mercoledì, giugno 12, 2013

"Lo scrigno della Democrazia" Spettacolo Teatrale classi 5° di Cireggio di Omegna

"Siamo Convinti che non si può vivere il presente senza una profonda memoria e la condivisione delle radici storiche" Inizia con questa bellissima intenzione lo spettacolo interpretato dagli studenti delle classi 5° della scuola primaria di Cireggio e diretto dall'instancabile e bravissima Silvia Poletti (con cui i ragazzi hanno fatto lezione di teatro durante l'anno scolastico). La Democrazia è stata una conquista faticosa nella nostra storia, i ragazzi lo sanno bene, lo hanno studiato nel corso di questi cinque anni, ma nello stesso tempo "Democrazia" è un concetto difficile da comprendere fino in fondo, bisogna farne esperienza.
L'esperienza comincia quando essi vengono in possesso del "telecomando dello schermo della storia".
E' proprio attraverso il telecomando che i piccoli attori hanno condotto il numeroso pubblico accorso al teatro parrocchiale di Cireggio, alla scoperta alcuni particolari periodi della storia, dove sono accaduti degli avvenimenti importanti per la costruzione della democrazia.
La prima "diapositiva" ci conduce alla cacciata di Tarquinio il Superbo che accusato dal popolo di aver ucciso Servio Tullio ed averlo ridotto in schiavitù, accompagnato dal suo littore personale, si carica in spalla il fagotto e si allontana da Roma .. è la conquista dei primi diritti.
E' tutto chiaro a questi ragazzi? Insomma, mica tanto...
Allora si cambia canale e si assiste ad un altro avvenimento... ancora un po più indietro nel tempo.
Ci troviamo qualche anno indietro, proprio all'epoca di Servio Tullio, che convoca il senato per "rimpinguare" le file dell'esercito, e nella cui seduta vengono riconosciuti anche i diritti dei "senza terreno".
Ma non ci si ferma qui, un altro salto temporale, ed arriviamo alla "Rivolta dei plebei", che si rifiutano di lottare per Roma e si ritirano sull'Aventino.
Assistiamo qui al discorso del console Agrippa che narra un apologo sulla necessità che le membra (cioè i plebei), cooperino con lo stomaco (i patrizi), per evitare di arrecare danno a tutto il corpo, ma i plebei non sono disposti a farsi convincere facilmente, e tornano a Roma, solo dopo aver ottenuto importanti diritti.
Tra i veloci sketch non manca anche un simpatico cenno allo sport, che se ben fatto è anch'esso educazione alla democrazia, intermezzo simpatico che ha strappato non poche risate, alla platea
Il corso della storia è inarrestabile e nessuno ha certo intenzione di fermarlo... pochi istanti e ci troviamo dinnanzi a Tiberio Gracco che, ascoltate le lamentele dei plebei al grido di "abbiamo fame", annuncia la sua riforma agraria, ma che viene condannato a morte dai proprietari terreni. "
..Ma lo uccidono davvero?" è la domanda di uno degli attori
"e certo !! ... ma la sua riforma viene portata aventi dal fratello Caio"
Anche Caio, fu poi ostacolato dai senatori, che venivano per giustiziarlo, preferì essere ucciso da un suo schiavo..
"Ma che tragedia, mi vien da piangere.."
"Ma come sei emotiva, è la storia! ve lo continuiamo a ripetere che la democrazia è passata da queste conquiste".
Un nuovo salto nella storia, questa volta siamo più vicini ai nostri giorni, è il periodo della lotta partigiana, a ricordare la storia di Filippo Maria Beltrami
Egli, rifiutata la chiamata alle armi e rifugiatosi nella villa di Cireggio, su esortazione di un gruppo di militari sfuggiti all'esercito tedesco, da vita alla resistenza, costituendo una formazione partigiana di duecento uomini in Valle Strona.
"Siamo pronti a lottare per la libertà, siamo pronti a sacrificare anche la vita",
la resistenza diventa sempre più una spina nel fianco per l'esercito tedesco, tanto che il nemico offre loro un salvacondotto in cambio dell'abbandono della lotta, che Beltrami respinge.
In seguito a questa decisione i tedeschi attaccano durante la battaglia di Megolo e i partigiani soccombono al numero degli avversari, una volta esaurite tutte le munizioni.
Il capitano Beltrami fu un esempio per tutti i combattenti della resistenza.
"il capitano non c'è più, ma l'idea di libertà e la ricerca della democrazia risorgono più forti di prima".
Adesso è proprio evidente, la democrazia è stata una conquista grandissima, ed è costata tantissimo anche in termini di vite umane, ed è un valore che non può essere sprecato.
Lo spettacolo nel contesto è stato avvincente e coinvolgente, tanto che in tutti noi alla fine è rimasta la nemmeno tanto celata voglia di poterlo rivedere ancora una volta.
A fare da splendido accompagnamento allo spettacolo le canzoni di Giorgio Gaber, in particolare "Libertà"

Un ringraziamento particolare viene spontaneo, a chi ha saputo con dedizione coraggio e passione accompagnare questi ragazzi nel percorso scolastico, e lo ha fatto diventare (cosa che succede ahimè sempre meno spesso) un percorso straordinario, fatto di continue scoperte e ricco di desiderio...
un GRAZIE a maestra Bianca e maestra Enza, ma senza dimenticare tutti gli insegnanti che in questi cinque anni si sono messi in gioco perché questi bambini potessero crescere.

Libertà
(Giorgio Gaber)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
fa l'amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un'opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l'entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un'invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

1 commento:

Anonimo ha detto...

bravissimo