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mercoledì, giugno 12, 2013

Fiori di Stecco - di Isabella Maulini Zanni

ho appena finito di leggerlo, una storia vera, praticamente la cronaca di una famiglia durante la seconda guerra mondiale, uno scorcio di realtà impressionante, a cavallo tra il Lago D'orta e le montagne.
Periodo nefasto dove la realtà non fa sconti ai protagonisti, che tuttavia, nonostante le condizioni avverse non perdono mai l'idea di famiglia, dove la famiglia, tenuta insieme dalla Nonna, diventa l'unico approdo sicuro in mezzo alla tempesta degli eventi.
La storia racconta della vita di due fratelli, Guerrino e Ferdinando. Cognomi diversi perché non hanno avuto lo stesso padre. Le difficoltà ambientali e sociali del periodo compreso fra la nascita di Guerrino - il maggiore - e la morte di Ferdinando (1916-1944). La guerra e l'ideale di libertà che li hanno privati della vita: Guerrino è deceduto in Albania a 25 anni, Ferdinando è deceduto nell'Ossola, a 19 anni incrociando il suo destino con quello della resistenza partigiana, al comando del capitano Filippo Maria Beltrami

Un libro che non nasconde nulla, che racconta senza alcuno sconto la sofferenza di una vita vissuta in condizioni davvero difficili, 
C'è una frase che compare spesso di fronte alle mille vicissitudini, "come Dio Vuole", a testimonianza di una fede incrollabile, che ben lungi dall'essere un sentimentalismo, diventa una compagna insostituibile
perchè la vita possa essere vissuta.

Edito da Youcanprint, è disponibile su moltissini canali di vendita Online
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/fiori-stecco-zanni.html#.UbjEVtDu_Bo.gmail

Buona lettura

"Lo scrigno della Democrazia" Spettacolo Teatrale classi 5° di Cireggio di Omegna

"Siamo Convinti che non si può vivere il presente senza una profonda memoria e la condivisione delle radici storiche" Inizia con questa bellissima intenzione lo spettacolo interpretato dagli studenti delle classi 5° della scuola primaria di Cireggio e diretto dall'instancabile e bravissima Silvia Poletti (con cui i ragazzi hanno fatto lezione di teatro durante l'anno scolastico). La Democrazia è stata una conquista faticosa nella nostra storia, i ragazzi lo sanno bene, lo hanno studiato nel corso di questi cinque anni, ma nello stesso tempo "Democrazia" è un concetto difficile da comprendere fino in fondo, bisogna farne esperienza.
L'esperienza comincia quando essi vengono in possesso del "telecomando dello schermo della storia".
E' proprio attraverso il telecomando che i piccoli attori hanno condotto il numeroso pubblico accorso al teatro parrocchiale di Cireggio, alla scoperta alcuni particolari periodi della storia, dove sono accaduti degli avvenimenti importanti per la costruzione della democrazia.
La prima "diapositiva" ci conduce alla cacciata di Tarquinio il Superbo che accusato dal popolo di aver ucciso Servio Tullio ed averlo ridotto in schiavitù, accompagnato dal suo littore personale, si carica in spalla il fagotto e si allontana da Roma .. è la conquista dei primi diritti.
E' tutto chiaro a questi ragazzi? Insomma, mica tanto...
Allora si cambia canale e si assiste ad un altro avvenimento... ancora un po più indietro nel tempo.
Ci troviamo qualche anno indietro, proprio all'epoca di Servio Tullio, che convoca il senato per "rimpinguare" le file dell'esercito, e nella cui seduta vengono riconosciuti anche i diritti dei "senza terreno".
Ma non ci si ferma qui, un altro salto temporale, ed arriviamo alla "Rivolta dei plebei", che si rifiutano di lottare per Roma e si ritirano sull'Aventino.
Assistiamo qui al discorso del console Agrippa che narra un apologo sulla necessità che le membra (cioè i plebei), cooperino con lo stomaco (i patrizi), per evitare di arrecare danno a tutto il corpo, ma i plebei non sono disposti a farsi convincere facilmente, e tornano a Roma, solo dopo aver ottenuto importanti diritti.
Tra i veloci sketch non manca anche un simpatico cenno allo sport, che se ben fatto è anch'esso educazione alla democrazia, intermezzo simpatico che ha strappato non poche risate, alla platea
Il corso della storia è inarrestabile e nessuno ha certo intenzione di fermarlo... pochi istanti e ci troviamo dinnanzi a Tiberio Gracco che, ascoltate le lamentele dei plebei al grido di "abbiamo fame", annuncia la sua riforma agraria, ma che viene condannato a morte dai proprietari terreni. "
..Ma lo uccidono davvero?" è la domanda di uno degli attori
"e certo !! ... ma la sua riforma viene portata aventi dal fratello Caio"
Anche Caio, fu poi ostacolato dai senatori, che venivano per giustiziarlo, preferì essere ucciso da un suo schiavo..
"Ma che tragedia, mi vien da piangere.."
"Ma come sei emotiva, è la storia! ve lo continuiamo a ripetere che la democrazia è passata da queste conquiste".
Un nuovo salto nella storia, questa volta siamo più vicini ai nostri giorni, è il periodo della lotta partigiana, a ricordare la storia di Filippo Maria Beltrami
Egli, rifiutata la chiamata alle armi e rifugiatosi nella villa di Cireggio, su esortazione di un gruppo di militari sfuggiti all'esercito tedesco, da vita alla resistenza, costituendo una formazione partigiana di duecento uomini in Valle Strona.
"Siamo pronti a lottare per la libertà, siamo pronti a sacrificare anche la vita",
la resistenza diventa sempre più una spina nel fianco per l'esercito tedesco, tanto che il nemico offre loro un salvacondotto in cambio dell'abbandono della lotta, che Beltrami respinge.
In seguito a questa decisione i tedeschi attaccano durante la battaglia di Megolo e i partigiani soccombono al numero degli avversari, una volta esaurite tutte le munizioni.
Il capitano Beltrami fu un esempio per tutti i combattenti della resistenza.
"il capitano non c'è più, ma l'idea di libertà e la ricerca della democrazia risorgono più forti di prima".
Adesso è proprio evidente, la democrazia è stata una conquista grandissima, ed è costata tantissimo anche in termini di vite umane, ed è un valore che non può essere sprecato.
Lo spettacolo nel contesto è stato avvincente e coinvolgente, tanto che in tutti noi alla fine è rimasta la nemmeno tanto celata voglia di poterlo rivedere ancora una volta.
A fare da splendido accompagnamento allo spettacolo le canzoni di Giorgio Gaber, in particolare "Libertà"

Un ringraziamento particolare viene spontaneo, a chi ha saputo con dedizione coraggio e passione accompagnare questi ragazzi nel percorso scolastico, e lo ha fatto diventare (cosa che succede ahimè sempre meno spesso) un percorso straordinario, fatto di continue scoperte e ricco di desiderio...
un GRAZIE a maestra Bianca e maestra Enza, ma senza dimenticare tutti gli insegnanti che in questi cinque anni si sono messi in gioco perché questi bambini potessero crescere.

Libertà
(Giorgio Gaber)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
fa l'amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un'opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l'entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un'invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

giovedì, febbraio 21, 2013

Il messaggio (racconto di Daniele Bottoni)

Ecco qui uno dei miei racconti.
Un luogo immaginario, un periodo indefinito della storia, con accanto un amico.

