a quella storica, ha una dimensione cosmica: Cristo è il sole di grazia che, con la sua luce, trasfigura e accende l’universo in attesa”.

martedì, dicembre 16, 2008

Adesso 2009 - 365 giorni da vivere con Gusto

Non è un'agenda, è il diario della vita, è il ricordo che diventa memoria, è la famiglia che non ti abbandona mai perché il gusto l'hai scoperto lì.
Il volume Adesso 2009, 365 giorni da vivere con gusto, nasce per riportare il gusto dentro la famiglia italiana. Il libro, giunto alla seconda edizione, segue la scansione quotidiana di un'agenda, dove ogni giorno vengono pubblicate “pillole” conoscitive per stare bene in famiglia e nella propria casa. Un vero e proprio scrigno di informazioni, curiosità e segreti che ruotano intorno alla casa, alla cucina, al vivere insieme. Molte le novità di questa seconda edizione, corredata dai quadri di Maria Teresa Carbonato e dalle vignette di Guido Clericetti. Nel volume, suddiviso in dodici mesi, trovano spazio i trucchi di economia domestica ed i suggerimenti educativi per i bambini di Donata Carmo Ferrari, i consigli sull'arredamento a seconda delle stagioni di Claudia Ferraresi, le leggende sugli alimenti per i bambini di Paola Gula. E poi alcune pillole su come allevare un cane scritte da Andrea Voltolini, notizie in tema di orto, giardinaggio e piante d'appartamento di Maurizio Lega, segreti e pratici consigli per preparare il pane in casa secondo Fausto Rivola, e per le birre fai da te di Davide Tessaro. Tornano, immancabili, le ricette di Giovanna Ruo Berchera e gli abbinamenti con il vino a cura di Paolo Massobrio e Marco Gatti, i consigli sul bon ton a cura di Barbara Ronchi della Rocca, le pillole sull'universo di Elena Notari e gli indispensabili suggerimenti per una corretta alimentazione del dietologo Primo Vercilli. Tra le pagine di Adesso si parla ancora di sicurezza alimentare con Gabriele Crescioli, delle magie della tavola con il Mago Foie Gras. Infine, i racconti di Luca Doninelli e di altri autori amici di Papillon.

Adesso è in libreria in due soluzioni. Il libro con le sue 500 pagine da sfogliare, oppure dentro a una scatola con un altro quadro d'autore stampato. Giunto alla seconda edizione, è in mano già a migliaia di persone. Lo distribuisce Rizzoli, lo edica Comunica srl di Alessandria
Sito Web: http://www.clubpapillon.it

Buona lettura ma soprattutto buon gusto a tutti!!!

sabato, dicembre 13, 2008

Ristorante La Scaletta - Noli

Lo so!, me lo direte in tanti... " Che parli a fare di un ristorante in Liguria tu che abiti nel Verbano- Cusio-Ossola?" Bhe, mi viene da rispondere una cosa sola,... pur di assaggiare un antipasto di pesce fatto come si deve sarei disposto davvero a percorrere quei 240 km che mi separano da Noli. So anche che il periodo economico che stiamo attraversando fa un po' a pugni con l'idea di andare al ristorante. Ma quello che a mio avviso dobbiamo imparare a salvare, soprattutto in un periodo come questo è il Gusto. Il gusto, è legato a corda doppia con l'intelligenza. Se non utilizzo l'intelligenza mangio, ma non gusto, cioè non scopro quella "magica" corrispondenza tra ciò che sto gustando ed il mio essere.
Se non ci fosse il gusto non saremmo in grado di scorgere il buono di un risotto o di certe linguine...!! come quelle preparate nel locale del mio amico Francesco di cui ora vi sto raccontando.

Siccome mi va di stuzzicarvi ancora di più l'appetito vi metto anche una breve descrizione del locale...così non ci sono più scuse.