Il racconto è dedicato ad Antonio Lodi (16/12/1960 - 18/01/2004)

mercoledì, ottobre 20, 2010

Scuola di Informatica

Carissimi amici, mi è capitato recentemente, nella mia estenuante ricerca di lavoro, di imbattermi in un offerta come insegnante di informatica per una sedicente scuola (di cui non farò nomi).

Data la mia formazione come tecnico informatico e la mia esperienza come docente nei corsi di formazione professionale, decido di andare al colloquio in quel di Milano... La cosa mi entusiasma da subito in quanto mi informano che stanno partendo dei corsi proprio qui nel VCO (...e io che ormai mi ero rassegnato a tornare a lavorare proprio nella città della Madonnina!).

Poi, una volta arrivato a casa mi decido a fare una bella ricerca su interent e mi rendo conto che le cose non sono poi così lucenti come mi sono state descritte... cosa confarmata poi da un amica che ha approfondito con dei controlli.

Scopro anche che c'è sotto tutto un sistema di pressione psicologica sugli insegnanti perchè incentivino gli alunni ad iscriversi al corso successivo... corsi in cui si pretende di insegnare l'informatica con 2 ore di lezione ogni 15 giorni e in cui vengono spillati fior fior di quattrini (le cifre si aggirano intorno ai 2500-3000 euro a corso) ...

Questa scoperta mi ha profondamente indignato... Certo, non è che non conosca la bruttura della società in cui viviamo, ... ma se penso a cosa è per me l'informatica, la prima cosa che mi viene in mente è "passione" ... che è, in fondo, il concetto che mi ha accompagnato in tutti i corsi in cui ho insegnato fino ad ora.

Se è assolutamente vero che DEVO trovare un lavoro, è altrettanto vero che non voglio, in alcun modo farlo alle spalle delle persone che venendo ad un corso decidono di fidarsi di me che gli passo delle conoscenze.

Credetemi se vi dico che non vedo l'ora che mi ricontattino per il fatidico "secondo colloquio", per potermi togliere qualche sassolino ...

E' proprio in nome di quella "Passione" che invece ho deciso di mettere a disposizione le mie conoscenze... certo, non posso farlo gratuitamente, ma posso farlo imputando un prezzo "giusto" cioè adeguato alle conoscenze che si imparano.

Da oggi quindi si organizzano "Corsi di Alfabetizzazione informatica", dove insieme potremo Capire, imparare ed addentraeci nello strabiliante mondo del computer !

La sede? Bhe principalmente quella del VCO, dove abito ... ma senza disdegnare alcuna destinazione 

Ecco i miei contatti:

Daniele

Mobile: 3355452562

email: daniele.bottoni@gmail.com

http://omegnatecnici.altervista.org

martedì, novembre 18, 2008

12a GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE

Comunicato Stampa
Sabato 29 novembre 2008
Un semplice gesto di carità: condividere la propria spesa

Sabato 29 novembre si svolgerà in tutta Italia la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare
organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e dalla Compagnia delle Opere Impresa Sociale. Sarà possibile in quell’occasione aiutare concretamente i poveri del nostro Paese che, secondo le ultime rilevazioni Istat (ottobre 2007), sono il 12,9% della popolazione italiana. In oltre 7600 supermercati più di 100.000 volontari, inviteranno le persone a donare alimenti non deperibili – preferibilmente olio, omogeneizzati ed alimenti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati e legumi in scatola - che saranno distribuiti a oltre 1.480.000 indigenti attraverso i più di 8,500 enti convenzionati con la rete Banco Alimentare (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.).
In occasione della “Colletta Alimentare” del 2007 oltre 5 milioni di italiani hanno donato più di 8900 tonnellate di cibo per un valore economico pari a 26.299.000 euro. L'obiettivo di questa edizione della Colletta è quello di sensibilizzare ancora di più le persone a questo gesto di carità e alla condivisione dei bisogni di chi è in difficoltà.
Per introdurre al significato della Colletta Alimentare, viene proposta una frase che sottolinea il valore educativo dell’iniziativa:
La durezza del tempo presente colpisce ormai tutto il nostro popolo. La solitudine e la fragilità dei legami familiari e sociali rendono le persone ancora più povere, in uno scenario economico già allarmante. In questa situazione, il semplice gesto di carità cristiana, che è il condividere la propria spesa con il più povero, è come “accendere un accendino nel buio”. L’estraneità e la paura sono sconfitte, può nascere un’amicizia che rilancia nella realtà col gusto di essere nuovamente protagonisti, sostenendosi nella quotidiana fatica del vivere.
La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è resa possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini e la Società San Vincenzo De Paoli, e gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del patrocinio del Segretariato Sociale della Rai e della Giornata Mondiale dell'Alimentazione.
Per informazioni su quali punti vendita aderiscono all’iniziativa oppure su come dare la propria disponibilità per fare il volontario è possibile chiamare lo 02.896.584.50 oppure visitate il sito www.bancoalimentare.it.
Si ringraziano: Intesa Sanpaolo-Banca Prossima, Fastweb, Aurora, Comieco, FNM
Per ulteriori informazioni: Francesco Lovati cell. 334.64.08.185 ufficiostampa@bancoalimentare.it

martedì, settembre 30, 2008

Un Paese a Sei Corde - Chitarre sul lago d'Orta

L'Associazione Culturale "La Finestra sul Lago" ha presentato

Un Paese a Sei Corde

Chitarre sul lago d'Orta

12 concerti in collaborazione con l'Unione dei Comuni del Cusio 

Con il concerto di Tony McManus di sabato scorso, 27 settembre, si è chiusa l’edizione 2008 di Un Paese a Sei Corde. Una serata speciale, protagonista forse il miglior chitarrista celtico del mondo.

Sul palco, in sala di registrazione o dietro un banco di regia, Tony McManus porta con sé un profondo rispetto per la musica tradizionale. Ovunque lo porti il suo viaggio, possiamo stare sicuri che si tratterà di un percorso affascinante. E non ha certo deluso le aspettative, nella bella cornice della chiesa di S. Albino a Pella. Due ore intense, con un concerto che è un viaggio nella cultura chitarrista mitteleuropea e nord americana.

Dodici concerti articolati su un programma che è durato tre mesi e ha visto impegnati ventitre artisti, con eventi che hanno toccato alcune delle più belle località dei comuni del Cusio. La terza edizione di Un Paese a Sei Corde è stata senza dubbio caratterizzata dall’ottima affluenza di pubblico in tutte le occasioni, segnando una buona maturazione della proposta e del lato organizzativo. La parentesi al femminile ha sicuramente interessato i cultori della chitarra classica e ha sorpreso anche chi segue principalmente i chitarristi acustici. Non resta che scoprire quali saranno le novità per la prossima edizione.

Tutti gli appuntamenti, per tutto il programma della rassegna, sono stati a ingresso gratuito, grazie al patrocinio e al contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Novara (Assessorato alla Cultura), dell’Unione dei Comuni del Cusio e delle Fondazioni Comunità del Novarese ONLUS e Banca Popolare di Novara per il Territorio. Grazie a tutti coloro che ci hanno seguito con costanza e con passione, grazie alle istituzioni che ci hanno sostenuto con i loro contributi e grazie a tutti i collaboratori (giornalisti, fotografi e musicisti) che con grande professionalità ci hanno consigliato sia in corso di progettazione che in corso d'opera.

Se volete ripercorrere a ritroso il cammino di questa rassegna visitate www.unpaeseaseicorde.it, dove ritroverete il programma completo della manifestazione, le foto e le news degli artisti, i link ai loro siti, le immagini, i video e tanto altro.

Arrivederci all'anno prossimo!

sabato, luglio 05, 2008

Omegna - Acroaria - 2008 Coppa del mondo di acrobazia in volo Parapendio e Deltaplano

Siamo giunti all’8a edizione, ed anche quest’anno Omegna sarà la tappa Italiana dell’Acro Word Cup .

Sul lago d’Orta ancora una volta i migliori piloti acrobazia al mondo si contenderanno il trofeo Acroaria sia nella classificaSOLO sia nel SYNCHRO.

Il motto di ACRAORIA è sempre stato “Acrobazia e Fantasia” per questo anche in questa edizioneoltre alla competizione di acrobazia la faranno da padrone altre manifestazioni legate al volo.

Cinque eventi caratterizzeranno ACROARIA 08:

ACROARIA Coppa del Mondo di acrobazia in Volo- Parapendio e Deltaplano
Cosa possiamo dire di una delle manifestazioni più conosciute al mondo di acrobazia?
Presenti tutti i migliori piloti al mondo di ACROBAZIA, gara FAI ct. 2, valevole come punteggio Acro-Word Cup. Gara sia SOLO che Syncro

ACROARIA SHOW
Il volo oltre ogni “limite”, manifestazione di una sola manche dove i piloti sono ”liberi” di esprimersi non ponendo limiti alla propria fantasia…. Si può sconfiggere la forza di gravita? Vedendo le acrobazie di questi piloti sembrerebbedi si!!!

Per i più piccini…..e non…
dopo l’enorme successo della scorsa edizione circa 1.000 aquiloni costruiti ….

2° AQUILONI IN PIAZZA
Il successo della scorsa edizione con il traino di un treno di aquiloni sul lago ci spinge anche quest’anno a riproporre l’evento con un’attenzione sempre più marcata verso i bambini.
Infatti Aquiloni in piazza darà la possibilità a tutti di costruirsi il proprio aquilone, con che cosa? Solo ed esclusivamente con la busta della spesa o il bistrattato sacco dei rifiuti….faremo volare anche loro…

4° FLY FILM FESTIVAL
Ancora la FANTASIA IN GIOCO…. Con la rassegna di filmati del volo e della montagna.
Visione al pubblico nel tendone “cinema” tutte le sere.

PROGRAMMA provvisorio

GIOVEDI’ 14 AGOSTO
Ore 9.00

Apertura tendone ristoro
Ore 15.00 - 19.00
Selezione piloti partecipanti alla gara
1 giornata COPPA DEL MONDO DI ACROBAZIA Manche SOLO
Voli con atterraggi sulla zattera
Ore 20,00
cena al tendone ristoro.
Serata con musica dal vivo

VENERDI’ 15 AGOSTO
Ore 9.00

apertura tendone ristoro
Ore 11-19
2° giornata COPPA DEL MONDO DI ACROBAZIA I
N VOLO
AQUILONI IN PIAZZA -
Voli con atterraggi sulla zattera
Ore 20,00
cena al tendone ristoro.
Serata con musica dal vivo

SABATO 16 AGOSTO
Ore 9.00
apertura tendone ristoro
Ore 11-19
3° giornata COPPA DEL MONDO DI ACROBAZIA IN VOLO
Voli con atterraggi sulla zattera
AQUILONI IN PIAZZA
ESIBIZIONE TRENO DI ACQUILONI AL TRAINO
Ore 20,00

cena al tendone ristoro.
Serata con musica dal vivo

DOMENICA 17 AGOSTO
Ore 9.00

apertura tendone ristoro
Ore 11-18
4° giornata COPPA DEL MONDO DI ACROBAZIA IN VOLO – finali
ACRO-SCHOW
AQUILONI IN PIAZZA

ESIBIZIONE TRENO DI ACQUILONI AL TRAINO
Voli con atterraggi sulla zattera
Ore 19.00
premiazione
Ore 20,00
Cena al tendone ristoro
Serata con musica dal vivo

LUNEDI' 18 e MARTEDI 19 AGOSTO
Tutto il Team ACROARIA e parte dei piloti si trasferiranno a Torino sul lago di Aviglina per l'effettuazione dei test-Event dei WAG World Air Game che si terranno a Torino il prossimo anno.
Un altro evento da non perdersi.....

Associazione Sportiva VOGLIA DI VOLO
28887 Omegna (VB) Italy
Via F.lli di Dio n°89
Tel./Fax. +39.323.866120
Cell. 339.8408583

lunedì, giugno 30, 2008

Un Paese a Sei Corde - Chitarre sul lago d'Orta

Chitarre sul lago d'Orta
12 concerti in collaborazione con l'Unione dei Comuni del Cusio

Ultimo appuntamento per la prima fase di Un Paese a Sei corde, che ripartirà poi alla fine di agosto con un¹altra serie di concerti di eccellente livello. Ma sabato 5 luglio, presso la Sala Polivalente di Pogno, da non perdere l¹esibizione del Wine&Guitar Clan.
Dario Fornara con Alex di Reto - Giulio Redaelli - Gabriele Posenato - Paolo Adami - ospite Francesco Biraghi
Non solo musica. Un concerto per un'iniziativa benefica, attiva ormai da diversi anni, per sostenere la casa famiglia dei Salesiani di Bacau, in Romania, impegnati nel recupero dei bambini che vivono sulla strada. Vino, ottima musica e solidarietà: da non perdere!
Come racconta sempre Gabriele Posenato nei suoi concerti, tutto è cominciato una sera di novembre del 2002. Paolo Adami, il suo fido violinista, che fa anche l'animatore salesiano, quell'estate era andato a lavorare in una missione a Bacau in Romania, dove un suo amico sacerdote era stato mandato per il recupero dei bambini di strada. Quella sera, finite le prove, raccontò della sua esperienza e chiese cosa si potesse fare per dare una mano. Di fatto è bastato unire il lavoro di Gabriele, il vino, e la sua grande passione, la chitarra, per cercare di raccogliere fondi con dei concerti dove il pubblico, invece di pagare un biglietto, potesse acquistare delle bottiglie di vino offerte da cantine coinvolte nell'iniziativa. Il ricavato, ovviamente, in beneficenza. Coinvolto subito anche Reno Brandoni, "papà" di fingerpicking.net, che ideò il logo e fece stampare delle magliette che sono diventate un oggetto di culto tra i navigatori del sito. E' davvero stupefacente cosa si possa combinare, semplicemente, con una chitarra tra le mani, una buona bottiglia di vino sulla tavola e un po' di voglia di fare.

E inoltre:

VENERDI¹ 4 LUGLIO
Con il patrocinio dell'Assessorato al Turismo della Provincia di Novara, ³Crociera con concerto sul Lago D'Orta² con partenza e ritorno a San Filiberto (Pella) alle 21.30.
Protagonisti due chitarristi "d'assalto" Valter Tessaris e Ray Heffernan
VENERDI¹ 4 E SABATO 5 LUGLIO
Performance dei writer Paik One e Psiko a Pogno, "Il paese dei muri dipinti": realizzazione di un murales su due pareti esterne della Sala Polivalente sul tema della rassegna
DA MARTEDI¹ 1 A DOMENICA 6 LUGLIO
Spazio Ascolto a Orta nel Palazzotto dell'Università della Riviera, in Piazza Motta.
Tutti i giorni dalle 16 alle 20, l'etichetta discografica fingerpicking.net curerà uno spazio di ascolto delle sue produzioni e un mini-palco sul quale si esibiranno alcuni degli artisti dell¹etichetta.

Tutti gli appuntamenti, per tutto il programma della rassegna, sono a ingresso gratuito, grazie al patrocinio e al contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Novara (Assessorato alla Cultura), dell¹Unione dei Comuni del Cusio e delle Fondazioni Comunità del Novarese ONLUS e Banca Popolare di Novara per il Territorio.