Appena fuori le mura del suggestivo centro storico di Noli, potrete trovare ciò che sfugge agli occhi del turista distratto. La Scaletta è uno storico ristorante di pesce rinato grazie alla professionale gestione dei nuovi giovani e creativi proprietari. La talentuosa chef Sara Montini Pessina propone una cucina di territorio che accetta però la contaminazione delle materie prime e delle tradizioni di tutto il bacino mediterraneo opportunamente rivisitate. Da segnalare gli antipasti semplici ma con un piacevole gusto nella presentazione (tortino di polpo e patate, insalatina di seppie al vapore con sedano scaglie di parmigiano, guazzetto di moscardini finiti al forno in coccio di terracotta); classici i primi piatti con una menzione per l'ottimo risotto del golfo e le strepitose trofie nere con sugo di seppie in cialda di parmigiano; fritti leggeri e nostrani attenti alla valorizzazione dei presidi slow-food locali (cicciarielli,zerri), pescato locale alla griglia, al forno, all'acqua pazza. Strepitosi i calamari alla partenopea con sugo di pomodoro capperi di Pantelleria ed olive Taggiasche accompagnati da pane carasau. Grande attenzione per i desset: da assaggiare la torta di ricotta e pere con salsa di cacao al rum, la delizia al limone con frutti di bosco, i microbabà alle tre salse, le minipastiere napoletane con salsa di cacao amaro etc. Buona la cantina con 50 etichette di bianchi(con alcune chicche a livello nazionale) e grande attenzione ai vitigni autoctoni, 15 le etichette di rosso tutte di buon livello.

Non mi resta che augurare a tutti Buon Appetito !!!

Ristorante "la scaletta"

Via Verdi 16 Noli (SV) 17026 Telefono (Phone) 019748754 Fax 0197499349 E-mail: ristorantelascaletta@tiscali.it

lunedì, dicembre 08, 2008

Il software è bello, se "portable" ancora meglio


Con la diffusione dei supporti di memorizzazione USB, di piccole dimensioni ma ormai di capacità di memorizzazione discretamente grandi, si è contemporaneamente sempre più diffuso il software portatile. In questo a livello tecnologico non c'è nulla di nuovo, ma è interessante l'idea che lo ha generato: La possibilità infatti di avere tutti i programmi che ci servono, (elaboratori di testo, di fogli di calcolo, editor html, gestori di posta, browser per internet, elaboratori di immagini e quant'altro sia possibile), direttamente funzionanti dalla chiavetta USB , senza bisogno di alcuna installazione sul pc è davvero interessante.
Infilo la chiavetta USB in un qualsiasi PC ed ho sotto mano tutti i miei documenti ed anche gli stessi software con cui sono stati creati, già pronti all'uso.
Oggi la grande vetrina di Internet offre tutta una serie di applicaizoni "portable" e solitamente "Open Source", già pronte all'uso. basta scaricarli e decompattarli su una qualsiasi chiavetta per poterli utilizzare.
C'è però un altro aspetto che pochi conoscono la maggior parte dei software open source dotati di un installer è in grado, una volta configurata sul proprio pc di funzionare dirattamente in modo portatile.
Tanto per fare un esempio, il buon caro e vecchio "Emule" funziona benissimo anche dopo la disinstallazione, se abbiamo avuto l'accortezza di fare una copia della cartella del programma sulla nostra chiavetta USB.
Molto spesso si può evitare di sovraccaricare un pc (magari poco performante) riducendo al minimo le installazioni facendo partire tutti i software in questo modo.
Tale soluzuione diventa vantaggiosa anche a fronte della necessità di effettuare dei back up.
Nel mio caso ad esempio utilizzo un disco secndario sul quale, oltre ai dati sono salvati anche gli stessi software. In questo modo se si presenta la necessità di reinstallare, posso tranquillamente procedere alla cancellazione del SO presente, senza la scocciatura di dover ripristinare anche i software.
Ecco un link dove è possibile reperire software "portable" per ogni esigenza... o quasi
http://www.softpedia.com/get/PORTABLE-SOFTWARE

lunedì, dicembre 01, 2008

COLLETTA/ Un grande risultato che mostra quanto può fare il “contagio della carità”