Per informazioni: Lidia 328.4732653, Domenico 347.4683319, oppure visitate www.unpaeseaseicorde.it dove troverete il programma completo della manifestazione, le foto e le news degli artisti, i link ai loro siti, le immagini delle scorse edizioni e tanto altro.

domenica, giugno 22, 2008

Un Paese a Sei Corde - Chitarre sul lago d'Orta

A Ciao a tutti,
Pubblico questo post per segnalarvi gli altri appuntamenti dell' iniziativa" Chitarre sul lago d'Orta".

Ancora grande musica per Un Paese a Sei Corde, che raddoppia l’appuntamento per il prossimo week-end con due serate e due coppie di artisti di livello assoluto.

Venerdì 27 giugno si esibiranno a Orta, nel giardino del Municipio, Giancarlo Schinina e Joe Valeriano, con apertura della serata di Vladimiro Canato, vincitore lo scorso anno del contest indetto dall’associazione La Finestra sul Lago.

Sabato 28, invece, nel cortile della Casa Medioevale di Pettenasco sarà la volta di Enrico Negro e Claudio Farinone.

Giancarlo Schinina cantante, chitarrista di talento e leader della Level Blues Band, è uno dei pochi bluesman di casa nostra capaci di catturare l’essenza della musica afroamericana senza risultare una sterile copia dei maestri d’oltreoceano. Uno dei più seri e longevi bluesmen italiani

Joe Valeriano Esponente di punta del rock-blues italiano, è considerato uno dei migliori chitarristi blues nostrani. La sua quasi trentennale attività musicale indica senza alcun dubbio la sua grande passione per il rock e blues, ed è supportato dal consenso del pubblico che è presente nei suoi concerti, dalle numerose manifestazioni di stima ed affetto nei suoi confronti.

Enrico Negro nel 1997 entra a far parte del gruppo Tendachent (erede della storica Ciapa Rusa), con cui svolge un'intensa attività concertistica in tutta Europa e pubblica un Cd dal titolo "Ori Pari" (ed. Folkclub-Ethnosuoni 2000), nello stesso anno è chiamato nelle fila dell'ensemble "Le Vijà" (Le Veglie), gruppo la cui creazione è stata espressamente commissionata dalla Regione Piemonte con il preciso intento di rappresentare la cultura piemontese nel mondo. Dal 1998 ricopre il ruolo di chitarrista nello spettacolo, sul tema della Via Francigena, "Il Viaggio di Sigerico"; in cui la Banda Osiris, che firma la regia dello spettacolo, guida un manipolo di musicisti italiani, francesi, inglesi e spagnoli riuniti a formare la prima Orchestra Europea di Musica Tradizionale. Nel 1999 prende parte al progetto transfrontaliero "Dona Bela" con il cantante provenzale Renat Sette ed il ghirondista Maurizio Martinotti. Nel 2000 lavora alla realizzazione dello spettacolo "Canti dalle Terre del Riso", prodotto dal Comune di Vercelli e dall'Ass. Culturale Ethnosuoni. Ha pubblicato nel 2005 “Rosso Rubino”, il suo primo disco come solista di chitarra acustica, accolto con favore da critica e pubblico.

Claudio Farinone è diplomato in chitarra al Conservatorio di Musica G.B. Martini di Bologna sotto la guida di Maurizio Colonna, tra le maggiori figure del concertismo classico internazionale. Fa parte del Quartetto di chitarre Torres, formazione cameristica che si occupa della divulgazione della musica per quartetto di chitarre attraverso brani originali e personali trascrizioni. Nel 2007 ha preso parte ad un progetto basato sull’interazione tra poesia e musica con l’attore David Riondino e il violoncellista Paolo Damiani su testi del poeta italiano Ernesto Ragazzoni. Oltre ad una ventennale esperienza didattica come docente di chitarra e musica da camera, è fondatore e direttore artistico dell’etichetta discografica KLE con la quale ha pubblicato i suoi lavori. E’ conduttore radiofonico alla Rete 2, canale culturale della Radio Svizzera Italiana.

Le serate, come tutte le altre in programma nella rassegna, sono a ingresso gratuito, grazie al patrocinio e al contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Novara, dell’Unione dei Comuni del Cusio e delle Fondazioni Comunità del Novarese ONLUS e della Banca Popolare di Novara per il Territorio.

Per informazioni ulteriori informazioni: Lidia 328.4732653, Domenico 347.4683319, oppure visitate su internet il sito www.unpaeseaseicorde.it, dove troverete il programma completo della manifestazione, le foto e le news degli artisti, i link ai loro siti e le foto dei concerti delle scorse edizioni e tanto altro.


mercoledì, giugno 04, 2008

Un Paese a Sei Corde - Concerto di Riccardo Zappa

Ciao a tutti, Nonostante il tempo continui ad essere inclemente, il lago d'Orta ha aperto in grande stile la sua estate all'insegna della musica. Tante sono le iniziative che stanno partendo in questo periodo.
Una tra queste che merita sicuramente una grande diffusuine è quella organizzata dall'associazione Culturale "La Finestra Sul Lago". La rassegna, dal titolo "Un paese a sei Corde", giunta ormai alla terza edizione, propone un interessante percorso musicale e artistico, tutto incentrato sull'espressività della musica per chitarra acustica. La rassegna vede tra i suoi ospiti numerosi chitarristi fingerstyle e flatpicking in grado di interpretare e rielaborare in maniera originale brani famosi tradizionali e moderni dando vita ad una produzione originale ed eterogenea.
Di Grande rilievo in questo contesto è il concerto del noto chitarrista Riccardo Zappa (uno tra i migliori chitarristi acustici Italiani) che si svolgerà sabato 7 Giugno nella Chiesa Parrocchiale di Alzo di Pella.
Per maggiori informazioni sia sul concerto che su tutta la manifestazione vi rimando al sito dell'evento www.unpaeseaseicorde.it
e al sito dell'associazione che gli ha dato vita www.lafinestrasullago.com
Buon Ascolto a Tutti !

mercoledì, aprile 30, 2008

Grande Blues ad Omegna con la Treves Blues Band

Ciao a tutti,
Eccovi un bellissimo commento di Fabio Treves Leader della Treves Blues Band che è intervenuto direttamente sul Blog a commentare l'imminente concerto del 12 Giugno a Omegna
"Eccomi qua carissimi amici della buona musica..Anche per quest'anno tanti concerti per farci incontrare il grande pubblico del BLUES..Il 2008 poi si sta confermando anno di grandi eventi..
Il 23 maggio uscirà in tutta Italia il nostro doppio LIVE, il secondo nella storia della band, con i brani che hanno fatto un pò la storia del gruppo..Non voglio svelare niente, per non togliere il gusto della sorpresa, ma credetemi, siamo tutti emozionati, è un bel lavoro davvero e poi, lo sanno tutti, la TREVES BLUES BAND è una realtà musicale che rende molto, ma molto di più dal vivo...perchè amiamo suonare davvero, amiamo sudare sul palco per dare tutto il meglio alla nostra gente, come ci hanno insegnato i grandi padri del BLUES!
Il pubblico è la nostra forza, e nonostante gli anni, le fatiche, le mode che cambiano e i media che danno poco spazio al BLUES, noi siamo sempre più innamorati di quesa musica, e come noi migliaia di giovani che proprio non ne possono più di musica omologata, fatta per omologare e rimbambire..
e il BLUES è la nostra risposta contro il logorio della vita moderna, contro la filosofia dello sballo del sabato sera, contro la TV spazzatura, contro la musica usa e getta...Noi siamo naturali, ruspanti e semplici...allora siamo dei polli?Scherzi a parte vi invito tutti al concerto di Omegna, lì potrete conoscere, se non lo avete mai fatto, la musica della TBB, lì potremo riabbracciarci, sulle note della musica più bella del mondo....
E speriamo di avere già qualche copia del Cd LIVE 2008....
Avanti grande popolo del BLUES!
Blues alle masse, e perchè no,anche alle massaie!
Vi voglio bene

Fabio Treves

La Treves Blues Band sarà al Forum di Omegna il 12 Giugno
Per maggiori Info e per conoscere le altre date dei concerti vi rimando al sito della TBB http://www.trevesbluesband.com/


giovedì, aprile 24, 2008

Luoghi Della Fede:Il Getsemani (Casale Corte Cerro)

Ciao a Tutti, Riporto questo post cosi come è pubblicato sul sito dell' Ecomuseo del lago D'orta e Mottarone
il Getsemani, Sorge in un`ampia radura sulle pendici del Cerano, monte che sovrasta il paese di Casale Corte Cerro, un santuario per ricordare l`agonia sofferta da Gesù prima della sua condanna e crocifissione, affiancato da una casa per corsi di esercizi spirituali e per la formazione dei giovani alla vita pubblica.

Il complesso, costruito negli anni `50 per l`intenzione e l`impegno di Luigi Gedda, su progetto dell`architetto Ildo Avetta e con la grande collaborazione dei Casalesi e della Società Operaia del Getsemani, è arricchito con creazioni d`arte di varia specializzazione e soggetto, ma conseguiti allo scopo di illuminare con la fede e l`arte di oggi quella notte di angoscia, affinché fosse visibile che la chiesa del ventesimo secolo è presente con il meglio di sé accanto a Gesù, per confortare il dolore, la solitudine e afferrare l`esempio.
Accessibile da una Via Crucis lastricata in conci di granito e posta in un ambiente verde suggestivo e silenzioso, un tempo percorribile con molta perizia solo dalle `500, e da una caratteristica funicolare che ha trasportato migliaia di fedeli, il Getsemani ha avuto il suo massiccio sviluppo fino agli anni `70, quando il pittore Théodore Strawinsky, figlio del musicista, dipinse sulla parete esterna dell`abside della chiesa una grande pittura murale (172 mq) rappresentante la storia della Salvezza, dall`Annunciazione alla Pentecoste.
La manica retta, dove si trovano attualmente la sala di soggiorno, la biblioteca, la sala da pranzo e le cucine, rivela un disegno ancora anni `30, con l`utilizzo di paramenti in granito, il tetto monofalda e la perlinatura dell`ultimo piano, a richiamare un`idea di architettura montana tipica degli anni subito precedenti la seconda guerra mondiale e in auge fino ai primi anni `60.
Nella prospiciente manica curva si trovano le camere da letto e i servizi igienici collettivi.
Questa manica si sviluppa ad anfiteatro verso la valle, con un disegno a gradoni che permette di avere per ogni camera un piccolo terrazzo assolutamente invisibile dal resto dell`edificio.
Qui è più chiara l`impronta moderna della costruzione, con l`utilizzo dei divisori in vetrocemento tra terrazzo e terrazzo e la copertura piana coronata da una pensilina in calcestruzzo armato, dal disegno futurista.
All`incrocio delle due maniche si innesta il corpo della chiesa-cripta, un piccolo gioiello in cui la struttura architettonica racchiude una vera ricchezza di materiali e manufatti.
Difficoltà di accesso e di adeguamento alle moderne esigenze del vivere collettivo hanno portato, intorno agli anni 2000, alla completa chiusura della struttura.
Attualmente è allo studio una strada di accesso al Getsemani, onde poter compiere la necessaria e inderogabile manutenzione e - con modalità da studiare - la sua trasformazione in nuovo e vitale organismo.
L`Opera Pia Francesca Colleoni de Maestri di Castano Primo, attuale proprietaria ha già provveduto alla completa sistemazione della casa alla base della Via Crucis e del piazzale antistante, oltre alla completa manutenzione del parco ricco di molte essenze caducifoglie e resinose. Obbiettivo immediato e percorribile è il ripristino della Via Crucis che insieme è anche il percorso di accesso al parco; la sistemazione e fruibilità degli spazi esterni alla struttura, quali il giardino all`italiana, i percorsi alla Cappelletta di Lourdes, all`anfiteatro e alla grande statua dell`Angelo, il ripristino della Memoria dello Spirito Santo,curiosa e avveniristica cappella decorata dal Leoncillo, il riallestimento del percorso tra alcuni reperti archeologici e della salita alla croce metallica, opera dello scultore Francesco Messina originariamente destinata quale complemento alla grande statua di S. Caterina posta nei pressi di Castel Sant`Angelo in Roma, tutti elementi di grande interesse. Contemporaneamente, si sta valutando l`apertura programmata della chiesa e della cripta e la possibilità di accedere allo splendido terrazzo, all`insegna di un uso silenzioso e meditativo delle bellezze panoramiche e naturalistiche.
La chiesa e la sottostante cripta, intatte, perfettamente e gelosamente conservate contengono mirabili esemplari di arte moderna, fruibili in un organico sistema liturgico: la statua marmorea del Cristo Agonizzante, in granito bianco e nero, il cui viso viene scolpito nel marmo bianco, e ai cui piedi un rivestimento di marmo rosso dei Pirenei richiama alla mente il dramma dell`imminente crocifissione, il luminoso mosaico parietale dove l`Assunta è circondata da figure vescovili, tutte riconoscibili tra quelli del tempo, i pavimenti ceramici raffiguranti uno stilizzato e rigoglioso Giardino dell`Eden opera di Coltellini, già autore della Via Crucis e le vetrate parietali, policrome e debitrici dell`esperienza cubista di tema Mariano nella Chiesa, e legate al tradimento di Giuda nella cripta, il tabernacolo e le lampade inserite in anfore romane.
Esternamente, la grandiosa pittura murale di Strawinsky accoglie il visitatore con il suo ritmo composto e silenzioso.

martedì, aprile 15, 2008

Escursione: Alpe Quaggione

LOCALITA’: Alpe Quaggione (1200 m.)

DISLIVELLO: 1200 mt.
TEMPO DI SALITA: 3.30 ore
DIFFICOLTA’ : Escursionistico
ACCESSO: Seguire la S.P. 229 del Lago d`Orta fino ad Omegna, quindi la S.P. della Val Strona fino a Canova del Vescovo; deviazione a destra per Germagno, quindi rotabile completamente asfaltata fino all`Alpe Quaggione.