Fonte: Il Sussidiario

Ieri c’erano i volontari di Torino e del Piemonte, in oggettiva difficoltà per una tormenta di neve su tutta la loro regione. Il problema non era solo la raccolta nei supermercati, ma anche la difficoltà del trasporto e dell’immagazzinamento. Ecco come si può dare “qualcosa in più”. Si può fermarsi nei magazzini, magari gelidi, ammucchiare le merci e metterle in scatola, poi dormire nei sacchi a pelo pur di completare un lavoro nel giro di poche ore al mattino successivo.

I numeri sono ancora positivi e su quelli ci soffermeremo per qualche considerazione. Ma l’impatto e l’importanza della dodicesima Colletta alimentare rivelano ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, l’intuizione di don Luigi Giussani e di Danilo Fossati.

Il semplice atto di carità, il semplice gesto del dono batte tutte i modelli e tutti i programmi di rilancio economico, svela l’autentica povertà dei meccanismi della tecnofinanza. Soprattutto in un momento come questo di grave crisi finanziaria mondiale e di recessione economica ormai dichiarata dagli osservatori internazionali.

Come diceva Luigi Giussani agli amici anche più increduli: si assisterà con questa giornata allo spettacolo della carità. Si pensi solo a questo raffronto: i consumi a livello nazionale calano in percentuale del 3%: la Colletta alimentare aumenta ancora la portata complessiva della sua raccolta in un giorno solo avvicinandosi alle novemila tonnellate e segnando un nuovo incremento percentuale che è quasi di un punto.

E poiché l’importanza del gesto prevale sempre sul risultato, va anche aggiunto che questa volta l’ultimo “sabato di novembre” è coinciso con una giornata in cui la stessa Protezione civile, per le eccezionali condizioni atmosferiche di freddo, neve e pioggia, consigliava di starsene a casa.

L’atto di carità vale quasi un piccolo “peccato di disobbedienza civile”, perché malgrado le avverse condizioni di tempo, ancora una volta oltre cinque milioni di italiani hanno donato una parte della loro spesa ai poveri e almeno più di centomila italiani si sono presentati nei grandi punti di vendita per aiutare la raccolta, per trasportare le merci, per immagazzinarle al fine poi di distribuirle.

Se questo non è lo spettacolo di un popolo civile, attento e consapevole verso il bisogno dell’altro, si può anche ridiscutere lo stesso concetto di civiltà che è nato da tradizioni secolari.

Il fatto più importante da sottolineare resta sempre quello di un doppio stupore: il primo è quello di una mobilitazione spontanea, che diventa incredibilmente ordinata ed efficiente; il secondo è la portata economica e sociale che il Banco Alimentare ha innescato nella società italiana. Può anche fare poco effetto il controvalore (decine di milioni di euro) della merce destinata alla popolazione più disagiata.

Ma certo, dopo anni di attività, viene attestato da economisti e da grandi uomini di finanza che il meccanismo della raccolta nella Giornata della Colletta e quello stesso che il Banco Alimentare mette in atto per tutto l’anno, sono da “premio Nobel”, come dice un grande economista, Luigi Campiglio. Oppure hanno aspetti e criteri di efficienza e razionalità che sono da primato in fatto di imprenditorialità, come ha dichiarato l’amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera.

Alla fine, di fronte a una cultura scettica dominante, emerge sempre lo stupore complessivo di come il cuore dell’uomo sappia cogliere e rispondere, con semplicità e spontaneità, ai bisogni più urgenti.

Non è solo questo l’aspetto prevalente che si coglie nell’attività del Banco Alimentare e della Giornata della Colletta. C’è in più la coincidenza di una partecipazione singola e collettiva degna di un grande racconto o di milioni di storie personali, tutte differenti, tutte incredibili da vedere.