L’ITINERARIO:
L`itinerario proposto parte dall`Alpe Quaggione (1200 m.).
Oltrepassato il parcheggio del ristorante si prosegue per altri 500 metri fino all`area recintata e attrezzata per picnic, dove è indispensabile approvvigionarsi d`acqua, essendo tutto il percorso privo di torrenti o sorgenti. Si continua sulla strada a destra, che con alcuni ripidi tornanti arriva alle pendici del Monte Zuccaro (1338 m.).
Si prende a destra il sentiero che taglia a mezza costa in mezzo alle felci,e si entra nel bosco di faggi;si passa sulla crestina boscosa dalla quale la vista si apre sugli alpeggi della Valle Strona a sinistra, e sul sottostante paese di Casale Corte Cerro. Appena fuori dalle ultime piante si prosegue diritti sul sentiero che sale dapprima al Monte Cerano (1702 mt.) e poi, dopo aver perso leggermente quota, al Poggio Croce (1765 mt.). Queste cime, già di per se eccezionalmente panoramiche potrebbero costituire una breve escursione a sé stante per gli escursionisti meno allenati. (Fino al Monte Cerano un`ora; fino al Poggio Croce 1.20 ore). Giunti al Poggio Croce bisogna scendere di circa 170 mt. di dislivello fino alla Bocchetta di Bagnone (1584 m.) e da qui, portarsi sulla cresta che conduce alla Bocchetta (1904 m.), dove si incontra la mulattiera proveniente da Ornavasso e dal Rifugio CAI dell`Alpe Cortevecchio.
L`itinerario, ora comune, si svolge su una bella mulattiera ancora parzialmente lastricata, che con molti tornanti raggiunge la cresta fra il Massone e l`Eyehorn (2131 mt. croce - nella foto) e in breve la croce con campanella posta sulla vetta del Massone.

Fonte: Ecomuseo del lago D'orta e Mottarone

domenica, marzo 23, 2008

Ricetta: tapulòn (Tapelucco)

La leggenda:
"È andata così: al tempo dei tempi, tredici omaccioni che tornavano dall'isola di San Giulio sul Lago d'Orta, dove si erano recati a venerare le spoglie del Santo Protettore dell'Alto Novarese, giunti là dove ora è Borgomanero, avvertirono d'un tratto stimoli mai provati di un appetito che potremmo meglio chia­mare fame. Era stata a ridestarli l'aria fresca e sottile che vi rifluisce dal Monte Rosa e che, da tempo immemorabile, vi fa prosperare quella che usa chiamarsi industria alimentare.
Senonchè i "nostri", presi dal sacro fervore del pio pellegrinaggio, avevano dimenticato di rinnovare le provviste,Asino e le bisacce cadevano desolatamente vuote sul dorso dell'asinello che li aveva seguiti nel lungo cammino. E poichè questo rosicchiava in quel momento con evidente soddisfazione un cardo offer­tosi alla sua onesta fame, fu suggerito da qualcuno che con uguale soddisfazione lo stesso asinello avrebbe potuto essere rosicchiato dagli affamati padroni, i quali, senza attendere oltre, si diedero a farne braciole. Pare tuttavia che queste rivelassero insospettata durezza, talché fu d'uopo ridurle in minuti frammenti e tenerne la pentola lungamente al fuoco.
Sortì una vivanda che i "tredici", giudicarono eccellente, e che li dispose siffattamente all'ottimismo da indurli a non riprendere il viaggio e a stabilirsi in un luogo che loro sembrò rivelato da San Giulio in persona. Il villaggio che ne nacque, è, col passare dei secoli divenuto città, e i suoi abitanti hanno da gran tempo dimenticato gli usi dei lontanissimi fondatori: non già però la vivanda che è forse all'origine della loro fortuna. E, sostituita con tenera carne di manzo finemente tritata quella bonaria dell'asino della storia, la gettano su un soffritto d'olio e burro profumato da rosmarino, lauro ed aglio; quindi la cuociono a fuoco lento, e quando tutto il sugo è assorbito, la mantengono umida e morbida irrorandola di buon vino nero. Dopo un'ora o poco più tutto è pronto, e può essere servito, meglio se con polenta ben cotta, e se sposato al generoso vino delle colline che si stendono da Maggiora sino a Gattinara e a Ghemme.
Il TapuloneQuanto al nome di simile "bontà", è rimasto sempre lo stesso, e nella non facile lingua locale si pronuncia così: "taplón". Invano si è tentato di tradurlo in "tapulone" o, peggio, in "tapellon" dai fanatici del volgare... Ad essi però va riconosciuto il commendevole intento di diffondere la saporita vivanda che è tuttora privilegio di un solo paese: Borgomanero, appunto.

[Testo di Achille Marazza - da LA MARTINELLA DI MILANO, marzo - aprile 1957 riportato sui "Quaderni Borgomaneresi" - "Borgomanero a tavola"]

Questa ricetta del tapulòn è contemporanea alla fondazione di Borgomanero: risalendo agli ultimi decenni del XII secolo è quindi una delle più antiche di tutto il territorio compreso tra Novara e la riviera del Cusio.

Ingredienti per 4 persone:
500 g di polpa d'asino sgrassata, aglio, cipolla, 20 g di lardo, due bicchieri di vino rosso delle Colline Novaresi, erbe aromatiche, (alloro, rosmarino, salvia, timo), una noce di burro, 100 g di verza affettata finemente, olio di oliva, sale, pepe, chiodi di garofano

Preparazione:
Macinare la carne con un tritacarne a mano - quelli elettrici la scaldano - farla rosolare con un po' d'olio di oliva e di burro insieme a un battuto composto di aglio, cipolla e un pezzetto di lardo. Durante la cottura mescolare al Tapelucco il vino rosso locale, aggiungere eventualmente - durante il periodo freddo - un po' di verza affettata finemente. Sarà pronto in mezz'ora di cottura a fuoco lento, poiché oggi si utilizza la carne di animali giovani allevati a questo scopo. Prima di toglierlo dal fuoco richiede ancora un trito di erbe aromatiche - alloro, rosmarino, timo... - sale, pepe e una noce di burro. Servire con della polenta macinata molto grossa, oppure con le patate, lessate e saltate con la cipolla. Accompagnato dallo stesso vino utilizzato per la cottura e buon appetito

sabato, marzo 22, 2008

DOLCI: Torta del pane di Pedemonte

(antica ricetta dell`800 ritrovata dall`Associazione Archeologica Culturale F. Pattaroni Gravellona Toce)

Ingredienti per una biella da 6/8 porzioni:
1 lt latte intero;
250 gr di pane comune;
5 uova;
2 quadrotti di cioccolato fondente;
100 gr di uva sultanina;
150 gr di amaretti;
1 limone a buccia spessa (servirà la sola buccia grattugiata);
1 bustina di zucchero vanigliato;
1 bustina di vanillina;
250 gr di zucchero;
1 mandorla sminuzzata finemente;
½ bicchiere di maraschino;
sale (q.b. per le uova);
burro (solo per ungere l`interno della biella)

La sera, mettere a bagno il pane nel latte e lasciarlo tutta la notte.

Al mattino seguente, aggiungere lentamente gli altri ingredienti ed amalgamarli bene, aiutandosi, eventualmente, con un frullatore per uova (una volta si usavano esclusivamente le mani).

Ungere l`interno della biella con il burro e versarvi quindi l`impasto ottenuto. Aggiungere un ricciolo di burro al centro della torta.

Mettere in forno caldo - meglio se a legna – per circa 3 ore; se in forno elettrico o a gas preriscaldato, per un`ora e mezza a 180°.

Per controllare il giusto punto di cottura, immergere la lama di un coltello nel mezzo della biella; se fuoriesce asciutta, la torta è perfettamente cotta.


La ricetta è tratta dal volume Assaggi edito nel 2002 dall`Ecomuseo del lago d`Orta e Mottarone Per richiedere il volume tel. 0323.89622 oppure ecomuseo@lagodorta.net

Per qualsiasi informazione vi inoltro il sito dell' Ecomuseo del lago d`Orta e Mottarone dove è pubbliata la ricetta http://www.cusius.org

giovedì, marzo 13, 2008

Mountain Bike: Giro del Lago D'orta

Percorso: Omegna - Borca - Agrano - Pratulungo - Carcegna - Sacro Monte - Orta - Corconio - Bolzano Novarese - Lido di Gozzano - Lagna - Pella - Ronco - Cesara - Nonio - Brolo - Bagnella - Omegna
Dettagli:
Dislivello: mt 758
Lunghezza: km 45
Tempo: h 4.30
Difficoltà: Media

Descrizione: Si parte da Omegna, dirigendosi verso la frazione di Borca, dove si imbocca il sentiero che solca il bosco. Giunti alle prime case di Crabbia, deviare a sinistra e raggiungere in salita Agrano. Tenere la destra sulla strada che attraversa il paese e prendere a destra dopo circa 200 mt la strada che porta a Pratolungo. Alla Chiesa cercare sulla destra la piccola strada asfaltata che diviene poi mulattiera e che porta a Pettenasco (fare attenzione in quanto il sentiero è spesso coperto di foglie che lo rendono più impegnativo). Terminata la discesa, si svolta a sinistra e poi subito a destra seguendo le indicazioni "Carcegna" fino in paese, scendere fino alla stazione FS di "Orta - Miasino"e svoltare a sinistra sulla stradina che porta a Corconio (frecce gialle "passeggiata della prisciola"). Uscire da Corconio tenendosi alti e passando a sinistra della chiesetta, si esce sulla strada asfaltata e 300 mt dopo il ponte della ferrovia su vede a sinistra una strada bianca che si segue fino a Bolzano Novarese
Da Bolzano, svoltando a destra si torna sulla S.S. 229, e si svolta in direzione "Orta" e dopo 100 mt. si svolta s sinistra per la piccola strada che porta al Lido di Gozzano.
Appena prima del piazzale, svoltare a sinistra per il Viale dei Canneti e costeggiare il lago su sentiero fino all' abitato di Lagna e da qui su asfalto fino a Pella ed a Ronco Inferiore.
Sulla pizza di Ronco si imbocca a sinistra una mulattiera ripidissima che conduce in 1 km a Colma di Cesara e da qui in discesa e Cesara, dove si svolta a destra in direzione Omegna.
Dopo 300 mt prendere a sinistra e cercare la stradina sterrata che porta a Nonio, in mezzo ai pini. Usciamo dal sentiero nella piazza principale del paese e proseguiamo per il Lagahetti di Nonio su asfalto.
Dai laghetti seguire gli indicatori che conducono a Brolo su un piccolo sentiero, attraversata la statale, si seguono le stesse indicazioni che portano a Bagnella, frazione di Omegna, e quindi, costeggiando il lago, tornare al punto di partenza.

Fonte: Attorno al Lago d' Orta... in bicicletta - Ed. Libreria Bettini

mercoledì, marzo 12, 2008

Escursione: Omegna - Mottarone via alpe Mastrolino

Saliamo da Omegna in Via Nobili, dopo il piccolo ponte, lasciamo la macchina; il sentiero dopo pochi metri di asfalto, entra a sinistra nel bosco (segnale bianco rosso).
Entrati nel bosco si prende il sentiero a sinistra, brevemente, sopra le rocce, si raggiunge la “vasca” con la bella cascata del Rio S.Rocco, meglio noto come “Rial Camin”, si prosegue salendo nel bosco di castagno e si raggiunge l’Alpe Mastrolino(548m).-Lasciamo sulla sinistra la costruzione, il sentiero che rientra nel bosco alla destra del piccolo campo da pallone assomiglia all’alveo di un torrente.
-Salendo, sulla sinistra incontriamo un tratto pianeggiante detto “muia schisc”ad indicare una piccola zona paludosa; poi al roccione girando leggermente verso destra entriamo nella splendida valle del Rio Bertogna dal quale possiamo ammirare l’affascinante solco che si stacca dalla sommità, fra incastri di rocce rossastre.
-Superato il roccione, saliamo nel “Pian di Fò”, una volta ricca faggeta, ora boscaglia mista di roveri, betulle e sorbo.
-Il sentiero prosegue sulla pendente trasversale per raggiungere il primo torrione di roccia detto “la cruca”(la chioccia) e dalla sella passiamo sotto il costone roccioso; qui il tratto è abbastanza esposto, poi ci portiamo al secondo bastione roccioso che saliamo con l’aiuto della catena fissata alla roccia.
-Dopo qualche pendente e qualche betulla eccoci alla sorgente che sgorga proprio sotto la colonna granitica dell’Omo(1230m).Sulla sommità ruota il segnavento, i cui riflessi si osservano dal nostro lungolago o da sotto il municipio.
-Usciamo sulla destra e ci troviamo sulla dorsale nei pressi dello ski-lift da dove saliamo alla vetta, collegandoci al sentiero n°1.


Percorso ben segnalato, consigliato ad escursioni esperti.

DISLIVELLO:1150 M
Tempi di percorso:
OMEGNA-ALPE MASTROLINO(40min)-
L’OLMO(2.45 ORE)-
VETTA MOTTARONE(3/3.30 ORE)

Come raggiungere Omegna da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
uscita Gravellona Toce proseguire con la SS229 fino a Omegna
Distanza da Milano: 97 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.

Fonte: Proloco di Omegna (http://www.proloco.omegna.vb.it)

martedì, marzo 11, 2008

Escursione: Boleto - Alpe Camparbino

Dallo slargo della Pianella nell'abitato di Boleto, si sale verso il tabaccaio, si piega a sinistra lasciando sulla destra una vecchia Cappella in disordine, poi le ultime case, per ripida salita si raggiunge la circonvallazione, si procede sempre e si affronta un'altra salita non meno ripida della precedente sino a raggiungere una zona piuttosto pianeggiante dove è insediato l'Alpe Camparbino, un tempo abitato, testimonianza di una civiltà ora abbandonata. All'aperto da ammirare la bella vasca in granito scalpellata a mano, un tempo abbeveratoio delle mucch. Sulla casa dipinto raffigurante la Madonna con S. Donato, S. Antonio, S.Defendente e Santa Cecilia.
Ritorno in paese rapido per la stessa strada, quasi tutta in discesa.

Click sull'immagine per ingrandire la mappa del percorso:

Passeggiata
Periodo Consigliato:
Primavera - autunno
Tempo Percorso: min 20

Come raggiungere Boleto da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
Uscita Arona (direzione Borgomanero) Seguire per Gozzano e proseguire sulla Per Pogno/Pella
Entrare a Alzo e proseguire per Boleto
Distanza da Milano: 93 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.

Fonte: Volume "Uomini e corse - le Escursioni" (Volume II°)
Volume diffuso in occasione della XXVIII edizione del Giro ciclistico dei tre laghi.