Il problema non è di latitudine, perché nel Materano, le condizioni meteorologiche e di viabilità erano ancora peggiori. E lì c’è voluto tutto il sacrificio personale e corale di andare a recuperare quello che è stato raccolto nei punti più disagevoli della zona.

Ma per cogliere lo spirito dell’iniziativa bastava guardare al di fuori di un grande supermercato della cintura milanese e vedere come anziani pensionati portavano spontaneamente interi carrelli di merce in dono, riservandosi per loro la spesa consueta del weekend.

Bastava alla fine ascoltare i brevi colloqui tra i donatori e i volontari: «Questo è il mio pacchetto, ma come posso fare per rendermi ancora più utile? Posso venire anch’io a darvi una mano?» È come se si formasse una sorta di “contagio” benefico, come se l’esempio e il dono si unissero per raggiungere un traguardo più ampio. Si assiste di nuovo all’aspetto più bello, cioè al fatto che fare del bene agli altri, coinvolge al punto che fa stare bene anche l’autore del dono.

Le storie dei singoli, segnalate per cronaca, riempiono ogni anno lo “spettacolo della carità”. Impossibile segnalarli tutti, ricordali tutti. Vale la pena di ricordare ancora, come cadano in questa giornata tutte le differenze culturali e religiose, sociali e politiche.

Se in tutti i mesi dell’anno puoi guardare, talvolta, quasi con sopportazione gli immigrati, gli extracomunitari che fanno parte ormai di ogni grande città o provincia italiana, nella Giornata della Colletta, ti accorgi che la carità alla fine sembra la strada migliore per un momento di autentica integrazione.

Come a Pisa, dove dieci nordafricani islamici e ospitati in un dormitorio pubblico hanno fatto per tutta la giornata i volontari, o come a Milano dove un gruppo di ragazzi - anche loro musulmani - hanno aiutato i volontari a inscatolare quanto raccolto.

O come Mario, egiziano con un piccolo negozio di pizzeria e kebab a Milano, che sabato ha dedicato due ore alla Colletta, anche se, preso tra mille difficoltà, non chiude quasi mai il suo negozio. E' da poco riuscito a portare in Italia sua moglie e i suoi tre figli, così prova a tirare avanti la famiglia e la sua impresa, cercando l'asilo per i due piccolini, di seguire la maggiore nei compiti e di insegnare alla moglie un po' di italiano. È un cristiano, con la pelle scura, insomma quanto basta per farsi guardare con diffidenza dai connazionali e dagli italiani. Eppure quelle due ore di lavoro (in cui avrà perso qualche cliente) gli "sono sembrate volare".

«Sai - ha detto al volontario che lo aveva invitato a venire, mentre preparava le scatole con una velocità e una cura impressionanti - sono contento di essere qui, oggi è il compleanno di mia moglie, ma so che anche lei è contenta: è giusto dare una mano a chi fa fatica, e poi volevo conoscere i tuoi amici». Poche parole, e tanto lavoro per Mario, sabato come ogni giorno. Fuori piove e ci sono le pizze da consegnare in motorino. Ma con un sorriso in più, e la consapevolezza di non essere soli.

lunedì, novembre 24, 2008

RdRock Presenta Francesco D'Acri Live

Ciao a tutti,
Vi scrivo per darvi conto di un nuovo evento firmato RdRock.
Si tratta del concerto del Cantautore Frank D'Acri (http://www.myspace.com/frankdacri)che si svolgerà presso il Locale Legend 54 a Milano.
La serata in chiave rigorosamente acustica sarà aperta dai "Coil Spring" (http://coilspring.blog.virginradioitaly.it/)che cominceranno a suonare subito dopo l'"Happy Hour", e a seguito salirà sul Palco Frank che eseguirà i suoi brani in chiave acustica.
Il legend 54 (http://www.legend54.com)è a Milano Vle Enrico Fermi 2/6 MIlano (Milano -Meda Zona Maciacchini) angolo via Sbarbaro (posta@legend54.com tel. 02 64084704 - 02 69901251)

Buon Ascolto... e Buon Happy Hour