lunedì, marzo 10, 2008

Escursione: Salita al Sacro Monte d'Orta

ITINERARIO PER IL SACRO MONTE
Salire per la larga via Corinna Caire Albertoletti. Superato il bugnato a raggera di via Bersani, ed altro voltone, si noti: sulla destra (n. 32), una deliziosa facciatella barocca-rococò; più innanzi (n. 34), la casa Margaroni, fondata sulla fine del '300 o nel primo '400, con resti di affreschi cinquecenteschi. Di fronte, al di sopra di un voltone, la restaurata casa Giani (secolo XV), con loggiato terminale e, subito dopo, il bel palazzo Fortis Penotti, vasto edificio neoclassico a tre e a due piani di finestre timpanate, collegato a un palazzotto rustico di probabile fondazione quattrocentesca. Di fronte, il più solenne palazzo d'Orta, residenza dei Gemelli. Costruito nel tardo '500, forse su preesistenti strutture, si compone di un corpo centrale e di due ali di diversa ampiezza ed altezza (quest'ultima segue infatti la pendenza del terreno), aggiunte in epoca più tarda. Posteriore all'edificio originario dovrebbe essere anche il portale d'onore spostato sulla destra del corpo centrale, con lo stemma sulla chiave di volta e classico architrave. Sulle facciate e sul fianco di via Gemelli, tracce di antichi affreschi, monocromi e non, in parte restaurati, raffiguranti allegorie di continenti, di nazioni e di città (fra cui, Orla) e personaggi muliebri e virili; nella modanatura concava della cornice agettante, elegantemente incurvata, scene mitologiche, putti e motivi ornamentali. Una robusta costruzione in pietra e un gustoso gioco di gradinate completano l'esterno dell'edificio. Nell'interno (non visibile) s'apre un cortile cinto da prospetti finestrati, con balconata superiore retta da strutture di rinforzo; della originaria affrescatura rimangono tracce nelle cornici marcapiano, nelle finte colonne, nei basamenti delle finestre e attorno all'arco che immette nel delizioso giardino a terrazza, collegati da scale in pietra. Gli appartamenti comprendono, tra l'altro, una grande sala con quadri e pitture a fresco. Al termine delia via s'innalza la Parrocchiale, edificata nel 1485 dall'architetto Nicolao Monti e dedicata in origine alla Madonna della Consolazione, cui gli Ortesi attribuirono la liberazione da un'epidemia di peste. Dalla Parrocchiale si sale la via Gemelli finché, con panorama sempre più esteso, si raggiunge il Sacro Monte.

VISITA AL SACRO MONTE
il Sacro Monte conta 21 cappelle edificate tra la fine del sedicesimo e la fine del diciottesimo secolo con affreschi e sculture in terra cotta sulla vita di San Francesco.
Nel 1590, con la costruzione del convento dei frati cappuccini voluta dall'abate novarese Amico Canobio, iniziò a prendere forma l'idea votata dalla comunità di Orta nel 1583 di far diventare il monte di S.Nicolao un Sacro Monte. Questo monte ospitava già l'antica chiesa dove si venerava la statua della Madonna della Pietà.
Il padre cappuccino Cleto da Castelletto Ticino fu l'autore del disegno originario del monte. In quel periodo la Chiesa, in piena Controriforma, stava riflettendo sul fatto che la maggioranza dei fedeli non sapeva leggere e le immagini erano un mezzo per la divulgazione delle Sacre Scritture.
Il vescovo di Novara Carlo Bascapè (1593-1615), coinvolto in questa riflessione, indicò le scene da illustrare nelle cappelle dedicate alla vita e alle opere di San Francesco.
Nei primi anni le architetture sono fortemente influenzate dai modelli del Sacro Monte di Varallo, ma verso la metà del Seicento si fa riferimento al Sacro Monte di Varese e il percorso sacro viene riproposto in chiave barocca.
Architetture, statue e affreschi furono realizzati con tecniche e materiali tipici della tradizione e dell'economia locale.
All'interno del Sacro Monte la vegetazione è parte integrante dell'itinerario religioso. Essa è curata in modo da far risaltare sia le architetture che lo spettacolare paesaggio del lago sottostante. La zona circostante al Sacro Monte è invece costituita da una zona boscosa dove però si possono scorgere le tracce degli originari terrazzamenti per le coltivazioni.
L'itinerario di visita delle 20 cappelle ha inizio con un arco d'ingresso, raggiungibile da un sentiero pedonale che parte dalla piazza di Orta.
Se le opere pittoriche e plastiche costituiscono un vero patrimonio d'arte e furono realizzate da valenti artisti dell'epoca (i Fiamminghini, Cristoforo Prestinari, Dionigi Bussola e il Morazzone), altrettanto interessanti sono gli aspetti naturali.
Il promontorio su cui sorge il Sacro Monte d'Orta è costituito da rocce che sono state modellate dai ghiacciai quaternari. La flora è caratterizzata da specie sempreverdi e da alcune essenze tipicamente montane quali il mirtillo nero. Fra le specie arboree meritano un cenno particolare il pino silvestre, il tasso, il faggio, l'agrifoglio, oltre ad un bel viale di carpini secolari affacciato sul lago

Tempo di percorso: 1 ora massimo
Orario di visita fino al 30 Settembre da lunedì a venerdì h. 9.30 - 18.00 sabato e domenica h. 9.30 - 18.30

Click sull'immagine per ingrandire la mappa del percorso

Come raggiungere Orta San Giulio da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
Uscita Arona (direzione Borgomanero) Seguire per Gozzano e proseguire sulla statale arrivando ad Orta San Giulio.
Distanza da Milano: 90 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.


Fonti:
- Volume "Uomini e corse - le Escursioni" (Volume I°)
Volume diffuso in occasione della XXVI edizione del Giro ciclistico dei tre laghi.
- Lago d'orta On lime (http://www.lagodorta.com/sacromonte.htm)

domenica, marzo 09, 2008

Escursione: Omegna - Cireggio -Madonna del Fontegno - Quarna Sopra - Quarna Sotto - Madonna del Saliente - Omegna

Da Omagna a Cireggio (ore 0,15). Si prende la carrozzabile per le Quarne che si abbandona dopo il i tornante ancora in paese, subito dopo le ultime case a destra. La mulattiera che conserva ancora tratti di selciato sale rapida a serpentina per lungo tratto, indi piega sulla sinistra e raggiunge il modesto pianoro su cui sorge il Santuario della Madonna del Fontegno (ore 0,30). Sul piazzale fontana fresca. Di qui per larga strada a selciato si sale a sepentina in bosco di castagno fino a guadagnare la cresta (ore 0,20). Dalla parte alta del tragitto magnifica vista su Omegna, il lago e il Mottarone.
La strada scende un centinaio di metri fino ad innestarsi con la via asfaltata che sale a Quarna Sopra (ore 0,10). Si attraversa il paese e si scende a Quarna Sotto: dalla piazza scendere a destra seguendo le indicazioni fino all'Oratorio della Madonna del Saliente (ore 0,15).Tornare indietro di 70 metri fino al ponte, abbandonare la carrozzabile prendendo a destra: dopo 20 metri a destra si supera ponticello e prendere sentiero che sale a sinistra tra le case inserendosi su via Varallo, a destra in discesa passando per la frazione Berteggio fino all'Or, dove si raggiunge la carrozzabile (ore 0,15) che si segue fino a Omegna (ore 0,55).

Visita al Santuario del Fontegno o della Madonna della Neve, cappella riedificata alla fine del seicento ed ampliata poi a chiesa. Effige della Madonna della Neve. Per la vicina sorgente il Santuario è detto comunemente del Fontegno.
Visita all'Oratorio della Madonna della Cintura o del Saliente, cappella ingrandita a chiesa tra il seicento e il settecento, affrescata da Giovanni Avendo nel 1808.
Al Saliente parco giochi per bambini.

Periodo consigliato: Tutto l'hanno
Dislivello: m. 570
Tempo di percorso: ore 2,40

Click sull'immagine per ingrandire la mappa del percorso:

Come raggiungere Omegna da Milano:
Autostrada A8/A26 ( Milano Laghi /Gravellona Toce )
uscita Gravellona Toce proseguire con la SS229 fino a Omegna
Distanza da Milano: 97 KM circa, tempo di arrivo, un ora e 20 circa.

Fonte: Volume "Uomini e corse - le Escursioni" (Volume II°)
Volume diffuso in occasione della XXVII edizione del Giro ciclistico dei tre laghi.
Autori: Giorgio Cecchetti, Don Luigi Dresti e con Illustrazioni di Isabella Maulini (Esemplari della fauna della zona del Lago D'orta). Prefazione di Luigi Rondolini